Suggerimenti di uno stampatore

Parteciperò ad una collettiva organizzata da Prospettive 8 sul tema L’ASSENZA e vi giro un piccolo intervento di Lorenzo Lessi, il nostro stampatore, che da alcune dritte sulla stampa.

Volevo aggiungere qualcosa sui formati di file per la spedizione: io posso stampare da tiff o da jpeg e la qualità sarà paragonabile, ammesso che il jpeg sia salvato come copia da un file senza compressione come il psd o il tif, dove dovreste aver lavorato i file, meglio ancora se a 16 bit. La compressione dovrebbe essere minima (12). Se un jpeg (magari che non provenga da un raw) viene lavorato e salvato più volte il file finito non sarà paragonabile a un tif, che è un file senza compressione, o con compressione senza perdita… una via di mezzo molto buona potrebbe essere un tif prodotto da un converitore raw, come lightroom, acr in photoshop, o altri convertitori, anche a 8 bit, quindi, già pronto per l’invio.

Per i profili colore, le immagini sarebbero da preferire in adobe rgb, dato che è uno spazio più ampio dell’srgb, e le carte possono riprodurre, magari non tutte le informazioni di adobe rgb, ma spesso più di quelle dell’srgb. con l’srgb insomma, siete abbastanza sicuri, ma potreste privarvi di qualche tono, anche se le differenze non sembrano poi così apprezzabili. inutile è convertire in adobergb solo alla fine, se avete lavorato sempre in srgb, convertendolo e lavorandolo in quello spazio colore.
per i file in bianco e nero, posson andare sia in scala di grigio sia in rgb, ma solo, ovviamente, quelli a colori possono contenere un colore che dà un viraggio al bn, sia caldo, freddo, seppia, ecc.
alla fine va comunque bene anche un jpeg fatto in macchina, sempre che non sia stato modificato troppo pesantemente.
quindi, formato ottimale per una foto a colori sarebbe:
un tif in adobergb a 8 bit (i 16 in stampa non servono), ma anche jpeg con bassa compressione.
per una foto in bn:
tiff a 8 bit in rgb, che può contenere anche un’intonazione, ma per stampe neutre va benissimo anche in scala di grigi.
via, ora buonanotte a tutti!

Na2GuL e la prova Colori

Qualche tempo fa mentre parlavamo del mio portatile appena comperato, Na2GuL mi chiese se esisteva un software gratuito che potesse usare con il suo Spyder III. Gliene consigliai uno ed in cambio lui ha deciso di regalarci un bel resoconto delle prove effettuate. A lui la parola dunque!

Mentre cerco un modo per iniziare questo articolo sento che per televisione se ne escono con questa frase:

Solo ora gli scenziati hanno scoperto perche’ il sesso e’ cosi’ eccitante.

Ora, non per dimostrare alcunche’, ma non ci voleva uno studio di chissa’ che universita’ per capirlo, bastava fare un pochino di pratica.

E’ appunto su una prova pratica che si basa questo articolo, una prova sulla bonta’ dei colori visualizzabile dai nostri monitor.

Non vuole essere un articolo che spieghi il flusso di lavoro corretto per avere dei colori fedeli in stampa, ne’ come inventarsi alchimie assurde su come tirar fuori una buona foto da una crosta (se lo sapessi fare, avrei una montagna di croste da trasformare in capolavori). Semplicemente vorrei spiegare quanto puo’ essere buono il nostro monitor nell’assecondarci in questo percorso.

Innazitutto come dovreste sapere un monitor usato per il fotoritocco, e quando parlo di fotoritocco parlo semplicemente di un controllo sulle curve, DEVE essere calibrato, altrimenti il vostro bianco potrebbe essere in realta’ un giallognolo.

Calibrato il monitor come possiamo sapere se e’ un buon monitor per il nostro utilizzo? Dobbiamo verificare quanti colori e’ in grado di visualizzare.

Purtroppo il software in dotazione con il colorimetro da me utilizzato, (ringrazio il circolo fotografico che frequento) non mi dice nulla.

Ecco che il buon Adolfo mi viene in soccorso segnalandomi un software fatto da dei francesi (ma non temete, dopotutto funziona ^_^ ) che offre la possibilita’ di visualizzare nell’insieme CIE1931 il triangolo di colori usabili dal monitor.

Per approfondimenti sullo spazio colori e’ d’obbligo una visitina al blog di Mauro Boscarol, http://www.boscarol.com/blog/?page_id=1538

Inanzitutto scarichiamo il software chiamato ColorHCFR dalla seguente pagina: http://www.homecinema-fr.com/colorimetre-hcfr/hcfr-colormeter doppiocliccate sull’eseguibile ed installate il software. E’ compatibile con i seguenti colorimetri:

Spyder II

Spyder III

DTP94

Gretag EyeOne (Beamer, Display 2, Display LT)

Oltre al colorimetro che potete autocostruirvi seguendo le indicazioni che trovate nel sito.

Prima di avviare il programma collegate il vostro sensore e chiudete l’eventuale agente del software originale. Se non lo fate HCFR vi avvisera’ che lo fara’ lui, poco male.

Aprendo il programma (testato su Windows Xp con la Service Pack 3 e su Windows 7 a 64bit) vi ritrovate nella seguente schermata:

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