La scelta della focale nel ritratto

Perché le corte focali sono deformanti nelle riprese ravvicinate? – La figura spiega il principio della deformazione a distanze ravvicinate. Le scale delle distanze sono ampliate per meglio capirne il meccanismo.

  1. Focale da 35 mm. L’apparecchio è posto molto vicino al soggetto. Le parti che risaltano, quali il naso, saranno «viste più grandi » dall’obiettivo di quelle poste più indietro, per via del rapporto di ravvicinamento molto sfavorevole di 1 (ab = bc).
    D’altra parte, la sproporzione tra il naso ed il resto del viso sarà tanto più grande in quanto la zona delimitata da A, B, C, D non sarà « vista » dall’obiettivo.
  2. Lunghe focali da 90 e 135 mm. L’apparecchio è posto ad una distanza tale che bg = 5 x ab. La sporgenza del naso assumerà ora un’importanza relativamente minore. La superficie del viso è « vista » quasi interamente, essendo molto ridotta la zona delimitata da A, B, C, D. Le deformazioni sono ridotte alla loro più semplice espressione.

DEFORMAZIONE DEI VOLTI CON LE CORTE FOCALI

1. – A distanza ravvicinata dal soggetto, eo una corta focale, per ottenere una grande ter. sta sul vetro smerigliato, si dà una eccessiva importanza alle parti del viso che risaltano, quali il naso. Quelle poste nella zona ABCD non saranno «viste » dall’obiettivo.

 

 

 

2. – Allontanandoci dal soggetto, con una lunga focale, sul vetro smerigliato si ottiene comunque una grande testa. Il rapporto 1/5, ovvero bg=5 x ab, è senz’altro più favorevole del precedente 1/1, ovvero bc=ab, in quanto proporzionalmente, esso consente di restituire l’immagine delle parti che risaltano in dimensioni accettabili.

Tratto da “Il libro completo dei piccoli formati” scritto da André Thévenet ed N. Bau finito di stampare nel 1965, edito da Mursia.

La distorsione prospettica nei ritratti

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© 2010 by Adolfo Trinca

 

Era da tempo che volevo scrivere, su suggerimento di Giorgio Benni (mi ucciderà quando leggera questa cosa!), un post sulla distorsione prospettica e di come essa dipendesse solo ed esclusivamente dalle distanza a cui ci si trova con il soggetto.

Oggi che mi ero deciso cosa ti trovo in rete?! Il bellissimo post di Gianmaria Veronese sul suo blog  … e mo? be, posso io non approfittare, come tanto va di moda, del lavoro altri?

MAI

E quindi eccomi qui a citare il suo articolo ^_^

Sentite l’inizio:

Spiegare cosa sia la distorsione prospettica a un fotografo alle prime armi, è un pò come spiegare che la terra è rotonda alle popolazioni antiche.. quando avrete capito vi sembrerà ovvio e banale, ma prima qualche perplessità tutti ce l’hanno.. è normale..

Potevo non darvi conto di una cosa del genere?

Andate a laggere cliccando qui!

Giulio Forti: intervista e consigli per Passione Italia

Intervista al direttore della rivista Fotografia Reflex Giulio Forti, nella quale ci da alcune dritte su come realizzare dei bei ritratti.

Poche ma preziose indicazioni.

Il Ritratto secondo Nital

Ritratto di Sarah
by Adolfo Trinca - © All Rights Reserved

La fotogenia benché se ne dica è un dono naturale, poco se non nulla è acquisibile con l’esperienza, e non ha nulla a che vedere con la bellezza.
Vi sono persone esteticamente piacevoli che ritratte appaiono sgraziate o inespressive, altre magari meno piacevoli a vedersi o magari fuori dai canoni comuni della bellezza rendono magnificamente, è fotogenico quel volto che immortalato in una espressione statica tende a mantenere la stessapresenza” e carica emotiva che rappresenta la sua figura dal vivo.

Cosi esordisce l’ottimo articolo su Nital.it del quale vi consiglio assolutamente la lettura. per comodità ne ho fatto una versione pdf che potete scaricare cliccando sul seguente link: Nital – ritratto.

Perché farne un pdf? be, io eprsonalmente me lo carico sul telefonico e lo leggo duranti gli spostamenti ^_^