La scelta della focale nel ritratto

Perché le corte focali sono deformanti nelle riprese ravvicinate? – La figura spiega il principio della deformazione a distanze ravvicinate. Le scale delle distanze sono ampliate per meglio capirne il meccanismo.

  1. Focale da 35 mm. L’apparecchio è posto molto vicino al soggetto. Le parti che risaltano, quali il naso, saranno «viste più grandi » dall’obiettivo di quelle poste più indietro, per via del rapporto di ravvicinamento molto sfavorevole di 1 (ab = bc).
    D’altra parte, la sproporzione tra il naso ed il resto del viso sarà tanto più grande in quanto la zona delimitata da A, B, C, D non sarà « vista » dall’obiettivo.
  2. Lunghe focali da 90 e 135 mm. L’apparecchio è posto ad una distanza tale che bg = 5 x ab. La sporgenza del naso assumerà ora un’importanza relativamente minore. La superficie del viso è « vista » quasi interamente, essendo molto ridotta la zona delimitata da A, B, C, D. Le deformazioni sono ridotte alla loro più semplice espressione.

DEFORMAZIONE DEI VOLTI CON LE CORTE FOCALI

1. – A distanza ravvicinata dal soggetto, eo una corta focale, per ottenere una grande ter. sta sul vetro smerigliato, si dà una eccessiva importanza alle parti del viso che risaltano, quali il naso. Quelle poste nella zona ABCD non saranno «viste » dall’obiettivo.

 

 

 

2. – Allontanandoci dal soggetto, con una lunga focale, sul vetro smerigliato si ottiene comunque una grande testa. Il rapporto 1/5, ovvero bg=5 x ab, è senz’altro più favorevole del precedente 1/1, ovvero bc=ab, in quanto proporzionalmente, esso consente di restituire l’immagine delle parti che risaltano in dimensioni accettabili.

Tratto da “Il libro completo dei piccoli formati” scritto da André Thévenet ed N. Bau finito di stampare nel 1965, edito da Mursia.

Help Portrait

Faccio eco alla notizia pubblicata da Sara Lando sul suo blog, invitando anche voi ad aderire, ecco quello che ci dice Sara (andatela a ringraziare postando un commento sul suo blog please!)

Come l’anno scorso, vi ricordo anche quest’anno l’iniziativa di Help Portrait, che quest’anno e’ previsto per il 4 dicembre.
Si tratta semplicemente di fare un ritratto a qualcuno che non avrebbe i mezzi o la possibilità di farlo, gratuitamente, e poi di fargli avere una stampa con il prodotto finito.

Non deve per forza essere un istituto per bambini malati, il ritratto di gente che ha salvato vite umane o qualcosa di grandioso e nobile (beh, non deve nemmeno NON esserlo… vedete voi). Puo’ essere la foto alla vostra amica che ha appena avuto un bambino e non ha soldi per far fare dei ritratti a un fotografo perche’ ha un mutuo, lo stipendio al 30% e i pannolini costano come se fossero rivestiti d’oro. Puo’ essere la vostra maestra delle elementari che non sa quanto sia stata importante per voi perche’ vi ha allungato la sua copia personale “lo hobbit” di nascosto e vi ha cambiato la vita. Non deve nemmeno per forza essere il ritratto del secolo. Se avete una macchina fotografica e la voglia di mettervi in gioco, e’ un’occasione in piu’ per farlo.

Un po di ritratti

Un po di auto-celebrazione!

Amore in chiave alta
by adolfo.trinca © All rights reserved
DSC_5462-2
by adolfo.trinca © All rights reserved
Piccole donne
by adolfo.trinca © All rights reserved
Diamo il benvenuto ad Alessia
by adolfo.trinca © All rights reserved
Jessica
by adolfo.trinca © All rights reserved
DSC_9538-2
by adolfo.trinca © All rights reserved
Il mio amore croppato
by adolfo.trinca © All rights reserved
Fra Sergio da Guercio sul Moretto
by adolfo.trinca © All rights reserved
DSC_9390-4
by adolfo.trinca © All rights reserved
DSC_3834
by adolfo.trinca © All rights reserved
DSC_3816
by adolfo.trinca © All rights reserved

Sara Lando: Autoritratto 1-2-3

Ah ah a, grazie al buon caro vecchio (sopratutto) Etrusco ho scoperto l’interessante blog di Sara Lando (lei non esiste ma fingersi femmina fa’ odiens dicono loro stessi).

In particolare mi sono innamorato dell’articolo in cui danno suggerimenti su come farsi un autoritratto.

Ritratti: un modo rapido per entrare nella testa dei vostri soggetti

La fatina del teatro

L’articolo originale (tradotto alla meno peggio)  è stato preso da Digital Photography School.

Il grande giorno è arrivato. Non credevi fosse possibile ma il momento è arrivato, sei entusiasta ma molto, molto nervoso.

E’ il tuo primo incarico.

Ti è stato commissionato di fare il ritratto a 55 giovani di un coro locale. Hai meno di due ore per scattare. Potresti fare un casino. Oppure potresti fare un capolavoro. Non puoi sapere a priori quale delle due ipotesi si avvererà.

Mentre pulisci la tua attrezzatura, pensi hai fatti:

1. 55 ragazzi.
2. 100 minuti di tempo.
3. Neanche un minuto a persona.
4. [accidenti] [accidenti]
5. Ci sono un sacco di personalità diverse.
6. La location è una graziosa chiesetta con una finestra verde. In fin dei conti potrei sfruttarla ma….
7. E’ il grande Nord-Ovest – potrebbe piovere.

Hmmm. Potrebbe essere interessante. Per questo lavoro avete a disposizione la Canon 30D, ed il vostro obiettivo preferito: il 50 millimetri f1,8. Hai anche un riflettore che potrà reggere uno dei ragazzi del coro in attesa.

Entri in macchina e ti avvii. E, naturalmente, inizia a piovere. Ok. Oramai è andata. E’ stata una gran cosa aver portato il riflettore.

Vedi la chiesa, dai una rapida occhiata all’ingresso. Due banchi.  Bagni.  E – ti manca il respiro – un’ampia finestra ed un’elegante poltrona. La speranza si riaccende. Potrebbe funzionare.  Le finestra, luminosissima, sarà il tuo miglior alleato. La poltrona la potrai far usare alle persone che poseranno. Il riflettore poi potrà darà una bellissima luce di riempimento.

Ma non avete neanche il tempo di respirare che il direttore del coro vi ha visto arrivare e si avvicina con calma salutandovi. “Ok, siete pronti? E ti manda i ragazzi 3 alla volta. Appena avete finiti con ogni singolo ragazzo, ne spunta un altro che deve posare. E’ tutto ok?  Voi annuite con fiducia [dopo tutto la fiducia è la chiave giusta per qualsiasi fotografo]. “Assolutamente. Stiamo procedendo.”

Mentre il direttore se ne và, tu fai dei rapidissimi pensieri. Non stai ottenendo dei buoni ritratti. Nonostante tu abbia realizzato 55 (frettolosi) scatti. Vuoi qualcosa di più artistico. Vuoi qualcosa di più individuale. Come fare?

Ed è allora che ti ricordi quello che diceva il tuo mentore. Il suo utile suggerimento per definire velocemente la personalità di un soggetto.  Prendi dalla tua tasca 5 sets di opposti. Chiedi al tuo soggetto di scegliere quello che preferisce. Se sceglie quello più drammatico, fallo posare come estroverso. Se sceglie quello più tranquillo a solenne, allora fatelo posare come se fosse un introverso.

Non puoi sapere se funzionerà, ma hey, dopo i primi 3 tentativi dovresti farti un’idea.

“Hey there!”. Ti presenti.”  Chiedete il loro nome, e poi cominciate. “OK, ho un paio di domandine per te.”  Fate una piccola pausa per aggiungere un po di drammaticità. “Ti piacciono le mele o le arance?” Otterrete, come unica risposta, uno sguardo vuoto. Incalzatelo. “E’ tutto ok, veramente. Dimmi soltanto quale pensi sia più buona.” Le mele sono morbide, le arance più saporite?

Lei tentenna ma risponde. “Arance.”

“Ok. Fico. Eccone un’altra. Preferisci lo scii o lo snowboard?” Sorridete a questa domanda – un argomento chiave per fare un profilo nel Nord Est. [Gli Snowboarders sono molto giovanili, gli sciatori sono molto sicuri di se].

“Snowboard.” Risponde con un’altra risata.

“L’ultima, prometto. Preferisci vedere un film a casa con gli amici o andare a teatro?” Questa è un pochino più difficile. La prima implica la preferenza alla sicurezza della propria casa, l’altra la gioia del vivere in mezzo agli altri.

“Sicuramente il teatro.”.

“Grande! Cominciamo allora!” Decidi di far posare il soggetto come una ragazza che ama l’avventura e la vita in mezzo agli altri – ma non dimenticare un po di verve. Per la successiva ora e mezza fai queste domande ad ogni membro del coro con grandi risultati. Le domande fanno sorridere ed incuriosire i ragazzi e tu ti sei fatto una buona idea sul come farli posare esaltando la loro personalità.

Quando risali in macchina, non sai se il trucco funzionerà ancora, ma per stavolta è stato un successo.

Dopo 3 settimane, l’annuale del coro è pubblicato. Hai piacere nel vedere la disposizione dei ragazzi. Noti l’eccitazione che traspare dai loro sorrisi.I ragazzi sono soddisfatti di come i ritratti li rappresentino e tu hai guadagnato la reputazione di essere un veloce, divertente ed imprevedibile ritrattista!

Yeah.  Questo è ciò che amo.

One-Light Portraits: Introduction

Sempre alla ricerca di nuovi “stimoli” e nuove dritte ho trovato su Flickr, precisamente sullo stream di snapify un serie molto interessante di foto che mostrano che con l’uso di una singola fonte di illuminazione si possono ottenere ben 10 diverse tipologie di ritratto…anzi di autoritratto!

One-Light Portraits: Introduction, inserito originariamente da snapify.

Oltre le foto, sopra c’è il riassuntino, ed una ricca spiegazione sul come realizzarle ci sono anche gli schemi di luce e tutti gli altri accorgimenti necessari.

Direi molto interesasnte.