Adobe aggiunge “Focus Mask” in Photoshop CC

Una interessante future aggiunta da Adobe su Photoshop CC per la selezione attraverso l’uso di maschere.
Guardando il video, poi bisognerà vedere nella realtà se è cosi semplice, è davvero interessante. In pratica Adobe ha aggiunto un nuovo modo di fare una selezione automatica in base ai pixel che sono a fuoco.  Potrebbe risultare molto comoda questa future per chi vuole ad esempio aumentare lo stacco del soggetto con lo sfondo.

Photoshop: 3D anaglifico in 6 mosse

Tranquilli, non anaglifico non è una parolaccia ma

Un anàglifo (dal greco ἀνάγλυϕος, anaglyfos, “cesellato”) è un’immagine stereoscopica, o stereogramma, che, se osservata mediante appositi occhialidotati di due filtri di colore complementare l’uno rispetto all’altro, fornisce una illusione di tridimensionalità. – da Wikpedia

E ‘molto più facile di quanto si pensi!

Versione scritta:

  1. Duplicate il layer corrente (CMD + J) laura3dlivello1
  2. Fare doppio clic sul nuovo livello.
  3. De selezionare i canali verde e blu. togli_green_blue
  4. Modifica -> Trasforma -> altera (CMD + T) modifica_trasforma_altera
  5. Con le freccette della sposta il livello sulla sinistra quanto basta (a seconda della quantità d’effetto desiderato).applica_trasforma
  6. Fai una maschera di livello per togliere dell’effetto gli occhi o qualsiasi “altra cosa” su cui non vuoi agisca l’effetto.

Ecco il risultato finale, facile no?

laura_polaroid_3d_finale

L’articolo leggendo il quale ho deciso di fare questo post, con un bel video, lo trovi qui: http://fstoppers.com/anaglyph-3d-photoshop-tutorial

Illumina Scatta Ritocca

Dallo studio vuoto alla foto finale. Questa è la traduzione del titolo con cui il bel libro di Scott Kelby è stato presentato in italiano.

L’approccio adottato da Scott Kelby è sostanzialmente quello “del fare”.

Approccio da me molto apprezzato in quanto offre la possibilità di seguirlo passo dopo passo in tutto l’iter per la produzione di una sua immagine. Iter che come sappiamo va dalla preparazione del set fino alla consegna della foto (a seguito della sua post produzione).

In ogni singola fase avrete a disposizione tutti i dettagli e le indicazioni esatte sul come impostare il materiale usato (di cui fornisce un lungo elenco con marca e modello!) dalla distanza dei flash dal soggetto sino ai tempi di scatto e via dicendo, una sorta di assistente virtuale che vi permetterà di ricreare la stessa immagine e da questo trarne sicuramente un insegnamento valido.

Come vi dicevo avrete le esatte impostazioni della macchina fotografica (iso, tempi, diaframmi), quelle dei flash e le altre attrezzature della sala ma sopratutto, cosa che non troverete negli altri  libri che “insegnano” tecniche di illuminazione, vi mostrerà passo passo (con tanto di immagini) la post produzione utilizzata! Fra le altre cose potrete scaricare le immagini ad alta definizione (“grezze”) scattate da Scott per poter meglio seguire le sue tecniche.

Lo scatto che vedete qui sotto è stato realizzato da me seguendo pari pari il capitolo 6 del libro, dalla impostazione dei flash fino al salva per il web.

L’innovazione di questo libro, il vero motivo per cui, oltre la post produzione, vale la pena comperarlo sta nel suo approccio visivo nell’insegnamento degli schemi di illuminazione. Vedrete lo schema d’illuminazione in una foto a pagina intera, scattata dall’alto durante il lavoro come se foste li per cui soggetto, fotografo, luci, sfondo, etc saranno esattamente dove voi stessi dovrete metterli.

Sono 12 capitoli ognuno dei quali vi da la possibilità di sperimentare una diversa tecnica di illuminazione e post produzione…dal beauty all’illuminazione “sportiva” passando per l’uso del flash anulare…insomma, molto interessante e ve lo consiglio.

Ah, una chicca…il tredicesimo capitolo ripete tutti gli schemi con dei flash da slitta, magari evitate si spennarvi per fare qualche esperimento ;-)

Un’altra cosa…è vero che solo la parte di post produzione “pratica” vale il prezzo del biglietto, ma se proprio non sapete nulla o poco di flash e magari sapete cosa voglia dire esposimetro esterno vi consiglio di imparate prima ad usare flash ed esposimetro ^_^

Che altro volete? Bona lettura.

Gestire le proprie foto su Linux

Un post per chi utilizza l’ottimo sistema operativo open source. Preso da ZioGeek il quale in un suo post elenca e fa una breve presentazione dei (principali e più famosi ) programmi che si possono utilizzare su Linux per gestire le proprie immagini.

Ci presenta in maniera veloce veloce Gimp, F-Spot, Digikam, Hugin

A cosa servono? be, editor di immagini, import delle immagini, foto panoramiche ecc…ma andate sul post di Zio ed approfondite e salutatelo da parte mia.

E stampiamola sta foto

Mettiamo il caso che vogliamo stampare una nostra foto nel formato 20×30, cosa dobbiamo fare? La cosa migliore, prima di inviare la foto alla stampa, è quella di ridimensionare opportunamente la nostra foto.

Ecco passo passo come fare. Per prima cosa andate sul menu Immagine -> dimensione immagine

Si aprirà una finestra nella quale lavoreremo in cm e sistemeremo i dpi

Impostate a 30 cm il lato lungo dell’immagine, in questo caso la larghezza e la Risoluzione (Resolution) a 300. Date ok ed il gioco è fatto.

Adesso aumentiamo la nitidezza dell’immagine persa durante l’operazione di resize.

Filtro -> Contrasta -> Constrasta migliore

Ed impostate nella finestra che vi si è aperta:

fattore fra 150 e 250%

raggio 0,3 – 0,4 px

elimina su sfocatura lente

più accurato

A questo punto portiamo l’immagine ad 8bit attraverso il menù :

immagine – metodo – 8bit

Adesso occupiamoci dello spazio colore, le opzioni sono due: o settiamo sRGB oppure fatevi dare il profilo colore delle stampanti del laboratorio a cui vi rivolgerete.

modifica – converti profilo

A questo punto non vi resta che salvare la foto ma ATTENZIONE salvatela con un’altro nome altrimenti sovrascriverete la versione “originale”

Non esistono foto che non abbiano subito post produzione

C’è stata un’interessantissima discussione ieri fra me e Willa999 a seguito del post di ieri 10 Principi per una buona fotografia che penso posso interessarvi, almeno in parte.

Willa999: :) forse, più che vecchiaia è questione di mentalità :) ho amici di gran lunga più “vecchi” di me che hanno paciugato tutta la vita le loro fotografie, e non si fermeranno davanti alla novità, anzi :) personalmente, la mia è una sfida tra quello che vedo, quello che provo e il mezzo che ho a disposizione. E siccome ho i piedi ben piantati per terra (per natura, sono un toro!), legata a una verità indissolubile che è quella realtà e la sua bellezza, mi affascina una nuova macchina o un nuovo obbiettivo ma non un nuovo programma di modifica delle foto :)

adolfo: be, non so se fai o meno post produzione ma se fosse no fai le cose a metà :-)

Nonno Gelo
Copyright © 2010 Adolfo Trinca

Willa999: Stamattina, mentre stavo aspettando di andare in ufficio, ho scattato 1 foto. una sola, con la Canon G9, al lampioncino che fa luce al mio ingresso… nessuna pp, ed è solo un po’ croppata e firmata con picasa3 :) di che pp avrebbe bisogno secondo te? :)

adolfo: Be, essendo una bella immagine già cosi null’altro che una lieve riduzione del rumore digitale e di un oiccolo aumento del dettaglio, nulla più.
Per esser chiari, non sono uno che ama la post produzione esasperata e non credo che una foto non possa vivere senza. Penso ora come nell’era dell’analogico che chi ha in mano tutto il processo, che ricordo andare dalla scelta della pellicola (adesso potremmo ricondurla alla scelta della sensibilità iso), sviluppo del negativo e stampa in camera oscura aveva ed ha il controllo completo sul processo fotografico.
Altrimenti le scelte che noi facciamo in post produzione le fa il software della macchinetta per noi (specialmente se scattiamo in JPEG), tutto qui.
Non esiste nessuna foto che non subisca post produzione, che noi ne siamo coscienti oppure no. Questo non è detto che sia un male.

Willa999: Quando ti ho detto che per me la battaglia è tra quello che vedo, quello che sento e la macchina, intendevo sicuramente che per forza passiamo attraverso le potenzialità delle tre cose :) ho stampato le mie foto in camera oscura fino a consunzione, e ancora adesso se appena posso elaboro in bn come facevo allora, e penso lo scatto per elaborarlo in bn, ma non di più…. vedo foto che sono immaginazione (o obbrorbi) allo stato puro, perché nulla hanno a che fare con la realtà, ma fanno parte del senso estetico di chi scatta e post produce.
Poi, credo che sia una questione di filone di pensiero, ci sono immagina affascinanti ma non chiamiamole fotografie, e questo a mio parere :)
Io scatto in jpeg perché il Raw della G9 è inesistente, e mi crea solo dei problemi con in picasa, che tanto le tramuta in jpeg :) E poi, abituata all’analogico (e anche la G9 è sempre in manuale, o priorità diaframma) non sono avvezza a modificare “dopo” :)
Grazie per l’attenzione :)

adolfo: ‎(il mio discorso sulla pp non vuole essere una provocazione, assolutamente. E’ forse una questione di credo, di piacere personale ed esperienza propria. Ho molto rispetto per chi lo usa, ancora di più per chi lo usa bene, mi sta bene chi riconosce le sfalsature…. ma spesso sono stata attaccata da chi invece ne fa una questione fondamentale di principio, ma usa la pp per aggiungere nuvole dove non ci sono, animali, togliere elementi, cose del genere, e si autodefinisce un ottimo “fotografo”…. ecco, li non chiamatemela fotografia, chiamatela sogno onirico) :)

adolfo: Ma grazie a te Luna che mi dai sempre modo di riflettere e mettermi in discussione ;-)

IMG_0062
Copyright © 2010 Adolfo Trinca

Willa999: Be, diciamo che a te sta bene la post produzione che applica la G9 in automatico. Lasci a lei la scelta perché ne sei soddisfatta e fai bene, ma che succederà il giorno che la tua G9 smetterà di funzionare?
;-)
A parte le batture e provocazioni, che so di potermi con te permettere, rimango convinto che non esistano fotografie che non siano figlie, analogiche e digitali, di un processo elaborativo successivo allo scatto.
Anche io ho preso una compatta da mettere in borsa che produce soltanto jpeg, ma l’ho presa per tenere l’occhio allenato non certo perché sia migliore della mia reflex, almeno non lo è sempre (la compatta è più discreta e manegevole ad esempio).

Non ho dubbi però che il risultato che ottieni con una reflex a parità di condizioni non lo ottieni con una compatta (parliamo di qualità di immagine e non di versatilità etc etc). A meno di non parlare delle nuove iper super mega compatte che alla fine tanto compatte non sono che l’unica cosa che hanno di differente dalle Reflex è il non uso dello specchio. Li ci sarebbe da fare un discorso a parte.
E tieni sempre presente che le reflex hanno le stesse possibilità di “fare da sole” e salvare in Jpeg che ha la G9 (se la cambi la compro io).
Per quanto riguarda la ricerca spasmodica di post produzione che dire…io sperimento molto ma le foto delle quali sono “quasi soddisfatto” sono quelle in cui la post produzione è del tipo “silente”.

Willa999: il giorno in cui mi molla la G9 metterò il lutto, puoi dirlo forte !!! Non credo che Papà Canon si sia accorto di quello che ha creato, e se lo ha fatto non lo ha ripetuto poi con le G10,11 e 12, a meno che i risultati che ho visto siano il prodotto di fotografastri !!! :))))))))))))))))))))) il salto alla reflex me lo auspicano in tanti, e la G9 spesso mi va stretta, ormai è consunta e viaggio solo a 80iso, a 100 sono inguardabili tanto rumore hanno….. niente pattinatori sul ghiaccio, niente in movimento, niente foto azzardate, sta iniziando a scemare di qualità e sono già in ansia :\
Altre compatte con il tele invece del grandangolo in giro non ce n’è, forse una lumix ma non certo compatta :\
però, a parità di condizioni sulla macchina, è il fotografo che fa la differenza, non l’accessorio ;)

adolfo: ‎”però, a parità di condizioni sulla macchina, è il fotografo che fa la differenza, non l’accessorio ;)”
AMEN !!!!
Ma io direi che anche ad armi impari il FOTOGRAFO vince sul fotografo!
Comunicare non è avere più megapixel, difatti mi sono guardato bene di parlare di qualità della foto ma ho parlato di qualità dell’immagine ;-)

E diciamo che più di cosi non “serve”, voi cosa ne pensate?

Salvare una foto per il web

Poniamo il caso dobbiate salvare una foto per caricarla su Flickr, sul vostro blog o in uno dei forum che frequentate, come fate?

Immagino le diate una sistemata con Photoshop (o similare) e poi la salviate in Jpeg giusto?

E con quale rapporto di compressione? ed il lato lungo quanto misura?

Perché dovreste tenere conto di questo? Be, date un’occhiata al grafico qui sotto, mostra le risoluzioni di chi visita il mio blog.

La media è di circa 1450 x 900 pixel.

Che senso avrebbe per me (ma credo anche per voi) caricare una foto a 4288×2848 pixel quando nessuno dei miei visitatori ha un monitor che arrivi a quelle dimensioni?

L’unica eccezione potrebbe essere quella per la quale volete mostrare il dettaglio massimo chessò…per far vedere il rumore delle foto e via dicendo. In questo caso vi consiglio di croppare soltanto un pezzo dell’immagine e proporre l’immagine completa con sopra il dettaglio al 100%, come sotto. Continue reading “Salvare una foto per il web”

Polaroid GENERATOR V2

Mi hanno chiesto come realizzare una foto “tipo” Polaroid. Incuriosito zitto zitto ho cercato su google, trovando Polaroid GENERATOR V2, un’azione per PS tramite la quale realizzare all’instante e senza troppa fatica la vostra Polaroid (virtuale).

Un esempio?

Da cosi:

signora

A Cosi:

signora polaroid

E questo è soltanto uno degli “effetti” che potete applicare alle vostre foto, buon divertimento.