Modi di scatto

Dopo l’inaspettato successo del post Capire l’esposizione ho deciso di continuare su questo filone andanto a descrivere, spero in maniera semplice ed esauriente, come le macchinette fotografiche interpretino a loro modo l’esposizione attraverso l’uso dei modi operativi. Avete presente i geroglifici come quelli dell’immagine qui a fianco? Ecco quelli.

I limiti del modo Auto

Il vero problema del modo automatico è quello di non permettervi il controllo totale sulla foto e di impedirvi in questo modo di ottenere la migliore foto possibile in quella particolare situazione in cui vi trovate.

Per carità, la tecnologia sta facendo miracoli e ci sono software all’interno delle reflex moderne che permettono il riconoscimento del tipo di scena che si sta riprendendo fra migliaia contenute in memoria ma … non c’è tecnologia che possa equiparare la mente e la creatività, almeno non ancora.

Capire come la macchina interpreta la scena di fronte alla quale ci troviamo e di conseguenza impostarla nel miglior modo, magari anche automatico per carità, vi permetterà di fare enormi passi in avanti portandovi al “secondo piano” della fotografia.

Per citare il mio amico ( e grande fotografo) Giorgio Benni in una discussione su Facebook della quale riporto soltanto quello che ritengo necessario per il mio post:

  • concordo con marco… ho visto foto fatte con medio formato decisamente meno comunicative. posizionare du luci, apertura diaframma, velocità dello stesso e iso è roba da tecnici non da artisti… comunicare emozionare ed innovare, sono queste le cose che fanno di una foto un’arte
  • Giorgio Benni se fosse così, non sarebbe necessario conoscere la musica per essere un musicista, oppure suonare uno strumento. basta pigiare i tasti… Tempi e diaframmi esistono da quando esiste la fotografia, negare questo è solo voler trovare un alibi a delle lacune di preparazione.

Aggiunge in seguito anche una riflessione sulla quale mi trovo d’accordissimo:

Giorgio Benni: Io non chiedo mai come e con che cosa sia stata realizzata una immagine. mi interessa il risultato. faccio complimenti perfino a chi non è in grado di riprodurre quel risultato in seguito. però ho rispetto di chi conosce la tecnica. nello specifico trovo l’immagine in questione affascinante. anche se ormai l’uso di certi artifici come viraggi tipo polaroid o maschere finto hasselblad, forti vignettature simil Holga, diventano troppo connotanti per un periodo storico e verranno spazzati via velocemente in quanto nauseanti da nuove estetiche mordi e fuggi. Il valore di una immagine sarà solo il suo CONTENUTO “altro” rispetto al fast food preconfezionato della galleria degli effetti da copiare incollare, che solo pochi fotografi potranno fare. e saranno quelle le immagini che rimarranno.

Ciò detto torniamo a noi.

Automatic Mode

Usatelo quando siete alle prime armi e magari vi state solo concentrando sulla composizione o volete comunque portare a casa delle buone foto ricordo.

Tramonto su Kata Tjuta
Nikon D80, Auto mode 1/500 sec, f/5,6, ISO 160 a 70mm

Diciamo che se non il migliore è sicuramente il più facile da utilizzare ed è anche quello più usato dai principianti. In questa modalità la macchina imposterà in automatico tutti i parametri necessari alla “corretta” esposizione delle scena inquadrata, cercandola magari fra quelle che ha in memoria. E’ molto probabile che in questa modalità la macchina scelga anche se usare o meno il flash ed addirittura lo farà “aprire”.

Apertura del diaframma, tempo di scatto sensibilità, penserà a tutto lei ma, se ciò che volete è fare delle ottime fotografie e sopratutto crescere come fotografo ed artista, io opterei per altri modi operativi. Se invece quello che volete sono delle bellissime foto ricordo state buoni cosi e pensate ad inquadrare bene.

Program Mode

Nel modo Program la macchina fotografica calcola sia la velocità di scatto sia il diaframma da utilizzare (l’impostazione degli iso può essere o manuale o se impostata automatica).

La differenza fra Program e Auto sta nel fatto che la sola esposizione viene calcolata dalla macchina, tempi e diaframma, mentre gli altri parametri, come la compensazione di esposizione, l’uso del flash ecc) possono essere settati a mano.

La particolarità del Program mode è che la macchina propone una coppia di valori di tempo e diaframma ma voi, agendo sulle apposite rotelline, potrete decidere se cambiarle in una direzione o in un’altra (stop in più o stop in meno).

Facciamo un esempio:

la macchina propone 1/125 a f11, bene voi pensate che sia meglio un diaframma molto più aperto perché volete sfocare lo sfondo ed allora, “rotellinando”, potrete cambiare la suddetta combinazione sino ad arrivare ad 1/2000 ed f2.8, secondo la legge della reciprocità.

In pratica se la corretta esposizione è quella (a parità di sensibilità iso) che vedete in nero, per ottenerla e/o mantenerla dovete agire sui tempi e diaframmi o aumentando la velocità ed aprendo il diaframma oppure diminuendo i tempi e chiudendo i diaframmi. Semplice no?

Non voglio dilungarmi tropo sull’esposizione perché ne abbiamo già parlato nel post Capire l’esposizione.

Date magari per curiosità una letta qui:


Priorità ai tempi

In questa modalità la fotocamera consente di selezionare una velocità di scatto mentre lei calcola, sempre a parità di sensibilità iso impostata, il diaframma giusto per una corretta esposizione.

Troverete questa modalità di lavoro molto utile se la vostra intenzione è quella di controllare il movimento in una foto (ad esempio congelarlo).

Prendiamo due esempi estremi:

  • Siamo ai bordi di un campo di calcio e vogliamo riprendere nostro figlio che gioca allegramente con i sui amici. Iniziamo a scattare in automatico e vediamo che in tutte o quasi le foto che scattiamo i giocatori risultano mossi.
    Il problema è che la vostra macchina fotografica non sa che avete bisogno di tempi cosi veloci per congelare l’azione ed allora sceglie dei tempi e un diaframma che soddisfano la “giusta esposizione”. Impostando la macchina su priorità ai tempi non dovrete far altro che scegliere un tempo adeguato e al resto ci pensa lei.
  • Mettiamo invece che vi troviate in un bel laghetto di montagna con una bella cascata che volete fotografare. Vi piacerebbe fare una di quelle foto in cui l’acqua sembra di seta ma non riuscite ad ottenere l’effetto perché ogni foto vi mostra l’acqua “congelata”. Bene, impostate la fotocamera su priorità ai tempi e scegliete un tempo lungo, ad esempio 1/8 di secondo o anche più  (magari fate uno o due tentativi) e lasciate che la macchina fotografica scelga in diaframma giusto.

Per un paio di foto di esempio fate riferimento al solito post Capire l’esposizione.

Priorità ai diaframmi

Da usare quando la cosa che ci preme più di tutti è la profondità di campo.  Dovreste sapere che all’aumentare dell’apertura del diaframma ( f4, f2.8, f1.8 ecc ecc) diminuisce la profondità di campo. Come abbiamo accennato in precedenza, con aperture maggiori come f1,8 o f2, la profondità di campo è molto ridotta, riducendo in pratica la quantità di immagine che è a fuoco. Ancora una volta, prendiamo due scenari in cui l’apertura di controllo è importante.

Per alcune esempi vi rimando al post Capire l’esposizione dove sono riportati due esempi pratici in cui la profondità di campo è risultato molto importante.


Manual Mode

Usalo quando: hai superato ogni altro modo operativo e conosci tutto sull’esposizione, sopratutto conosci l’esposizione creativa ^_^

In questa modalità sarai il padrone assoluto della tua macchina fotografica ed avrai il compito di impostare TUTTI i parametri che concorrono al raggiungimento della giusta esposizione (anche se bisognerà prima o poi parlare della esposizione creativa).

Sta a te a questo punto il compito di selezionare la velocità dell’otturatore, l’apertura e la sensibilità ISO, se usare il flash o meno.

Tranquilli, la vostra fotocamera vi darà una mano con l’esposimetro interno ma …  avoi saperlo leggere e saper sfruttare le indicazioni che vi darà.

Riepilogo degli interventi per il raggiungimento della sovra esposizione:

intervento sottoesposizione sovraesposizione
ghiera di compensazione (-2…-1…0…+1…+2) (-2…-1…0…+1…+2)
tempo di scatto più veloce più lento
diaframma più chiuso più aperto
sensibilità ISO aumentare diminuire

Ancora una volta ci prego di leggere se non l’avete ancora fatto questi post:

Scene

Molte fotocamere specialmente le non professionali offrono la possibilità di utilizzare un sacco di altre modalita operative come fuochi d’artificio, sport, ritratto oppure panorami.
Queste modalità sono differenti da fotocamera a fotocamera ma vanno ad incidere sempre sugli stessi parametri ovvero tempi di scatti, apertura ed iso.

A esempio in modalittà sport quello che la macchina farà e di tenere i tempi di scatto molto veloci cosi da congelare l’azione.

Non sto qui ad elencarle tutte perché ritengo sia una perdita di tempo, fate prima a leggere le istruzioni della vostra macchina, adesso avete gli strumenti per capire cosa dicono ;-)

Anche questa volta fate un po di prove con il nostro affezzionatissimo simulatore di DSLR (macchina fotografica digitale), messo a disposizione da CameraSim, che ancora una volta ringraziamo.

Divertente vero?

Manuale della D800 / D800E pronto per il download

Quello di scaricare il manuale, in inglese, della nuova nata di casa Nikon, la D800, potrebbe essere un buon modo per verificare cosa fa e cosa non fa.

Divertitevi!

p.s.: potete cliccare sull’immagine o sul link qui sopra oppure tasto destro sull’immagine e salva link ;-)

[Aggiornamento del 12/03/2013]: Link al manuale in italiano non stampabile.

Manuale Nikon F100

Ecco il manuale appena arrivato

Ecco una di quelle cose che mi fa riacquistare fiducia verso il mondo.

Recentemente ho comperato una bellissima Nikon F100 (macchinetta fotografica a pellicola) della quale, ahime, il venditore aveva smarrito il manuale.

Dopo una lunga ricerca di un manuale in versione pdf, come vi ho già suggerito ai tempi qui e qui oppure qui, ho provato a chiedere sul forum della Nital.

Be, magia…mi hanno risposto in tanti sia per darmi una versione pdf in italiano (scannerizzata) sia per avvisarmi che in cantina ne avevano forse una copia e che l’avrebbero cercata per me ^__^

Grazie ragazzi, siete fantastici.

Sempre dal forum sono venuto a sapere che basta mandare una email alla Nital e che in genere, grandi, ti mandano una copia cartacea se ne hanno ancora una in magazzino!

Be, come potete vedere dalla foto sopra cosi è stato…e GRATIS!

[aggiornamento del 24.02.2013]: aggiungo il link per scaricare il manuale della F100 in formato elettronico (PDF) in lingua italiana. Basta cliccare qui sotto.

Nikon F100 – manuale Ita

Avete perso il manuale d’uso di….qualsiasi cosa?

Ho scovato, alla ricerca del manuale utente del Sekonik L-28c (un esposimetro del 1964 di cui parlai molto tempo fà), un sito, esattamente Diplodocs che consente la ricerca di manuali di tutti i generi.

Basta andare sul sito, inserire la marca ed il modello di quello che stiamo cercando e….se siamo fortunati avremmo la possibilità di scaricare in pdf quando desiderato!

Ho fatto un po di prove e devo dire si esserne rimasto contento. Ho trovato il manuale della Nikon D300, della Nikon F801 e della F60.

Quindi se avete smarrito un manuale o semplicemente non vi và di cercarlo be…scaricatelo all’istante!

Nikon: richiedere un manuale nella propria lingua

sb900Ecco la procedura che ho utilizzato per ben due volte per richiedere il manuale in italiano di un’apparecchio Nikon del quale lo avevo solo in inglese.

La prima volta, l’anno scorso, era della D80 della quale lo avevo in inglese e la seconda quest’anno era per il mio nuovissimo flash SB-900.

In pratica si deve spedire in busta chiusa il manuale stesso ed una lettera di accompagnamento fatta come quella che riporto di seguito: Leggi tutto “Nikon: richiedere un manuale nella propria lingua”

John Titor, il soldato venuto dal 2036

John Titor, il soldato venuto dal 2036


Pubblicato Agosto 29, 2006 12:07 AM su Carmilla

Sul numero 167 della rivista Focus, attualmente in edicola, è pubblicata un’intervista a John Titor, l’uomo che da sette anni produce prove, per alcuni inconfutabili e per altri bufale ben cognegnate, del fatto che proviene da una dimensione parallela, appartiene alla specie umana ma non di questo frame universale in cui esiste Berlusconi. Titor sta dividendo la scienza americana, perché ha riprodotto lo schema della macchina che gli permette di compiere viaggi tra dimensioni e tempi diversi. Un’ossessione della letteratura fatta realtà. Proponiamo due contenuti di segno diverso: gli scettici del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale); e brani da un sito italiano dedicato a John Titor. Quanto a noi, ci limitiamo a sottolineare quanto Titor ha finora azzeccato in maniera comprovata da enti scientifici o industriali consultati.
titor2.jpg– Nel 2000, John Titor ha descritto in maniera dettagliata le scoperte che saranno compiute dal CERN e le applicazioni che da queste deriveranno, in particolare in relazione alla creazione di mini buchi neri. Alla fine del 2001, dunque a circa un anno di distanza dalle affermazioni di Titor, come da lui stesso preannunciato, il CERN ha confermato ufficialmente la possibilità di creare artificialmente mini buchi neri;

  • Titor ha svelato che il computer portatile IBM 5100 era dotato di particolari caratteristiche, rimaste nascoste alla totalità degli utilizzatori. Numerosi ingegneri IBM hanno confermato questa affermazione;
  • Tra le sue “profezie”, Titor ha parlato dell’Iraq, affermando come Saddam Hussein non possedesse alcuna arma di distruzione di massa e di come, nonostante questo, una guerra venisse scatenata con lo scopo ufficiale di rimuovere tali armi (queste le sue parole: “Sareste più sorpresi di sapere che l’Iraq ha armi nucleari o che si tratta solo di un pretesto per convincere tutti riguardo la prossima guerra?”);

  • Titor ha presentato una notevole conoscenza di alcuni importanti campi della fisica, esponendo con parecchia proprietà e sicurezza argomenti assai complessi, in maniera non semplicemente didattica o divulgativa: se fosse un impostore, gli andrebbero comunque fatti i complimenti per la sua preparazione.

La storia di John Titor: il viaggiatore del tempo
di Fabio Lottero
[dal CICAP]

logocicapjt.jpgFlorida. Il giorno 2 novembre 2000 sul forum Internet communities.anomalies.net si fece vivo un individuo con nickname Timetravel_0, che affermava di essere proveniente dal 2036. Subito accolto con scetticismo e, nel corso di numerosi interventi, pressato da domande fatte dagli altri partecipanti al forum, il personaggio raccontò di sé scatenando interesse tra gli iscritti.
Il racconto può essere sintetizzato in questo modo: il suo nome vero sarebbe John Titor, nato in Florida nel 1998, dopo aver partecipato a una guerra civile scoppiata negli USA, nel 2039 sarebbe entrato a far parte di un programma militare specializzato nei viaggi nel tempo, e sarebbe tornato negli anni Settanta per cercare e portare nel suo tempo un vecchio PC.
Naturalmente queste informazioni sarebbero state un po’ scarse, così Titor iniziò a raccontare altri particolari. La sua storia futura parlò così di disordini che sarebbero dovuti scoppiare negli USA tra la fine del 2004 e l’inizio del 2005, e che avrebbero dovuto scatenare una guerra civile. Nel 2009 con gli USA in quella situazione, nel resto del mondo i problemi sfoceranno in uno scontro totale, fino alla crisi finale del 2015 quando la Russia bombarderà quasi tutto il mondo causando 3 miliardi di morti.
Con questo bombardamento, il mondo piomberà sì in un inverno nucleare, ma non grave, la tecnologia e le istituzioni sopravvivranno anche se in maniera più semplice.
Sembra che Titor non sia mai caduto in contraddizione, anche se spesso si trincerava dietro dei "non ricordo", o "non so", cosa che venne però accettata.
La storia finì nel 2001 quando, affermando che era giunto il momento propizio per rientrare nel suo tempo, sparì definitivamente dal forum.
titormacchina.jpgI temi trattati da Titor furono innumerevoli: oltre alla storia del futuro e al racconto di come si vive nei suoi tempi, si mise anche a spiegare come i suoi viaggi sarebbero stati possibili in un futuro prossimo.
A questo proposito presentò alcuni schemi, a suo dire estratti dal manuale della sua macchina del tempo, e anche alcune foto che mostravano una scatola piuttosto ingombrante posta all’interno di un veicolo: una Chevrolet Corvette [a destra]. Queste fotografie non sono molto chiare e mostrano l’interno di un veicolo non bene identificabile.
La scatola riporta delle strisce di colore giallo e nero, tipiche di molte apparecchiature militari, anche se non si capisce che cosa dovrebbero indicare. Le pagine del manuale mostrano degli schemi a prima vista sensati, ma che se esaminati con attenzione non appaiono molto comprensibili. Una cosa che salta agli occhi è la copertina del manuale che è stampata, ma riporta scritte a macchina le date di revisione.
D’accordo che le radiazioni hanno bloccato molti apparati elettronici, ma non si capisce perché la stampante con cui è stato prodotto il manuale non abbia potuto scrivere anche le note. Le basi scientifiche del viaggio nel tempo poi sono esposte in maniera talmente vaga che si capisce appena che sono in relazione con la teoria dei buchi neri.
Naturalmente i siti Internet che si occupano della storia di John Titor sono molti (alcuni anche in italiano). Qualcuno ha addirittura scritto un libro su di lui con chiari intenti economici.
In definitiva questa storia non è altro che una delle tante leggende che la rete diffonde, con una piccola consolazione: al momento in cui si scrivono queste righe (giugno 2005) negli USA non c’è ancora traccia dei disordini sociali di cui Titor parlava; casomai servisse una ulteriore prova dell’inconsistenza del suo racconto.

Un brillante imbroglio, o un vero soldato del 2036?
[dal sito italiano dedicato a John Titor]

titorsite.gifQualcuno usando il nome di John Titor e sostenendo di essere un soldato del 2036 ha presentato una quantità considerevole di informazioni su un forum (bbs.artbell.com) con l’username Timetravel_0 iniziato il 2 novembre del 2000 circa la sua macchina del tempo e di una missione, la sua prospettiva sulla nostra società, non è delle migliori, si concluderà in una guerra nucleare globale molto breve ma devastante nel 2015. "Ora ritorno nel 2036" ha detto scrivendo il suo ultimo post il 24 Marzo, 2001. Col passare del tempo l’interesse nella storia di Titor si sviluppa in modo considerevole; ma torniamo alla missione, il recupero di un computer IBM 5100 portatile le cui caratteristiche particolari erano note solo alla casa costruttrice.
titorpc.jpgNella foto si può notare un modello simile a quello che John descrive, uno dei primissimi pc con funzionamento di un driver a nastro magnetico con una espansione massima di 32K, il costo si aggirava intorno ai 14000 $, era dotato di uno schermo di ridotte dimensioni, il personal computer della IBM servirebbe a quanto sostiene John a superare un bug sconosciuto sui sistemi UNIX. Titor nei suoi post ha parlato anche di sé, dicendo di essere nato in Florida nel 1998, ricorda con molta gioia quando per Natale andò a DisneyWorld, la spiaggia di Daytona, ma ricorda anche che circa nel 2006 si è dovuto rifugiare con la famiglia presso una comunità agricola per sfuggire alla guerra civile iniziata qualche anno prima: "Nel 2011 ne ho fatto parte anche io per 4 anni".
La guerra civile si concluderà nel 2015 e proprio in questa periodo ci sarà una guerra globale termonucleare scatenata dall’attacco della Russia contro le città degli USA, Europa e della Cina, i superstiti saranno pochissimi. Nel 2029 è entrato in un programma militare, nel 2033-2034 si è laureato ma non ha accennato il campo di studi, ma John dice che il morbo della mucca pazza diventerà una cosa seria, la nuova capitale degli Stati Uniti sarà Omaha, Nebraska. Titor ha portato foto, progetti, schemi della macchina del tempo. Ha dato delle spiegazioni tecniche plausibili sul suo viaggio nel tempo (per lo meno coerenti con le teorie attuali). Se si tratta di un burlone, ha sicuramente studiato molto bene la fisica relativistica, e le ultimissime teorie sui viaggi nel tempo perché il suo discorso è logico e fila bene. Ha risposto a praticamente tutte le domande che gli sono state poste nei 4 mesi che era on-line. A causa di ciò molte persone che non avevano letto i post precedenti hanno rivolto spesso le stesse domande a John, con sua comprensibile irritazione (e senza che cadesse mai in contraddizione). Certamente gli scettici avranno molto materiale su cui lavorare, anche per chi crede a questa straordinaria storia, ma una cosa è certa: Titor ha lasciato un monito a tutta l’umanità per cambiare il corso degli eventi.
titorsigaro.jpgEcco un’immagine di John scattata nel 2035 durante un normale addestramento. Mostra il suo istruttore alle prese con un laser che irradia al di fuori del veicolo durante il funzionamento. Il fascio viene piegato dal campo gravitazionale prodotto dall’unità di distorsione. Il fascio è visibile attraverso fumo che sta venendo dal suo sigaro.

Crea il tuo vino, come fare il vino

Crea il tuo vino, come fare il vino

da VinoStrore.it

Benvenuti !!! In questo spazio troverete semplici ed utili consigli su come fare il vino in casa!!! Prima di tutto non badate a spese per l’acquisto dell’uva, è la base per produrre un buon vino!
In tal senso è opportuno informarsi sul periodo migliore per la raccolta dal proprietario del vigneto, in quanto localita’, tipo di impianto del vigneto, tipo di vitigno e fattori climatici dell’annata influiscono sulla data di raccolta. Inoltre, è bene che il processo di vinificazione si svolga in un luogo areato (durante la fermentazione si sviluppa anidride carbonica nociva alla salute) e fresco (le temperature elevate potrebbero vanificare gli sforzi). In ogni caso, la vostra cantina deve essere sempre pulita, il vino non deve prendere aria e vanno evitati sempre odori forti e grosse vibrazioni.

Ammettiamo che abbiate l’intenzione di produrre circa 150 litri di vino (se le quantita’ cambiano fate le dovute proporzioni): considerando che ogni quintale di uva dà circa 70 litri di vino (avendo un torchio, altrimenti si diminuisce), bisognerà acquistare 2,5 quintali d’uva da vino. Le prime operazioni da effettuare dopo la raccolta dell’uva sono quelle della pigiatura e della diraspatura, ovvero separare i raspi dall’acino (a tal proposito ci sono delle pigiadiraspatrici manuali, che per piccole quantità vanno benissimo). Mentre svolgete questa operazione aggiungete del metabisolfito (o trefosolfina):questa sostanza ha infatti proprieta’ antisettiche, antiossidanti ed aiuta la precipitazione delle sostanze in sospensione da eliminare (la quantità da aggiungere, è scritta sulla confezione).
Il "vino" ottenuto da questa prima fase di lavorazione deve essere posto in un recipiente, possibilmente di acciaio inox, da 250 litri e con rubinetto.
Il contenitore, deve essere lavato e disinfettato con una parte di un dischetto di zolfo, facendolo bruciare all’interno (o pulito con acqua bollente).
Solo dopo questa operazione potrete tappare il contenitore: dopo qualche minuto potrete riaprire, ma evitando di respirare il fumo che si è prodotto. Dovrete ripetere questa operazione ogni qual volta riutilizzerete il recipiente.

RECIPIENTE IN ACCIAIO PER VINO

Chiudete appena il coperchio, in modo tale che i gas prodotti durante la fermentazione possano fuoriuscire. Le bucce devono essere "affogate" (follatura) due volte al giorno per evitare che si ossidino (diventerebbero più scure ed irrancidirebbero alterando il mosto) e anche per abbassare leggermente la temperatura della massa, che oltre i 36 gradi circa, potrebbe far arrestare la fermentazione (si arresta infatti l’attività dei lieviti che sono gli autori della fermentazione).
A questo punto passate alla svinatura: dopo 1 giorno, se si tratta di uve bianche, circa 5 giorni, se si tratta di uve nere.
La svinatura, consiste nella fuoriuscita del mosto dal recipiente e nella raccolta delle bucce che possiedono ancora molto liquido. Inserite le bucce nella piccola pressa e passate alla torchiatura: il mosto ottenuto dovra’ essere unito a quello appena svinato. Tutto il mosto che avrete ottenuto dovra’ essere posto in 3 damigiane da 54 litri ciascuna (eventualmente distribuendo il mosto ottenuto dalla pressatura in ciascuna damigiana), la rimanenza, che all’incirca dovrebbe essere di 10 -15 litri, in un contenitore più piccolo . DAMIGIANE CON I TAPPI BOLLITORI per vino

Come tappo dovrete utilizzare dei piccoli "bollitori" di plastica (uno per damigiana) che dovranno essere riempiti al loro interno con un po’ d’acqua. In questo modo otterrete una barriera che impedirà all’aria di entrare, e allo stesso tempo farete fuoriuscire l’anidride carbonica (l’effetto è molto evidente e si vedranno fuoriuscire dal tappo delle bolle). Mettete le damigiane su di un piano rialzato. Il mosto pian piano si quieterà e dopo circa 20 giorni potrete fare il 1° travaso (dico circa, perché non è sbagliato eseguire l’operazione con la luna in fase calante). A questo punto si potra’ effettuare il travaso tramite un tubo di plastica nel recipiente in acciaio inox, sciacquate bene le damigiane e riempitele nuovamente. Non bisogna assolutamente toccare il fondo delle damigiane né agitare il vino da travasare, perche’ si potrebbe causare il movimento della "feccia" che si è accumulata nel fondo (i residui oltre ad essere causa della non limpidezza del vino sono anche portatori di batteri pericolosi per lo stesso).
Durante il travaso prelevate un campione del vostro vino (circa ½ litro), chiudetelo bene in una bottiglia di pari quantità e portatelo ad analizzare da un enologo (la spesa si aggira intorno a 10 euro). L’enologo sicuramente vi darà dei correttivi come ad esempio acido citrico, o tartarico, di cui il vostro vino è deficitario e vi consiglierà di mettere un po’ di bentonite per la chiarificazione del vino (fatevi spiegare bene come utilizzarla): in commercio esistono comunque dei filtri ad un prezzo accessibile.
La quantità del vino è diminuita per via dei depositi che avrete eliminato e va reintegrata con il vino del piccolo recipiente, colmandolo . Di nuovo andrete a mettere gli speciali tappi. Dopo circa 30 giorni dovrete effettuare un nuovo travaso – II TRAVASO (se avete acquistato la bentonite ricordatevi di metterne un po’ per damigiana circa una settimana prima del nuovo travaso). Mettete tutto il vino che avete nel recipiente di acciaio e dopo aver miscelato bene i prodotti che vi sono stati dati dall’enologo con del vino(non vi preoccupate non sono sostanze pericolose ma solo sostanze che il vino possiede naturalmente e di cui il vostro necessita per la sua buona conservazione ed il miglioramento delle qualità organolettiche). olio enologico e tappi bollitori per damigiana, fermentazione del vino

Ripulite le damigiane e, se potete, lasciatele scolare a testa in giù (risciaquare con acqua prima di un nuovo utilizzo).
Il nostro recipiente con il vino deve essere dotato di galleggiante, è l’ideale perché con l’aggiunta di una piccola quantità di olio enologico (intorno al galleggiante) avrete ottenuto un’ottima protezione dall’aria; in caso contrario la quantità di olio da utilizzare sarà di circa 1 litro, e l’effetto sarà identico. Dopo circa 15 giorni assaggiate il vostro vino, ma se volete un consiglio del tutto personale non iniziate a berlo prima di Natale: ha bisogno di maturare !!!
Ora se tutto è andato bene avrete la grande soddisfazione di aver CREATO IL VOSTRO VINO!!! Guardatelo dentro ad un bicchiere rigorosamente di vetro non lavorato, se il vostro vino bianco avrà un colore dorato va bene se risulta ambrato dovrete iniziare a preoccuparvi !
Procedete alla degustazione del primo bicchiere…..vi emozionerete perché vi sembrerà il vino più buono che abbiate mai bevuto!!! Qualora vogliate imbottigliare il vostro vino, posto che quest’ultimo non potra’ durare a lungo nelle bottiglie, dovrete usare tappi in plastica o in sughero tenendo presente che per questi ultimi serve necessariamente un’imbottigliatrice manuale.
Per il vino rosso imbottigliato con tappi di sughero, provate a vedere com’e’ dopo un anno. L’imbottigliamento deve essere fatto comunque a primavera. Cercate quindi di consumare il vino nell’anno in corso,con maggiore attenzione per il bianco e ricordatevi di imbottigliare con la Luna giusta.
Per presentare meglio il vostro vino potrete creare una vostra etichetta ed utilizzare una capsula termorestringente sul tappo. Ora che avete imparato a fare il vino in casa, sperando che tutto sia andato bene e soprattutto che sia venuto un buon vino vi auguro….. BUONA BEVUTA A TUTTI!!!!!!