Bianco e Nero secondo Rob Sheppard

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Piccole donne

Stamattina ho letto un post su CultorWeb (vi consiglio di metterlo fra i vostri preferiti) molto interessante.

Il post recita cosi “In questo articolo spiega come realizzare foto migliori in bianco e nero“. Come potevo non segnalarvelo? Non vi aspettate la soluzione a tutti i vostri problemi ma ci sono alcuni “elenchi” molto interessanti.

Si va dal classico elenco delle cose da condiderare durante lo scatto, uno per tutti “Valutate i toni e le loro differenze, non il colore. Trovare differenze nette nella luminosità dei toni è davvero fondamentale per le immagini in b/n.” a quello che elenca i vantaggi della conversione in bianco e nero in post produzione e quello invece che spiega il perché sia conveniente scattare direttamente in bianco e nero.

Ve lo riporto:

Ecco le motivazioni per scattare direttamente in b/n dalla fotocamera:

1. Vedete quello che si ottiene.
Se non hai molta esperienza di bianco e nero, ci sono grandi vantaggi per le riprese diretta dalla fotocamera, perchè si può esaminare e rivedere quello che hai scattato immediatamente sullo schermo LCD.
2. L’esperienza è più diretta.
Quando si scatta direttamente in b/n, si inizia a lavorare in uno spazio creativo che non è lo stesso di quello delle riprese a colori. Si tratta sicuramente di una diversa sfida alla nostra creatività ed esperienza.
3. E’ possibile regolare gli effetti dei filtri.
Utilizzando i filtri interni della la fotocamera, o utilizzando filtri esterni specifici per le riprese in bianco e nero, è possibile vedere immediatamente come le tonalità possano essere modificate e adattate alla nostra scena.
4. L’immagine è più vicina a quella definitiva.
Quando si scatta in bianco e nero, non si deve fare nessuna conversione dal colore.
5. RAW + bianco e nero JPEG offre più flessibilità.
Quando la fotocamera è impostata per lavorare in bianco e nero, si è bloccati nel formato JPEG. I file RAW, infatti, non sono convertiti in bianco e nero. Scegliete quindi la modalità di scatto RAW + JPEG che offre il meglio di entrambi i formati.

Io penso che adotterò quest’ultima soluzione e cioè Jpeg b/n + RAW cosi da avere la sensazione del risultato finale e la possibilità poi, se le tonalità mi piacciono, fare una post produzione partendo già da un’idea più precisa del risultato.

Abbiamo queste possibilità offerte dal digitale, perché non sfruttarle?

3 Replies to “Bianco e Nero secondo Rob Sheppard”

  1. Appunto, vengono interpretati le impostazioni che ho dato alla macchina, quindi non avrebbe senso farci due files, un raw ed un jpg in b/n, dato che vedrei comunque il raw elaborato.
    O sbaglio?

  2. @NaGuL: Il RAW è una (diciamo) copia esatta di quello che ha percepito il sensore. Tutto quello che ha percepito il colore. La foto che visualizzi nel display della macchinetta non è altri che un “piccolo” jpeg nascosto all’interno del RAW sul quale vengono applicate le impostazioni della macchina.

  3. Grazie per l’articolo.
    La prima volta che mi sono avvicinato al b/n e’ stato per usare un vecchio rullino da sviluppare in camera oscura. Esperienza molto interessante se si pensa che servono ca 2h per portarsi a casa 24 negativi ed 1 (UNA) stampa, alla faccia della postproduzione.
    Sicuramente non tornerei indietro.

    Peri raw, sicuro che (almeno per nikon) non vengano salvati i negativi gia’ con un processo di conversione, annullabile cmq da captureNX o viewNX?

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