FotoNote: Henri Cartier Bresson

Visto che abbiamo parlato già di Henri Cartier Bresson, in particolare del suo L’immaginario dal vero, oggi vi voglio raccomandare un’altro libro che secondo me, visto anche il costo di 12,5 € irrisorio, non potete non avere. E’ un volumetto dal titolo Henri Cartier-Bresson facente parte della collana FotoNote edito dalla Constrasto.

Le FotoNote sono una serie di piccoli volumi (13×19 cm) che raccolgono monografie sui grandi fotografi del passato e del presente. In questo volume in particolare ci sono 63 foto in bianco e nero di Cartier-Bresson, accompagnate da un bellissimo testo introduttivo di Jean Clair,  grande amico del maestro e direttore del Museo Picasso. A chiudere il libro ci sono una una biografia ed una bibliografia aggiornatissime.

La qualità della stampa poi, nonostante il costo, è davvero notevole e si ha davvero la possibilità, se pur nel piccolo formato, di godere di alcuni dei capolavori della fotografia moderna.

Per ulteriori informazioni sul libro cliccate qui.

L’immaginario dal vero di Henri Cartier-Bresson

Come sapete io non sono un giornalista ne un letterato ne tanto meno posseggo una cultura che in qualche modo mi dia i titoli per fare recensioni ma, di fronte a libri del genere voglio scrivere anche io la mia…come dire…di pancia! non aspettatevi termini colti ma tanti wow, fico ecc ecc

Procediamo. L’immaginario dal vero di Henri Cartier-Bresson è un diario in cui il maestro, uno dei più grandi se non il più grande, racconta la sua visione della fotografia in una maniera che vi farà, almeno con le cosi è stato, sembrare di essergli al fianco. Leggendo il libro avevo la netta sensazione di stare parlando con mio nonno del più e del meno. Cosi  potrei riassumere la sensazione di sacralità con cui io ho affrontato la lettura, oramai tempo fa, di questo prezioso volumetto.

Adesso…alzi la mano chi di voi non hai mai sentito o letto la frase “Fotografare è mettere sulla stessa linea di mira la testa, l’occhio ed il cuore”? bene è sua e sta su questo libro ^_^
Di questo “piccolo” uomo che da solo ha rivoluzionato la fotografia moderna inventando il fotogiornalismo cosi come lo conosciamo, uomo che ha girato tutto il mondo e che ha fatto di tutto per portare le regole pittoriche nella composizione fotografica e uomo, inutile credo ricordarvelo, che è uno dei fondatori della Magnum Photos (una delle più grandi agenzie fotografiche del mondo).

Adesso che avete chiaro di quanto adoro questo libro ed il suo autore, torniamo al libro. Nelle prime pagine del libro, che in totale ne ha 96,  il maestro ci mostra la sua visione della fotografia e del come essa sia stata fortemente influenzata dalla pittura (suo principale amore) e dal cinema dal quale, come lui stesso ammette, ha imparato il “saper vedere”.

Il libro riunisce scritti usciti in tempi diversi e si compone sostanzialmente di due parti: L’istante decisivo del 1952 con post scritum del 1985 e L’immaginario dal veroinframmezzati da appunti scritti a mano dell’autore (inchiostro a china e grafia elegante) e fotografie.

E’ affascinante e colpisce ad esempio quello che scrive per confrontare il disegno con la fotografia “La fotografia è un’azione immediata, il disegno una meditazione”.

Io non vado oltre ma vi dico di prendere questo libro che costa pochissimo ma arricchirà di molta la vostra cultura fotografica ma … non vi aspettate tempi e diaframmi, qui si parla di fotografia e non di strumenti ^_^

In fotografia l’istante è al tempo stesso la domanda e la risposta.

Quello che mi appassiona e che mi guida in fotografia è che il gesto e il pensiero coincidono.

Chiappa l’attimo

Chiappa l'attimo
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Ovvero presentazione semi seria di un grande della fotografia e di uno dei “concetti” che lo hanno reso grande.

Sto parlando di Henri Cartier-Bresson (22 Agosto 1908 – 3 Agosto 2004), considerato giustamente il padre del fotogiornalismo moderno, colui che ha elevato il cosiddetto “snap-shooting”, un modo di fare fotografie incentrato sulla spontaneità piuttosto che sulla tecnica, a livello di arte affermata e riconosciuta:

“In fotografia la più piccola cosa può essere un grande soggetto. Il piccolo dettaglio umano può diventare un leitmotif.”

Bresson, portavoce e maestro della filosofia del “momento decisivo” (ndr: ecco il titolo chiappa l’attimo !!!), influenzò generazioni di fotografi contribuendo allo sviluppo di un genere di fotografia totalmente nuovo per l’epoca: la “street photography“.

I suoi scatti furono pubblicati per 30 anni sulle riviste più importanti del mondo (ad es. Life) e fu il primo fotografo ad esibire le proprie opere nelle sale del Louvre di Parigi.

Nel 1947 fonda, insieme a Robert Capa e a David Seymour, la famosa Agenzia Magnum.

Vi consiglio di leggere L’immaginario dal vero nel quale scrive:

“Fotografare è trattenere il respiro quando tutte le nostre facoltà di percezione convergono davanti alla realtà che fugge: in quell’istante, la cattura dell’immagine si rivela un grande piacere fisico e intellettuale. Fotografare è mettere sulla stessa linea di mira la testa, l’occhio e il cuore. Per me fotografare è un modo di capire che non differisce dalle altre forme di espressione visuale. E’ un grido, una liberazione. Non si tratta di affermare la propria originalità; è un modo di vivere”.

[note]Aggiornamento del 8 ottobre 2010: La foto è risulta una delle più interessanti del 23 agosto 2010 sulla sezione Explorer di  Flickr[/note]