TASCHEN: 50 icone della fotografia

50 icone della fotografia - Le storie dietro gli scatti, di Hans-Michael Koetzle; Taschen Verlag, 2011; in italiano; 304 pagine 24x30,5, cartonato; 19,99 euro.
50 icone della fotografia – Le storie dietro gli scatti, di Hans-Michael Koetzle; Taschen Verlag, 2011; in italiano; 304 pagine 24×30,5, cartonato; 19,99 euro.

Torno a suggerire un’altro libro del quale mi sono innamorato. Si tratta di 50 icone della fotografia, di Hans-Michael Koetzle, in edizione Taschen Verlag (e in lingua italiana!!!)

Un titolo molto “presuntuoso” per certi versi ma ci troviamo di fronte ad alcune delle foto più belle e significative della storia della fotografia. Anzi a dire la verità avrete la possibilità di leggere la storia dietro queste straordinarie fotografie. Quali fotografie? Be, si parte con le prime immagini mai fissate (la foto di Nicéphore Niépce e di Louis Daguerre) e accompagna il lettore per un cammino iedale che va da Dorothea Lange a Robert Doisenau e Martin Parr per citarne solo alcuni.

Dorothea Lange, Migrant Mother, 1936
Dorothea Lange, Migrant Mother, 1936

Se non quella di copertina almeno questa qui su di immagine la conoscevate giusto?

Non voglio aggiungere altro se non questo link dove troverete altri e più autorevoli pareri sul libro che costo SOLO 19,90€.

Ne riporto soltanto alcuni per voi pigri ^_^

Aneddoti, curiosità, dettagli tecnici. Tutto, ma proprio tutto, sui più celebri scatti d’autore. A svelarlo è il libro fotografico 50 Photo Icons – The Story Behind the Pictures. Ogni capitolo è dedicato a un’opera, analizzata nel suo contesto artistico ed estetico. Si parte da Niépce e si arriva a Robert Doisneau, con il suo famoso Bacio presso l’Hotel de Ville. — Home, Milano, Italy

“Le icone fotografiche sono immagini presuntuose, assertive, assolute, misantrope, che pensano di parlare da sole di fare a meno di qualsiasi didascalia. E allora raccontare la “storia che ci sta dietro”, come fa per cinquanta volte Hans-Michael Koetzle nella piccola enciclopedia di miti fotografici 50 Photo Icons (pp. 304, euro 19,99) edita da TASCHEN, diventa una sano esercizio di riaggancio delle immagini alla storia, pagato a volte al prezzo di svelare realtà meno ideali e incorrotte, e quindi di sabotare qualche emozione, come quando scopriamo che il Bacio dell’Hotel de Ville di Robert Doisneau era una messinscena con attori; ma che ci risparmia in molti casi la retorica più o meno interessata, o semplicemente il rischio di prendere lucciole per lanterne.”— Il Venerdì, Roma, Italy

“Che cos’è un’icona? Una porta aperta tra la terra e il cielo. Così potevano rispondere gli uomini del mondo classico. Un’immagine del divino che permette la comunicazione tra il mondo degli uomini e quello degli dei. Immagine terrena del Divino. Le icone moderne conservano qualcosa della sfera sacra, ma approfondiscono il valore dell’immanenza dell’immagine stessa. …
Hans-Michael Koetzler in un interessante volume – 50 icone della fotografia in uscita da TASCHEN (pp. 304, €19,99) – ha cercato di individuare a sua volta le 50 immagini fotografiche che dalle origini di questa tecnica ai nostri giorni costituiscono altrettante icone che si sono infisse nella nostra memoria. … Il corpo e la potica (attraverso la guerra del Vietnam o Che Guevara, o il Vopos che salta al di là del muro) sono i due poli di questo racconto iconologico dei quasi due secoli di questa invenzione visiva che ha cambiato il nostro modo di pensare il mondo e di immaginarlo a posteriori.”— TuttoLibri – La Stampa, Torino, Italy

La prima foto ritoccata

View from the Window at Le Gras, la più antica delle foto sopravvissute di Nicéphore Niépce (1826 circa), a Saint-Loup-de-Varennes

E se la prima foto ad essere ritoccata fosse proprio la prima foto mai prodotta? Interessante la supposizione che fa Alfonso76 nel suo blog, andatelo a vedere (anche perché usa ancora coraggiosamente dblog è va apprezzato anche per questo).

“Passai due ore a ritoccare all’acquarello le centinaia di puntini e macchie, ottenendo un’immagine migliore e più definita (…) sotto l’ingranditore attenuai il cielo, il tetto del fienile e altri dettagli.”

(H. Gernsheim, cit. in Etudes photographiques n. 3, novembre 1997)

Via: Alfonso76

Na botta de culo e il primo uomo fotografato

Tutti sappiamo qual’è considerata la prima fotografia mai scattata. E’ la famosissima View from the Window at Le Gras, la più antica delle foto sopravvissute di Nicéphore Niépce.

View from the Window at Le Gras, la più antica delle foto sopravvissute di Nicéphore Niépce (1826 circa), a Saint-Loup-de-Varennes

Ma qual’è la prima fotografia in cui si vede un uomo al suo interno? Be, eccola qui sotto.

Boulevard du Temple in Paris del 1838 di Louis Daguerre

Questa fotografia di Boulevard du Temple a Parigi e stata fatta da Louis Daguerre nel 1838, il giovane e brillante inventore del dagherrotipo. Oltre a questa fortunatissima invensione Daguerre è stato anche il primo fotografo ad aver incluso un uomo all’interno di una fotografia. Siccome questa immagine ha richiesto un’esposizione di cirda dieci minuti, tutte le persone, le carrozze e gli altri oggetti in movimento sono “scomparsi” dalla scena (effetto fantasma). Ciononostante, nell’angolo sinistro in basso un uomo è rimasto fermo per tutto questo tempo — stava facendosi pulire le scarpe!!!

Ecco l'uomo, intento a farsi pulire le scarpe, in Boulevard du Temple di Louis Daguerre

E’ divertente pensare a come una botta de culo possa consegnare un uomo a rimanere per sempre nella storia, non trovate anche voi?

Aggiornamento del 3 Novembre 2010

Sto leggendo Lezioni di Fotografia di Luigi Ghirri ( ve lo consiglio ) ed ho trovato a pagina 116 la foto di cui stiamo parlando. Secondo Ghirri l’omino potrebbe essere stato messo li in posa…ma sentiamo cosa scrive:

Questa è la prima fotografia, una delle prime vere fotografie nel senso in cui noi utilizziamo il termine, che sia stata fatta. E’ una veduta del Boulevard du Temple presa a Parigi con una posa relativamente breve. Mente la posa di Niépce era lunghissima, attorno alle otto ore, Daguerre riesce, con uno studio approfondito delle reazioni chimiche, a ottenere l’immagine in pochi minuti. Nessuno ci fa caso, ma qui sulla sinistra c’è una persona ferma. Alcuni dicono sia un lustrascarpe, secondo me è un omino che aveva messo lì Daguerre dicendogli di stare fermo per alcuni minuti. Fatto sta che per la prima volta appare una figura umana nella fotografia. Prima, nelle eliografie di Niépce e nelle fotografie precedenti di Daguerre, non c’era nessuna figura umana. Erano sempre ed esclusivamente delle nature morte.

Esiste anche un’immagine successiva, nella quale l’omino non compare più. Probabilmente sono due scatti differenti realizzati dalla stessa posizione. Qualcuno sostiene che sia Daguerre stesso che, dopo aver aperto l’obiettivo, è sceso in strada e si è fermato per alcuni minuti in quella posizione, il tempo necessario per rimanere impressionato nell’immagine.