Come firmare le foto con Gimp

Abbiamo parlato di come firmare le foto con Photoshop e adesso passiamo a Gimp. Anche in questo caso ricorreremo all’uso di un pennello a forma di “firma”.
Per prima cosa create una nuova immagine in scala di grigi, ovvero impostare nelle opzione avanzate, spazio colore : scala di grigi, e nello sfondo: Trasparenza. Continue reading “Come firmare le foto con Gimp”

Gestire le proprie foto su Linux

Un post per chi utilizza l’ottimo sistema operativo open source. Preso da ZioGeek il quale in un suo post elenca e fa una breve presentazione dei (principali e più famosi ) programmi che si possono utilizzare su Linux per gestire le proprie immagini.

Ci presenta in maniera veloce veloce Gimp, F-Spot, Digikam, Hugin

A cosa servono? be, editor di immagini, import delle immagini, foto panoramiche ecc…ma andate sul post di Zio ed approfondite e salutatelo da parte mia.

Manuale di fotoritocco con Gimp

Ritengo il software open source una gradissima risorsa e quando posso la promuovo. Gimp, per i pochi che non lo conosco, lo si può considerare l’antitesi di Photoshop, il suo nemico giurato. Diciamo subito che Gimp non è Photoshop ma diciamo anche che molto spesso non se ne capiscono le differenze a meno di non essere dei professionisti.

Ad esempio GIMP e Photoshop hanno differenti caratteristiche nelle gestione dei colori. Photoshop supporta immagini a 16 bit, 32 bit e a virgola mobile, gli spazi colori PantoneCMYKCIE XYZ. GIMP, invece, supporta solo limitatamente lo spazio CMYK con un plugin aggiuntivo limitato (Separate+, il nuovo plugin per simulare il colore CMYK in GIMP). GIMP non può supportare, per motivi legali, lo spazio colore commerciale Pantone.

Inoltre, cosa ancora più “pesante” è la mancanza di un software di sviluppo dei RAW veramente efficace (un mio parere).

Detto questo ha dalla sua una cosa…è gratis ed è più che sufficiente per la maggior parte delle nostre esigenze, ecco perché vi suggerisco di dare una letta alla bella guida fatta da Maurizio Loreti e postata sul form Canon Club Italia.

Maurizio nella prefazione del libro dice:

Fin da quando ho cominciato ad usare GIMP per il ritocco delle mie foto,ho preso l’abitudine di mantenere degli appunti dettagliati (prima su carta,poi in un file del mio computer) che descrivessero passo per passo le ricetteda seguire per raggiungere certi scopi: ricette elaborate a partire dall’onlinehelp, dai tutorials esistenti e dalla mia esperienza personale; ed hocolto l’occasione della pensione per far diventare questi appunti un piccololibriccino. Attenzione: questo non vuole essere un manuale di fotografia (peresempio si dà per scontato che chi legge sappia cosa sia la profondità dicampo e come controllarla) anche se contiene, nella parte iniziale, qualcheconsiglio su come fotografare; né vuole essere un manuale di GIMP (peresempio si dà per scontato che chi legge sappia a cosa serve il Clone Tool ecome richiamarlo).

Be, che aspettate ad andarlo a scaricare?

Fatemi sapere cosa ne pensate, se il suo utilizzo lo trovate agevole e se sentite o meno la necessità di passare a Photoshop od altro software di elaborazione bitmap.

Ah, se ne sentiste la necessita sappiate che vi è anche la possibilità di dare a Gimp la stessa o quasi interfaccia di Photoshop.

Gimp: come eliminare il rumore digitale con G’MIC (iso alti)

Ho già scritto qualche tempo fa di come eliminare il rumore digitale con Photoshop ed ho pensato fosse il caso di scrivere due righe su come fare la stessa cosa con Gimp.

Per fare questo, un po come accade per NetImage, utilizzeremo il plugin G’MIC (prima conosciuto come GreyCStoration), un plug-in di Gimp molto conosciuto ed apprezzato.

G’MIC, oltre ad occuparsi della riduzione del rumore offre anche una quantità considerevole di altri filtri ed effetti disponibili oltre a dare la possibilità di crearne di propri.

Ma andiamo con ordine, vediamo come fare per installarlo. Per prima cosa dovete scaricare il software dal link che vi ho dato prima.

Adesso non dovrete fare altro che scompattare l’archivio appena scaricato nella directory dei plugin di GIMP:

  • Su Unix, la directory è generalmente $HOME/.gimp-2.x/plug-ins/.
    Il plug-in richiede che voi abbiate installate le librerie: libfftw, libpng, zlib. Usate il package manager per cercare le dipendenze.
  • Su Windows, la directory del plug-in si trova generalmente su C:\Program Files\GIMP-2.x\lib\gimp\2.0\plugins\.
    Per quanto riguarda le librerie necessarie, in questo caso sono già comprese nel pacchetto.

Il plug-in sarà disponibile dal menu Filters/G’MIC (l’ultimo della lista).

Una vola lanciata l’interfaccia del plug-in vi troverete in una situazione del genere:

In alto a sinistra avrete la preview dell’immagine che vi consiglio di ingrandire per vedere meglio l’effetto del filtro una volta applicato.

Nella parte centrale vedete una serie di titoli che rappresentano le categorie di possibili lavorazioni, quella che interessa noi è la Enhancement.

All’interno di questo menù c’è la voce Asinotropic smoothing attraverso il quale ridurremo il rumore digitale.

Le impostazioni di default vanno più che bene per cui potete anche non toccarle, nel caso state tranquilli, c’è il pulsante di reset che vi riporterà ai valori di partenza.

Per capire l’effetto che fa eccovi un particolare della stessa immagine prima e dopo l’applicazione del filtro anti rumore.

prima del filtro
dopo l'applicazione del filtro

5 suggerimenti vitali per la fotografia in bianco e nero

Vediamo se riesco a tradurre anche stavolta l’interessante post di Juan Shaban (lo potete seguire sul suo blog dudye.com) su Hongkiat. Come al solito ho usato l’articolo tradotto come spunto per inserire qua e la note, riferimenti dettati da esperienze personali.

Come sempre vi consiglio di leggere anche la versione originale e segnalarmi gli eventuali Orrori di traduzione.

Iniziamo.

Le fotografie monocromatiche sono senza tempo, sopratutto quelle in bianco e  nero. Amplificano le emozioni e danno all’immagine un tocco più artistico.

Puoi scattare in bianco e nero in qualsiasi condizione senza preoccuparti degli accostamenti fra i vari colori. E per quelli che amano i colori, il bianco e nero non ha necessariamente è noioso, ci sono tante sfumature diverse tra cui scegliere.

La scala dei grigi è uno spettro che va dal bianco al nero transitando per molte sfumature e profondità di grigio. Così, quando parliamo di scala di grigi parliamo di come misurare i toni di grigio.

Ecco cinque consigli di cui potreste aver bisogno quando scatterete in bianco e nero.

1. Utilizzate il RAW

Se avete la possibilità di utilizzare il RAW, fatelo! Avrete moltissime più possibilità oltre ad un maggiore controllo di dell’immagine.

L’aspetto negativo dei file RAW è che hanno per forza di cose essere elaborati per poter essere utilizzati. Se utilizzate i RAW sarà il computer, piuttosto che la fotocamera che darà vita all’immagine (ndr. il RAW è in tutto per tutto da considerare come fosse il vecchio rullino). È possibile ad esempio utilizzare Adobe Photoshop per elaborare le immagini.

Se non si dispone di tali mezzi, non preoccupatevi, continuate a leggere e vedrete che esistono molti molti altri modi per ottenere grandi fotografie in bianco e nero.

ndr. Qui apro io una parentesi, vi sono moltissimi programmi che potete utilizzare alcuni anche gratuiti come ad esempio GIMP (paragonabile a Photoshop) che con il modulo UFRAW permette di lavorare con questo formato altrimenti inutilizzabile nativamente. Fra le altre cose esiste anche una fork di Gimp che è del tutto simile se non uguale a photoshop (parliamo della disposizione dei comandi). Si chiama GimpShop ed ha la presunzione di semplificare l’utilizzo di questo potentissimo strumento rendendolo più semplice anche per chi arriva da altri strumenti.

Io personalmente utilizzo Adobe Lightroom che offre, come il Nikon Capture NX d’altra parte, una workflow molto semplice e potente e per chi, come me, deve “solo” sviluppare i propri negativi (digitali) è l’ideale. Fra le altre cose la differenza di costo fra Photoshop e Lightroom è davvero notevole!

Esistono poi dei “visualizzatori di immagine” che, oltre a fare benissimo il loro lavoro, sono anche in grado di gestire le immagini in formato RAW ma che non offrono certo le possibilità di intervento dei programmi su citati. Parlo degli ottimi XnView e FastStone Image Viewer (il primo dei due offre anche la possibilità di usare i plugin di Photoshop).

Un’ultima cosa e poi chiudo la parentesi, se vi interessa sapere quali software open source potete usare in alternativa ad esempio a Photoshop non vi resta che andare su Open Source Alternative.

2. Pattern e Texture

texture_example_bn

Una Texture ricca e scenari ben dettagliati aiuteranno la vostra fotografia ad essere maggiormente comprensibile ed emozionante.

I soggetti nelle fotografie in bianco e nero, cosa non vera per quella a colori, vengono messi in maggior risalto. Quindi, se volete riprendere una battuta di caccia in cui desideriate sottolineare i soggetti, fareste bene a scegliere il bianco e nero al posto del colore.

3. Contrasto

Con l’aiuto della luce è possibile ottenere un grande contrasto. Contrasto che farà emergere le differenze tonali nella vostra fotografia in maniera impossibile rispetto al colore. Con illuminazione laterale, per esempio, si otterranno le ombre più lunghe.

Il contrasto è importante, perché quando c’è un forte contrasto, con neri molto marcati ed alte luci, sarete in grado di mostrare cose che altrimenti non si sarebbero mai viste.

4. ISO

Nella fotografia digitale (ndr. digitale l’ho inserisco io per ovvi motivi), il numero ISO indica la sensibilità del sensore della nostra fotocamera. Maggiore è il numero ISO è più alta è la possibilità di scattare foto in condizioni di scarsa luminosità, senza l’utilizzo del flash.

Per la fotografia in bianco e nero, utilizzate il numero ISO più basso possibile. Quando si utilizzano alte sensibilità ISO il rumore diventa più evidente. Il rumore in fotografia digitale è equiparabile alla grana delle vecchie pellicole. Più alto è il numero ISO che usi, e più puntini (detti anche rumore digitale) avrai nella foto. Pertanto giorni nuvolosi sono l’ideale per fotografie in bianco e nero.

ndr. io personalmente non mi trovo daccordo sull’utilizare a tutti i costi gli ISO bassi. A molti, me incluso, piace l’effetto grana. molti addirittura utilizzano di proposito numeri ISO quali 800 o 1600 per ottenere il tanto amto/odiato effetto grana. Esistono addiruttura software specializzati nella conversione delle immagini digitali in bianco e nero che offrono la possibilità di simulare la presenza di grana, sto parlando, ma solo perché conosco lui, di B/W Styler. Come sempre quando si tratta di arti…a voi la scelta di cosa sia migliore.

5. Soggetti

La fotografia in bianco e nero può andare bene in molte situazioni e circostanze.

  • La fotografia monocromatica è ottima per per esaltare l’esperienze e la storia ritratti nella foto, tende a far emergere e quindi ci dà la possibilità di esplorare meglio un oggetto o una persona senza la distrazione degli altri elementi grafici (soprattutto grazie ad un buon contrasto). Ed è anche, di conseguenza,  ottima per le fotografie astratte. (ndr. vedi la prima foto che ho messo nel paragrafo contrasto)
  • Quando si scattano foto di grandi spazi, come paesaggi, assicuratevi di non utilizzare lo stesso tono per tutti gli elementi della fotografia altrimenti la stessa risulterà piatta e noiosa. La maggior parte delle immagini in bianco e nero si suppone abbiano un forte contrasto e che abbiano di conseguenza un notevole impatto sullo spettatore. Un modo per farlo è quello di cercare un movimento, come un’onda del mare o un cielo in movimento. Qualcosa che nella vita reale non sembra poi cosi “drammatica”  ma che può diventare molto più intensa quando è catturato dalla macchina fotografica.
  • Un unico soggetto è la scelta più gettonata per la fotografia in bianco e nero. Questo vale soprattutto per i ritratti, dove l’uso della scala di grigi può davvero esaltare le espressioni della persona.

Autore – Juan Shaban, gestisce il blog dudye.com. Potete seguire Juan su Twitter.