FlickrDrive: le vostre foto di Flickr come un hard disk locale

Oggi gironzolando ho trovato una utility carina, si chiama FlickrDrive. La simpatica utilities non fà altro che creare un disco virtuale con le fotografie del proprio account di Flickr.

flickDrive

Ti crea una bella icona ( un disco)  su “esplora risorse” sotto la voce “computer“. Potete a questo punto aprire le foto per elaborarle, fare il copia incolla di altre foto oppure semplicemente cancellarle o creare nuove cartelle. Ad ogni operazione sul disco virtuale corrisponde un’azione sull’account Flickr.

FlickDrive funziona “solo” su Windows Vista o superiore.

Al primo avvio si dovrà abilitare FlickDrive all’accesso al proprio stream sul sito di Flickr. Nulla di complicato, seguite le istruzioni ed in due minuti avrete fatto.

non avete uncazzodafare? bene FlickrFight !

Come da titolo: non avete un cazzo da fare e volete divertirvi un po?

Potreste provare l’eterna battaglia fra:

  1. pisellino vs fragolina (indovinate chi vince?)
  2. uomo vs donna
  3. ….
  4. ….

Come e dove? basta che andiate su FlickrFight e digitiate i due termini che volete mettere a confronto ed il gioco è fatto!

FlickrFight non fà altro che cercare i due termini su Flickr e dare il risultato numero delle due ricerche decretando al contempo il vincitore.

A cosa serve? a un cazzo! Però è divertente eh eh eh

Progetto Fotografico: Terza Lezione

Buona parte dei progetti fotografici comprende soggetti come luoghi o persone. Ora, qualsiasi tipo di attrezzatura voi usiate, di pellicola, di macchina fotografica, di flash, di assistente, una sola cosa deve diventare vostra amica. Sarà un’amica-nemica, ma vi aiuterà.
Il suo nome è Liberatoria (alcune volte è Autorizzazione, soprattutto quando andiamo in luoghi dove non potremmo). L’aspetto è quello di un foglio di carta A4 su cui due persone appongono le loro firma. Quale è il suo scopo? Tutelare il lavoro del fotografo e di chi è fotografato.
Il fotografo deve veder tutelati i suoi diritti di copyright (non è bello denunciare una persona, anche se alcune volte andrebbe fatto per un fatto di fargli vivere quello che si è vissuto) e chi è fotografato i suoi diritti (soprattutto se colui che è fotografato non è “persona nota”): non potete usare la foto della persona per uno scopo diverso da quello che avete indicato. Non si fa. No. No. No.

Se il progetto prevede il fotografare persone che sono parte attiva della comunità in cui vivete (la nonna, non è persona nota, anche se è parte attiva della comunità familiare, a meno che non sia impegnata attivamente in politica) o comunque persone note alla maggior parte della popolazione, allora la liberatoria non serve. Se il progetto prevede che vengano fotografate persone che sono riunite in una festa, allora non serve nulla.
Ma ipotizzo che questo accada nel 0,000000001% delle persone che seguono questa interessante rubrica, e quindi la liberatoria va scritta.

La liberatoria sarà compilata sia dal fotografo che dal soggetto. Quindi materialmente si può dire che sia divisa in due parti:

  • la prima dove il soggetto andrà ad inserire i suoi dati sensibili (nome, cognome, data di nascita, indirizzo di residenza ecc): guai a voi se divulgate questi dati per scopi diversi.
  • la seconda dove inserirete lo scopo per cui il soggetto vi autorizza a riprenderlo (dovete inserire anche i vostri dati). In questa parte inserirete anche due righe in cui assicurate il soggetto che le foto che scatterete le userete solo ed esclusivamente il vostro scopo primo (il vostro progetto)

Ovviamente vanno lasciati due campi per inserire la data e il luogo in cui sono eseguite le foto.
Seguono la firma del fotografo e del fotografato.

Nel caso di minorenni (anche se non sembrano minorenni e portano una 4a di seno) la liberatoria va compilata e firmata DA UN MAGGIORENNE COME UNO DEI GENITORI O CHIUNQUE NE FACCIA LE VECI.
La liberatoria deve restare sia al fotografo che al soggetto (io ho usato la buona e cara carta carbone, ma se avete una copiatrice in tasca, potete usare quella).

Nel caso invece il progetto si realizzi in luoghi dove non tutti i giorni possiamo entrare, allora bisogna, dopo aver preso i dovuti contatti e visti i rischi che si possono incorrere, rilasciare una autorizzazione in cui vi assumete tutte le responsabilità nel caso in cui vi facciate male.
Non avete le scarpe antinfortunistiche e cade qualcosa? Sono fatti vostri.
Per questo, quando andate in posti in cui non sapete i rischi che ci possono essere o in cui potete incorrere, chiedete sempre prima se dovete procurarvi materiale speciale e possibilmente, fatevi accompagnare da qualcuno che in quel luogo ci lavora.

Io non sono un avvocato, posso aver commesso e scritto qualche inesattezza. Succede. Ditemi dove, cosa e come posso rimediare e io lo farò. Promesso

p.s. La Liberatoria va sempre fatta firmare. Anche nel caso facciate fotografie che poi non inserirete nella versione finale del progetto (libro o qualsiasi altra cosa).

ADOLFO: Mi permetto di integrare un po l’articolo di Lisa aggiungendo dei fac-simile di Liberatoria.

2009.03.13 : Aggiungo anche la liberatoria per il soggetto fotografato che Telethon, immagino i suoi avvocati,  ha messo sul sito per il suo concorso “La scienza si fa Arte“.

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