Pensieri

Quanto riportato e’ una traduzione dall’inglese de “The Paradoxical Commandaments” di Kent M. Keith, che Madre Teresa, o uno dei suoi collaboratori, fece porre sul muro della casa dei bambini a lei dedicata.

L’uomo è irragionevole, illogico, egocentrico
NON IMPORTA, AMALO
Se fai il bene, ti attribuiranno secondi fini egoistici
NON IMPORTA, FA’ IL BENE
Se realizzi i tuoi obiettivi, troverai falsi amici e veri nemici
NON IMPORTA, REALIZZALI
Il bene che fai verrà domani dimenticato
NON IMPORTA, FA’ IL BENE
L’onestà e la sincerità ti rendono vulnerabile
NON IMPORTA, SII FRANCO ED ONESTO
Quello che per anni hai costruito può essere distrutto in un attimo
NON IMPORTA, COSTRUISCI
Se aiuti la gente, se ne risentir�
NON IMPORTA, AIUTALA
Da’ al mondo il meglio di te, e ti prenderanno a calci
NON IMPORTA, DA’ IL MEGLIO DI TE

L’importanza dei “NO”

da Fantavolando

E’ innegabile che dire di no, per i  genitori o ancora di più per i nonni, è talvolta molto difficile, ma basta fermarsi un momento a riflettere sul significato che può assumere un “no” detto nel modo giusto e nella situazione giusta per capire quanto possa diventare importante proprio per la crescita del bambino. Nella vita di tutti i giorni dobbiamo rispettare delle regole e saper riconoscere dei limti per mantenere relazioni positive con il mondo che ci circonda e questa capacità di riconoscere ciò che si deve e non si deve fare si inizia ad apprendere fin dalla prima infanzia.
I bambini devono poter sviluppare la propria identità grazie ad un’educazione che consenta loro di comprendere con chiarezza le regole che caratterizzano i rapporti tra le persone.
Dire di no non significa mai essere severi come talvolta qualcuno può essere indotto a pensare, ma significa essere delle guide che consentono al bambino di crescere sereno.
Chiaramente anche nel dire “no” si devono rispettare alcuni punti fondamentali e modalità adeguate di comunicazione.
Dire di “no” non deve mai significare imporre al bambino qualcosa ma deve invece significare far capire, attraverso la spiegazione del perché, i motivi che stanno alla base del “no”.
Dire di no non deve mai significare alzare la voce ma spiegare con convinzione e fermezza le ragioni dimostrandosi sempre aperti al dialogo.
E’ importante chiarire che l’autorevolezza del genitore non va mai confusa con l’autorità. La persona autorevole è capace di accogliere l’altro, di mettersi in discussione senza però perdere di vista il proprio ruolo conferitogli dall’età e dall’esperienza, l’autorevolezza si testimonia nell’incontro e mai nello scontro.
I “no” detti in una particolare situazione devono essere gli stessi per ogni situazione simile, ossia è importante essere coerenti; inoltre entrambi i genitori devono mantenere la stessa linea educativa ed essere d’accordo sulle regole ed i comportamenti da rinforzare nel bambino in modo da non creargli confusione.
Quando il bambino dimostra di aver compreso i limiti in determinate situazioni, va sempre rinforzato positivamente. Il rinforzo non si riferisce ad una ricompensa materiale (ad esempio dire: ti compro un gioco se fai il bravo) ma ad una ricompensa di tipo affettivo come un abbraccio, passare del tempo in più con il bambino a fare qualcosa che a lui piace, ecc. Le ricompense affettive aumentano l’autostima del bambino e rappresentano una fonte significativa di valorizzazione della sua persona.