L’importanza del cielo

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Stamattina mi sono imbattuto in un interessante post su CultorWeb scritto da Tom Dinning sull’importanza del cielo in una fotografia diciamo panoramica :-)

Tom parla di come una visita alla Tate Gallery di Londra e la relativa scoperta circa l’abitudine di William Turner, un pittore, di “appuntare” con la tecnica dell’acquerello i cieli più belli che vedeva per poi riutilizzarli nei suo quadri più grandi gli fece fare una semplice considerazione…perché non farlo anche io?

Insomma, vedete un bel cielo? fotografatelo e mettetelo da parte, potrà servirvi poi … leggete come “difende” questa tesi e fatemi sapere cosa ne pensate!

Nell’articolo, oltre a belle foto, ci sono anche dei bei consigli su come fotografare il cielo appunto.

Bianco e Nero secondo Rob Sheppard

Piccole donne

Stamattina ho letto un post su CultorWeb (vi consiglio di metterlo fra i vostri preferiti) molto interessante.

Il post recita cosi “In questo articolo spiega come realizzare foto migliori in bianco e nero“. Come potevo non segnalarvelo? Non vi aspettate la soluzione a tutti i vostri problemi ma ci sono alcuni “elenchi” molto interessanti.

Si va dal classico elenco delle cose da condiderare durante lo scatto, uno per tutti “Valutate i toni e le loro differenze, non il colore. Trovare differenze nette nella luminosità dei toni è davvero fondamentale per le immagini in b/n.” a quello che elenca i vantaggi della conversione in bianco e nero in post produzione e quello invece che spiega il perché sia conveniente scattare direttamente in bianco e nero.

Ve lo riporto:

Ecco le motivazioni per scattare direttamente in b/n dalla fotocamera:

1. Vedete quello che si ottiene.
Se non hai molta esperienza di bianco e nero, ci sono grandi vantaggi per le riprese diretta dalla fotocamera, perchè si può esaminare e rivedere quello che hai scattato immediatamente sullo schermo LCD.
2. L’esperienza è più diretta.
Quando si scatta direttamente in b/n, si inizia a lavorare in uno spazio creativo che non è lo stesso di quello delle riprese a colori. Si tratta sicuramente di una diversa sfida alla nostra creatività ed esperienza.
3. E’ possibile regolare gli effetti dei filtri.
Utilizzando i filtri interni della la fotocamera, o utilizzando filtri esterni specifici per le riprese in bianco e nero, è possibile vedere immediatamente come le tonalità possano essere modificate e adattate alla nostra scena.
4. L’immagine è più vicina a quella definitiva.
Quando si scatta in bianco e nero, non si deve fare nessuna conversione dal colore.
5. RAW + bianco e nero JPEG offre più flessibilità.
Quando la fotocamera è impostata per lavorare in bianco e nero, si è bloccati nel formato JPEG. I file RAW, infatti, non sono convertiti in bianco e nero. Scegliete quindi la modalità di scatto RAW + JPEG che offre il meglio di entrambi i formati.

Io penso che adotterò quest’ultima soluzione e cioè Jpeg b/n + RAW cosi da avere la sensazione del risultato finale e la possibilità poi, se le tonalità mi piacciono, fare una post produzione partendo già da un’idea più precisa del risultato.

Abbiamo queste possibilità offerte dal digitale, perché non sfruttarle?

siiiiii viaggiare

Prendo spunto da quello che Russ Burden ci racconta nel post apparso su CultorWeb sulla fotografia di viaggio e del come raccontare il posto visitato facendo delle belle foto.

Bisogna andare oltre il riduttivo “io sono stato qui” e poter tornare dalla vostra destinazione con un più soddisfacente “guarda che grandi immagini ho scattato dove sono stato”.

Detto questo Russ ci dà alcune indicazioni preziose sul come preparare ed affrontare il viaggio. Indicazioni che vanno dalla ovvia necessità di un treppiede, sempre che voi vogliate andare oltre il banale, fino al rispetto di regole formali (qui mi trovo meno d’accordo) come la regola dei terzi.

Torno un attimo sul treppiede per dirvi che per il mio imminente viaggio in Libia, ahime non per turismo, non portarò il mio Manfrotto da 8 Kg ne mi svenerò, come vorrebbe Russ, comperando un cavalletto in carbonio ma più semplicemente ho ripiegato sul più economico GorillaPod con testa mobile. Spero sia efficace come promettono (ovviamente vi farò sapere).

Che dire, io aggiungo di non andare impreparati e di leggere oltre i posti da vedere anche chi andrete a conoscere. Sapere con chi avrete a che fare e le abitudini locali è secondo me fondamentale. Quindi mano al posrtafoglio e prendete una bella guida del paese che andrete a visitare. E se avete dubbi, specialmente se andate a visitare paesi come la Libia ad esempio, chiamate senza pensarci l’ambasciata e chiedete a loro quali sono le limitazioni in fatto di fotografia (anche se le attuali guide tengono oramai conto di questa nostra esigenza).

Meglio ancora sarebbe se aveste l’opportunità di un contatto locale che possa portarvi oltre l’ovvio e magari farvi da accompagnatore. Dove non si parla ne l’inglese ne la vostra lingua è sempre meglio poter comunicare con chiarezza.

Per il resto, preparate il vostro zaino fotografico e pensate bene a cosa metterci dentro. Ma quasi quasi per questo faccio un’altro post dedicato, voi cosa mi suggerite?

Una buona foto deve raccontare una storia

Almeno cosi dice Charlotte Lowrie. Ho avuto la fortuna di leggere su CultorWeb l’articolo, tradotto dall’originale “Tell a story”,  presente sul sito della Lowrie.

La Lowrie ci racconta di come secondo lei la vera difficoltà nel fare una bella foto non sia la parte tecnica, quella la si impara, la vera diffilcoltà sta nel saper raccontare attraverso la fotografia una storia. Pensateci, una sola fotografia può raccontare qualche cosa! Una foto che racconta una storia anche se non perfetta dal punto di vista tecnico sarà sempre una bella foto. Che importa se siamo fuori di uno stop?

Molte volte, come la stessa Lowrie ci dice, quello che avete davanti è soltanto una immagine graziosa che non racconta assolutamente nulla. Per ottenere questo bisogna conoscere il soggetto che state fotografando, conoscerlo affondo.

Ma non voglio rovinarvi la lettura del bell’articolo, per cui continuate direttamente su CultorWeb e ringraziateli per averci tradotto questo interessante articolo.