L’importanza dei “NO”

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da Fantavolando

E’ innegabile che dire di no, per i  genitori o ancora di più per i nonni, è talvolta molto difficile, ma basta fermarsi un momento a riflettere sul significato che può assumere un “no” detto nel modo giusto e nella situazione giusta per capire quanto possa diventare importante proprio per la crescita del bambino. Nella vita di tutti i giorni dobbiamo rispettare delle regole e saper riconoscere dei limti per mantenere relazioni positive con il mondo che ci circonda e questa capacità di riconoscere ciò che si deve e non si deve fare si inizia ad apprendere fin dalla prima infanzia.
I bambini devono poter sviluppare la propria identità grazie ad un’educazione che consenta loro di comprendere con chiarezza le regole che caratterizzano i rapporti tra le persone.
Dire di no non significa mai essere severi come talvolta qualcuno può essere indotto a pensare, ma significa essere delle guide che consentono al bambino di crescere sereno.
Chiaramente anche nel dire “no” si devono rispettare alcuni punti fondamentali e modalità adeguate di comunicazione.
Dire di “no” non deve mai significare imporre al bambino qualcosa ma deve invece significare far capire, attraverso la spiegazione del perché, i motivi che stanno alla base del “no”.
Dire di no non deve mai significare alzare la voce ma spiegare con convinzione e fermezza le ragioni dimostrandosi sempre aperti al dialogo.
E’ importante chiarire che l’autorevolezza del genitore non va mai confusa con l’autorità. La persona autorevole è capace di accogliere l’altro, di mettersi in discussione senza però perdere di vista il proprio ruolo conferitogli dall’età e dall’esperienza, l’autorevolezza si testimonia nell’incontro e mai nello scontro.
I “no” detti in una particolare situazione devono essere gli stessi per ogni situazione simile, ossia è importante essere coerenti; inoltre entrambi i genitori devono mantenere la stessa linea educativa ed essere d’accordo sulle regole ed i comportamenti da rinforzare nel bambino in modo da non creargli confusione.
Quando il bambino dimostra di aver compreso i limiti in determinate situazioni, va sempre rinforzato positivamente. Il rinforzo non si riferisce ad una ricompensa materiale (ad esempio dire: ti compro un gioco se fai il bravo) ma ad una ricompensa di tipo affettivo come un abbraccio, passare del tempo in più con il bambino a fare qualcosa che a lui piace, ecc. Le ricompense affettive aumentano l’autostima del bambino e rappresentano una fonte significativa di valorizzazione della sua persona.

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