Categorie
Fotografia Io Fotografa

Claudia in “Regole per Osservare”

close

Italiano: Questo post è stato pubblicato 9 anni 6 mesi 27 giorni fà e potrebbe quindi non essere più attendibile. Questo sito non è responsabile per qualsiasi incomprensione o problema derivante dalla lettura del presente post.

Fotografe Italiane su Facebook
by Paola Casali

Su Facebook è nato un bel gruppo, si chiama Fotografe Italiane su Facebook.

Guarda caso lo ha creato Claudia insieme a Paola Casali, fotografa professionista di Roma (che ha scattato la fotografia qui a fianco).

Ma chi cazz’è Claudia?

ANCORAAAAAAAAAAAAAAAA, basta!

Claudia lo sapete benissimo chi è!!!

Torniamo a noi, nella sessione “Discussioni” c’è un bellissimo post che parla delle “Regole per osservare”.

Io, da bravo ladro, non potevo certo farmi scappare un’occasione cosi ghiotta e non riportare qui una cosi preziosa guida.

Ovviamente vi suggerisco di andare a leggere e ricontrollare spesso l’originale perché arricchito dalle osservazioni e dalle domande delle iscritte e sopratutto dalle risposte ed osservazioni che mano mano Claudia aggiungerà nel post.

Anche se scritto evidentemente come nota per le iscritte e non certo per la pubblicazione vera e propria troverete l’articolo davvero interessante ed esauriente pur restando, come sempre, semplice da capire e scritto magistralmente. Io mi sono permesso di aggiungere qualche nota (ndr) e qualche link di approfondimento.

Come dite? si capisce che adoro Claudia? e be, non posso negarlo!

Peccato non poter commentare direttamente anche noi mascietti ma che ci volete fare, vi dovrete accontentare di fare le vostre osservazioni qui sul mio blog.

Chissà, magari un giorno le potrebbe leggere, vero Claudia?

;-)

Inauguriamo l’area discussioni con un piccolo ma utile decalogo tratto da letture sulla fotografia fatte qua e là (ebbene sì, facciamo il lavoro sporco per voi ;) integrato con esperienze personali.

E’ una sintesi, non esaustiva, che ci piace condividere. In attesa di vostri ulteriori spunti.

Fotografia non è solo vedere con gli occhi, ma anche saper pre-visualizzare (ndr: Ansel Adams è stato un pioniere dell’idea di previsualizzazione oltre che del famosissimo sistema zonale) una foto, mettendo in moto il cervello prima di scattare :)
Per esempio, sapere come verrà fotograficamente il soggetto che stiamo inquadrando, ci aiuterà a capire come ripulire l’inquadratura e la composizione prima di scattare.

Ecco alcuni spunti in pillole:

1. Cercate la semplicità.
Guardarsi attorno alla ricerca di zone dove c’è meno confusione. Se invece vi capita di voler fotografare il caos cosmico della vostra stanza, almeno cercate di individuare Il simbolo del disordine all’interno di una piccola area.

2. Girateci attorno.
Si dice che alle donne piaccia girare attorno a cose e concetti, senza mai arrivare al dunque (ndr: confermo! ed in verità invidio moltissimo alle donne, oltre qualche altra cosetta che noi maschietti desideriamo da sempre, questa capacità ^_^ ). Vero o non vero, ecco, in questo caso se avete questa predisposizione, sfruttatela fotograficamente per cambiare punto di visione. Se è il caso, non dimenticatevi di arrampicarvi sull’armadio, con un bel grandangolo, meglio se a occhio di pesce (ndr: detto anche fish eye).

3. Lo sfondo, questo sconosciuto.
Siete maniache del teleobiettivo, come la sottoscritta? Siete di quelle che basta avere ben a fuoco il dettaglio dell’occhio del micio e chissenefrega di cosa ci sta dietro? Se sì, ribaltate l’approccio. Provate a individuare prima uno sfondo gradevole, previsualizzandolo, sapendo che quello che i vostri occhi vedono, in fotografia verrà sfocato. Per esempio, non c’è peggior sfondo di una foresta o un bosco con macchie di cielo bianco che spuntano qua e là per distogliere l’attenzione dal soggetto in primo piano. Parola d’ordine: sfondo ordinato. (ndr: la composizione di una fotografia con il tele è molto più semplice di quella fatta con un grandangolo … ma ne parleremo)

4. Non c’è niente da fotografare.
Quante volte, figliole, vi è capitato? Tantissime, anzi di più. E’ il momento di farsi qualche domanda. Avete esplorato il luogo da ogni punto di vista, incluso dal basso e dall’alto? Vi siete messe a testa in giù con la fotocamera in mezzo alle gambe? (ndr: il primo che fa battute lo cionco!) Le ginocchia sono fatte anche per essere piegate e le cose non si posizionano da sole così come vorreste voi. La luce fa schifo? Avete provato a sfruttare positivamente l’apparente negatività? Se il cielo è bianco e noioso, chi l’ha detto che la foto deve per forza includere il cielo? Avete fatto finta di essere una persona con uno stile differente dal vostro solito?

5. Siete ancora convinte che non c’è niente da fotografare.
Va bene, avete ragione voi: non c’è proprio nulla che meriti l’onore di un vostro click. Fate una cosa, mollate la fotocamera e andate in giro, godendovi il posto, guardando le cose comunque ma senza la fissa di dover scattare a tutti i costi. Comportatevi da bambine curiose alla ricerca di nuovi giochi: toccate le cose, sollevate sassi (occhio alle vipere), giocate a contare le foglie su un ramo, parlate con la gente, cercate persone che attraggono la vostra curiosità e osservate come si muovono nell’ambiente. Vogliamo scommettere che dopo mezz’ora di questo gioco, tornate a casa con le schede piene? :) (ndr: ha detto schede?)

6. Non tutte le cose possono essere fotografate.
Prendetene atto: le nostre scelte fotografiche vanno adeguate alla scena che abbiamo di fronte (luce, elementi, soggetti, sfondi, linee rette, curve, diagonali) e non al pensiero che “tanto sistemo tutto con Fotosciop”.

7. Raccontate di voi
Siete al supermercato a fare la spesa, magari in quel bellissimo orario tra le 21 e le 22 quando non c’è più nessuno a parte i soliti single alla ricerca dell’anima gemella (cliché, passatemelo)(ndr: vabbè non lo faccio più sigh). Cosa c’è da fotografare in un supermercato? La vostra esperienza. Siete affascinate dalle forme, dalla moltitudine di barattoli, dai contrasti di colore delle differenti marche di pasta, dall’occhio vitreo della trota quando lo osservate per chiedervi se è veramente pesce fresco o cosa… Compris?

8. Pensate positivo
Oh che noia. Eh sì, sarà anche una noia l’invito al pensiero con il più, ma se passate il vostro tempo sulla scena a tirar giù tutti i santi del paradiso, riserve comprese, perché non avete il grandangolo o perché la luce fa schifo, o se vi capita di dover fotografare cose che emotività zero… ovvio che i risultati faranno schifo. Mente aperta e leggerezza aiutano a scoprire qualcosa di inusuale. (ndr: amen!)

9. Dove puntare la fotocamera?
Quando cambiate genere vi capiterà spessissimo di non riuscire a “vedere la foto”. Un esempio: un campo arato con cascina sullo sfondo, e dietro l’orizzonte, con cielo magari bianco. Il principiante punterà sulla cascina, magari centrale, senza badare al resto. Il fotoamatore medio metterà la cascina a destra o a sinistra dell’immagine, intuendo senza saper bene il perché una composizione più suggestiva. Il fotoamatore più scafato invece osserverà le righe del campo arato e punterà su di loro, facendo in modo di condurre l’occhio dell’osservatore verso la cascina. E volete scommettere che gestirà lo scatto in bianconero?

10. Accettate i compromessi.
Anche in fotografia, non è tutto bianco o nero. Le infinite sfumature di grigio restituiscono suggestioni che meritano di essere prese in considerazione. Ma il mondo è a colori, obietterà qualcuna. E infatti, il modo migliore per non complicarsi la vita è accettare che, a colori o in bianconero, la foto perfetta non esiste ed è meglio un buon compromesso che lasci capire che è stata proprio quella la scelta del fotografo, ad un (finto) miracolo ottenuto in post produzione.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.