Adolfo legge: “Lezione di Fotografia. La natura delle fotografie”

Non sono tantissimi i libri dei quali ritengo la lettura fondamentale, ma quello di cui vi parlerò è sicuramente uno di essi. Si tratta di Lezioni di Fotografia di Stephen Shore.

Un libro che con poche parole, parecchie foto e molti molti concetti fondamentali ci aiuta a capire meglio come affrontare la lettura di una fotografia.

Shore cerca di spiegare come apprendere “qualcosa” da tutti i tipi di immagini, siano esse provenienti da negativo o da produzione digitale, che sia la foto di una patente o una illustrazione di un libro. Per meglio dire egli cerca di dare a chiunque intenda fare fotografie migliori, o imparare a guardarle con maggiore consapevolezza una chiave di lettura chiara e precisa.

Affronta l’argomento per “piani”, da quello fisico a quello descrittivo cercando di individuare gli strument dei quali il fotografo si serve per rendere immagine tutto quello che ha visto nella realtà (interpretandola). Perché, come egli stesso afferma, un pittore costruisce l’immagine,  un fotografo invece, trovandosi di fronte al caos della realtà non può fa altro che cercare di dargli un’ordine (il suo ordine).

Questo libro è nato come testo per gli studenti, i suoi studenti, del Bard College di Annandale-on-Hudson nello stato di New York ed io ve ne consiglio davvero la lettura.

“Lo scopo di questo libro quindi non è di esplorare il contenuto fotografico di una stampa, bensì di descriverne gli attributi fisici e formali che costituiscono gli strumenti utilizzati dal fotografo per definire e interpretare quel momento”

libro: www.ibs.it/code/9780714859484/shore-stephen/lezione-di-fo…
biografia: en.wikipedia.org/wiki/Stephen_Shore

Na botta de culo e il primo uomo fotografato

Tutti sappiamo qual’è considerata la prima fotografia mai scattata. E’ la famosissima View from the Window at Le Gras, la più antica delle foto sopravvissute di Nicéphore Niépce.

View from the Window at Le Gras, la più antica delle foto sopravvissute di Nicéphore Niépce (1826 circa), a Saint-Loup-de-Varennes

Ma qual’è la prima fotografia in cui si vede un uomo al suo interno? Be, eccola qui sotto.

Boulevard du Temple in Paris del 1838 di Louis Daguerre

Questa fotografia di Boulevard du Temple a Parigi e stata fatta da Louis Daguerre nel 1838, il giovane e brillante inventore del dagherrotipo. Oltre a questa fortunatissima invensione Daguerre è stato anche il primo fotografo ad aver incluso un uomo all’interno di una fotografia. Siccome questa immagine ha richiesto un’esposizione di cirda dieci minuti, tutte le persone, le carrozze e gli altri oggetti in movimento sono “scomparsi” dalla scena (effetto fantasma). Ciononostante, nell’angolo sinistro in basso un uomo è rimasto fermo per tutto questo tempo — stava facendosi pulire le scarpe!!!

Ecco l'uomo, intento a farsi pulire le scarpe, in Boulevard du Temple di Louis Daguerre

E’ divertente pensare a come una botta de culo possa consegnare un uomo a rimanere per sempre nella storia, non trovate anche voi?

Aggiornamento del 3 Novembre 2010

Sto leggendo Lezioni di Fotografia di Luigi Ghirri ( ve lo consiglio ) ed ho trovato a pagina 116 la foto di cui stiamo parlando. Secondo Ghirri l’omino potrebbe essere stato messo li in posa…ma sentiamo cosa scrive:

Questa è la prima fotografia, una delle prime vere fotografie nel senso in cui noi utilizziamo il termine, che sia stata fatta. E’ una veduta del Boulevard du Temple presa a Parigi con una posa relativamente breve. Mente la posa di Niépce era lunghissima, attorno alle otto ore, Daguerre riesce, con uno studio approfondito delle reazioni chimiche, a ottenere l’immagine in pochi minuti. Nessuno ci fa caso, ma qui sulla sinistra c’è una persona ferma. Alcuni dicono sia un lustrascarpe, secondo me è un omino che aveva messo lì Daguerre dicendogli di stare fermo per alcuni minuti. Fatto sta che per la prima volta appare una figura umana nella fotografia. Prima, nelle eliografie di Niépce e nelle fotografie precedenti di Daguerre, non c’era nessuna figura umana. Erano sempre ed esclusivamente delle nature morte.

Esiste anche un’immagine successiva, nella quale l’omino non compare più. Probabilmente sono due scatti differenti realizzati dalla stessa posizione. Qualcuno sostiene che sia Daguerre stesso che, dopo aver aperto l’obiettivo, è sceso in strada e si è fermato per alcuni minuti in quella posizione, il tempo necessario per rimanere impressionato nell’immagine.