Quando il JPEG batte il RAW

La velocità batte la qualità

Il più delle volte non è cosi, ma in certe occasioni in cui la velocità è fondamentale.

E’ in queste occasioni che il RAW potrebbe non essere la scelta migliore.

280/365 Graduate Student Union Rally
280/365 Graduate Student Union Rally by rakeif, on Flickr

Tenete presente che lavorare in RAW è sempre un po più impegnativo in termini di risorse hardware utilizzate. Il più delle volte questo non è un problema.  In genere è soltanto un posso in più nel work-flow di post produzione.  Per molti, come a me ad esempio, è parte naturale del processo fotografico o work-flow, che tante volte dimentico che c’è la possibilità più che giustificata di usare il JPEG.
Fotogiornalismo

Molti reporter usano le JPEG.  Il file JPEG image è più piccolo e di conseguenza più snello da inviare via internet alla propria redazione. L’editore ha l’immagine pronta per la pubblicazione con al massimo qualche piccolo aggiustamento.  Questo è molto utile e conveniente specialmente nelle situazioni in cui si deve uscire con una breaking news.
Sports

Honda in the dust
Honda in the dust by CONNORMATT, on Flickr

Con le attuali DSLR (ndr: Reflex digitali) molti fotografi scattano fra i 3 e gli 8 fotogrammi al secondo (o più) durante gli eventi sportivi.  Molti di loto per ottenere questi risultati utilizzano la scrittura del file in JPEG.  Questo perché essendo il JPEG più piccolo necessita di meno tempo per essere scritto sulla memory card.  Inoltre, avevre files più piccoli significa utilizzare meno spazio sul vostro hard disk specialmente quando stai realizzando centinaia e centinaia di scatti.

Stampe On-Site
Ci sono eventi nei quali un fotografo stampa le foto che realizza direttamente nel luogo dove l’evento avviene e molti di loro utilizzano il JPEG per fare questo. Ci sono molti modi per impostare questo tipo di scatto ma non li tratteremo, vi basti sapere che essi necessitano di velocità.  Hanno bisogno che lo loro foto siano pronte subito per essere stampate e senza la necessità di essere post prodotte.

Tutti quanti queste “situazioni” hanno (o dovrebbero) una sola cosa in comune.

Una corretta esposizione.
Dovreste sempre sfornarvi di ottenere sempre una corretta esposizione sia lavorando in JPEG che in RAW, ma tenete presente che in JPEG non avrete le stesse possibilità in post produzione offerte dal formato RAW non compresso.

La vostra esposizione, se avete la necessità di lavorare il JPEG,  dovrà essere molto accurata e precisa per essere sicuri che la qualità del vostro scatto non sia compromessa per colpa della necessità di essere veloci.

Via | YourPhotoTips

Chiappa l’attimo

Chiappa l'attimo
Copyright Adolfo Trinca 2010 - All Rights Reserved

Ovvero presentazione semi seria di un grande della fotografia e di uno dei “concetti” che lo hanno reso grande.

Sto parlando di Henri Cartier-Bresson (22 Agosto 1908 – 3 Agosto 2004), considerato giustamente il padre del fotogiornalismo moderno, colui che ha elevato il cosiddetto “snap-shooting”, un modo di fare fotografie incentrato sulla spontaneità piuttosto che sulla tecnica, a livello di arte affermata e riconosciuta:

“In fotografia la più piccola cosa può essere un grande soggetto. Il piccolo dettaglio umano può diventare un leitmotif.”

Bresson, portavoce e maestro della filosofia del “momento decisivo” (ndr: ecco il titolo chiappa l’attimo !!!), influenzò generazioni di fotografi contribuendo allo sviluppo di un genere di fotografia totalmente nuovo per l’epoca: la “street photography“.

I suoi scatti furono pubblicati per 30 anni sulle riviste più importanti del mondo (ad es. Life) e fu il primo fotografo ad esibire le proprie opere nelle sale del Louvre di Parigi.

Nel 1947 fonda, insieme a Robert Capa e a David Seymour, la famosa Agenzia Magnum.

Vi consiglio di leggere L’immaginario dal vero nel quale scrive:

“Fotografare è trattenere il respiro quando tutte le nostre facoltà di percezione convergono davanti alla realtà che fugge: in quell’istante, la cattura dell’immagine si rivela un grande piacere fisico e intellettuale. Fotografare è mettere sulla stessa linea di mira la testa, l’occhio e il cuore. Per me fotografare è un modo di capire che non differisce dalle altre forme di espressione visuale. E’ un grido, una liberazione. Non si tratta di affermare la propria originalità; è un modo di vivere”.

[note]Aggiornamento del 8 ottobre 2010: La foto è risulta una delle più interessanti del 23 agosto 2010 sulla sezione Explorer di  Flickr[/note]