Focus Stacking in 4 mosse

Durante il Workshop tenutosi sabato scorso da Giorgio Benni (Illuminazione Pratica), uno dei casi di ripresa prevedeva la realizzazione di uno still life con l’oggetto completamente a fuoco attraverso l’utilizzo del Focus Stacking.

Il “Focus Stacking” o “Fuoco Composito” è una tecnica molto usata in macrofotografia ma che spesso viene “rubata” da chi deve realizzare qualche foto di Still-Life come nel nostro caso in cui era l’unico modo per ottenere il soggetto completamente a fuoco!

Lo so che state pensando che basta chiudere il diaframma per avere una maggiore profondità di campo ma fate attenzione, il diaframma è un’arma pericolosa che delle volta potrebbe rivoltarcisi contro. E’ vero che più si chiude il diaframma e più si ha la sensazione di estendere il fuoco ma è anche vero che più si chiude il diaframma e meno luce passa accentuando il problema della “diffrazione”. Senza entrare in argomenti complessi diciamo che la diffrazione riduce drasticamente la qualità della foto facendola sembrare morbida e priva di dettagli. E comunque non sempre, nonostante il diaframma chiuso al massimo, si riesce ad ottenere tutto a fuoco. Giorgio ci ha spiegato (e fatto vedere) che questi problemi si possono risolvere durante lo scatto utilizzando un banco ottico, ma non tutti ne possiedono uno ^_^

Anche l’utilizzo, per chi utilizza come la maggior parte di noi una reflex, di obiettivi con possibilità di effettuare basculaggi e decentramenti ( Obiettivi decentrabili ) non è esattamente economica per cui la lascerei ai professionisti.

Tralasciando gli schemi di illuminazione e tutto quanto quello che riguarda la realizzazione degli scatti (nel nostro caso 3) ci concentreremo sulla procedura di post produzione avvenuta utilizzando Photoshop. La versione da noi utilizzata e la CC ma questa tecnica va benissimo dalla versione CS4 in poi.

Partiamo quindi dalle 3 foto con diverse “messe a fuoco”. Date un’occhiata ingrandendo gli originali (perdonate la qualità ma le immagini hanno il solo scopo di favorire l’apprendimento di questa tecnica).

_ADT5539 radio sveglia radio sveglia

Passiamo allora la palla a Photoshop per il lavoro di montaggio. Appena aperto il programma andiamo nel menù:

File > Automatizza > Photomerge…

fstacking_1

Ci apparirà la seguente schermata e cliccando sul pulsante “Sfoglia” andremo a selezionare le nostre 3 foto. Fate attenzione che la sequenza sia rispettata ovvero in cima deve esserci la foto 1, sotto la foto 2 poi la 3 (e cosi via).

fstacking_3

n.b: Un altro metodo per aprire le immagini in Photomerge è quello di aprirle tutte e 3 in Photoshop e poi andare sul menu File > Automatizza > Photomerge cliccando sul pulsante “Aggiungi file aperti”.

Nella colonna di sinistra lasciamo selezionata la voce “Automatico” mentre tra le varie voci presenti in basso dobbiamo deselezionare (ovvero togliere il segno di spunta) dalla voce “Fondi le immagini”.
A questo punto premiamo “OK”e lasciamo che il programma elabori tutte le immagini. A seconda del peso delle immagini questo procedimento può richiedere diverso tempo di elaborazione.

fstacking_4Alla fine Photoshop ci restituirà un unica immagine composta da 3 livelli differenti (uno per immagine elaborata). A prima vista non è cambiato molto infatti le immagini non sono state “fuse” per aumentare la profondità di campo ma solo “allineate” per essere distorte e spostate in
maniera automatica dal programma.

Adesso dalla palette “livelli” selezioniamo tutti e 3 i nostri livelli, come mostrato nell’immagine a lato e procediamo con la fusione automatica dei livelli per comporre la nostra immagine finale dove l’immagine risultante sarà completamente a fuoco.

Andiamo nel menù Modifica > Fusione automatica dei livelli ed una volta cliccato ci apparirà la seguente schermata:

fstacking_5

Selezioniamo la voce “Crea serie di immagini”, lasciamo spuntata la voce “Toni e colori uniformi” e premiamo sul pulsante “OK”.
A questo punto Photoshop inizia la fusione, come per il passaggio precedente, anche questa
operazione può richiedere diverso tempo a seconda del numero e dalla complessità delle immagini da elaborare.
Completata la fusione abbiamo la nostra immagine a fuoco composito e, se andiamo a guardare nuovamente la palette “livelli” di Photoshop notiamo come a ciascun livello è stata applicata in automatico una maschera di livello. Questa serve a nascondere (le parti nere della maschera) una determinata area della foto e a far vedere (le parti bianche della maschera) un altra area della medesima foto. In sostanza Photoshop analizza ciascun livello e nasconde le parti sfuocate mentre lascia vedere le parti a fuoco.

Questa operazione la effettua per tutti i livelli e quindi alla fine ci restituisce una foto
tutta a fuoco. Nella maggior parte dei casi questi automatismi funzionano alla perfezione ma è possibile che ci sia qualche piccolo errore di fusione. In questo caso potremmo agire manualmente su ciascun livello (attraverso la sua maschera) per sistemare le fusioni in modo perfetto. Ma non è lo scopo di questo post descrivere ed analizzare l’uso dei livelli e delle loro maschere.

Tornando a noi, una volta che la fusione ci garba non ci resta che unire insieme tutti i livelli andando nel menù Livello > Unisci Livelli e salvare la nostra immagine.

Il risultato, del nostro specifico esercizio pratico, lo trovate qui sotto. A questo punto non ci resta che elaborare la nostra immagine come meglio crediamo lavorando sui toni i colori ecc ecc.

Panoramica_senza-titolo1

Un ringraziamento a tutti i partecipanti al workshop e a Giorgio Benni che ancora una volta si è dimostrato una persona ed un professionista eccezionali!

 

 

 

 

 

 

Riecco la tenda di Ikea stavolta come softbox

Vi ricordate l’articolo nel quale vi proposi la realizzazione di un set per still life usando la IKEA – KOJA Tenda € 5,99 (tenda per bimbi)? Bene, adesso ci facciamo un bel softbox!

Oggi vi propongo, dopo aver visto la foto di Latente e il post su riazmissaghi.com di usarlo come softbox da 120 x 120. Ovviamente parliamo sempre di oggetti amatoriali, non spererete mica di usarli per un servizio di moda vero?

© 2008 by Latente

Ecco invece la soluzione, un po “pecoreccia”, trovata da Lactose come cavalletto. Ma tenete conto che potete usare una sedia, una scala, uno stativo economico di quelli che trovate sulle bancarelle del mercato. Basterà anche solo utilizzare del nastro telato ed un po di fantasia.

© 2008 by Lactose

Fatemi vedere che combinate ^_^

Luciana Ognibene: terza ed ultima puntata

E dopo il primo, il secondo ecco a voi il terzo ed ultimo capitolo della saga Foto-fai-da-te in cui Luciana Ognibene ci psiega come fare delle bellissime foto ai nostri oggettini di casa gestendo luci e tutto il resto.

In particolare in questa puntata ci racconta di come sia importante lo Sfondo.

Buona lettura.

Luciana Ognibene su Un’idea nelle mani

Il primo che fa battute stupide sul titolo lo cionco!
Premessa la fine che farete se fate gli sciocchi, mi fa piacere segnalare il primo post di tre in cui Luciana Ognibene*, ospite del blog Un’idea nelle mani, ci parla della realizzazione con mezzi “poveri” e con tanta fantasia di foto di still life.

In soldoni questo è il contentuto dello stesso, ve ne metto un pezzettino preso dal blog di Dora (sono pigro non rompete):

Molte di voi saranno probabilmente appassionate di artigianato, sartoria, bricolage, cucina e lavori creativi in genere: alcune avranno un proprio blog, una gallery su Flickr o una fan page su Facebook.

E qui veniamo al punto.

Quando si realizzano lavori creativi, ci si scontra prima o poi con una necessità fondamentale: mostrare le proprie opere.
E farlo, possibilmente, nel modo migliore!

Avrete di certo presente la classica foto “da catalogo”: è perfetta, l’oggetto è mostrato in tutte le sue caratteristiche (estetiche e funzionali), e non c’è nessun elemento intorno a distogliere l’attenzione da esso, ma semmai gli elementi di contorno (se ci sono) servono esclusivamente a valorizzarlo. Sono foto realizzate da professionisti speciati in still-life, un particolare genere fotografico che riguarda la fotografia di oggetti, e non a caso un fotografo di still-life si fa pagare fior di quattrini: pensate a quanto è importante la presentazione di un oggetto, potenzialmente destinato alla vendita, e a quanto possa essere penalizzante una foto di cattiva qualità.

Lo still-life è un genere fotografico non banale che richiede uno studio fotografico professionale (luci, diffusori, fondali) e spesso prevede anche la presenza di uno “stylist”, ovvero quella persona che “apparecchia”, per così dire, l’oggetto da fotografare. Questo però non vuol dire che non si possano ottenere delle foto efficaci e di buona qualità, anche utilizzando mezzi amatoriali.

Nel corso di questo post e dei due che seguiranno, vi darò qualche consiglio su come creare dei piccoli set fotografici utilizzando oggetti d’uso comune, che avete probabilmente già in casa, o che potete reperire facilmente in cartoleria.

Come attrezzatura fotografica, vi garantisco che si possono ottenere buone foto anche con una compattina da 70 euro, purché abbia una buona qualità d’immagine, uno zoom ottico4x (almeno), e la possibilità di impostare manualmente alcuni settaggi. Naturalmente, se avete a disposizione una buona “compattona” (o bridge che dir si voglia), o meglio ancora una reflex (anche il modello più economico sul mercato), le cose saranno più semplici.

(Ricordatevi questa storia della “compattina da 70 euro” perché non è buttata lì a caso, ci torneremo più avanti)


Io vi assicuro che vale la pena seguire i suoi scritti, che aspettate?

Il primo guest post lo trovate qui: Foto fai-da-te, 1° parte.

* Luciana Ognibene è una fotografa di Roma che scrive e fa cose interessantissimi “anche” sul blog Fibre di Luce, cliccate e ve ne accorgerete e che scrive questo nel suo profilo facebook:

Creativa, eccentrica, lunatica webdesigner con la passione delle arti grafiche e fotografiche.
Informatica per vocazione, istruttrice di fitness per passione, fotografa per delirio di onnipotenza…
…yo no me parezco a nadie… ;)

Softbox per still life da IKEA?

IKEA - KOJA Tenda € 5,99

Volete un piccolo studio casalingo spendendo qualche decina di euro?

Bene, basterà che compriate la tenda Koja al costo di 5,99 euro, ci mettiate una superfice bianca magari riflettente (un vecchio calendario da ufficio, un po di carta da plotter, un lenzuolo bianco ecc ecc) a questo punto se avete dei flash usate quelli altrimenti prendete anche un paio di lampade da comodino ed il gioco è fatto!

Date un’occhiata a questa realizzazione.

© 2006 by Manuel Segura
© 2006 by Manuel Segura

Gocce d’acqua, come le fotografo?

Ho visto su YouTube un video molto carino, riportato anche da ClickBlog, che spiega in maniera semplice come scattare delle bellissime fotografie alle gocce d’acqua che cadono.

Me ne sono innamorato e ve lo ripropongo anche qui.