StroBella: ovvero l’ombrellino per flash a slitta che fa da softbox

StroBella in action. Le mostrate nell'articolo hanno il solo scopo di illustrare il prodotto

Fra gli accessori fotografici spicca per la sua utilità il diffusore per flash. Molte volte la luce diretta è talvolta troppo forte e rischia di rovinare una bella foto.

Fra questi, ho avuto la fortuna di imbattermi in Strobella (Strobe + Umbrella): si tratta di un particolare “ombrellino” da applicare al flash. L’ho provato poco ma ne sono devo dire rimasto entusiata.

Ma andiamo con ordine, ho acquistato l’oggetto sulla baia imbattendomici per caso. La spedizione è stata immediata e la comunicazione con il venditore/inventore dello StroBella, Davide, cordiale ed esaustiva.

Non appena il pacco è arrivato, potete vederne il contenuto qui sotto, sono rimasto subito colpito dalla buona qualità del materiale giunto, stiamo parlando di una spesa (spedizione compresa) di 9,90 € !!!

Il pacco cosi come arrivato
Lo StroBella in tutta la sua bellezza.

L’ombrellino è robusto e ben fatto con un pratico “gommino” (non so esattamente di che materiale è composto ma è efficace) alla fine per evitare di graffiare le superfici.

Notate il gommino antigraffio alla fine dell'asta dell'ombrellino. Eccellente rifinitura.

Velcro e StroBella agganciati insieme.

Le finiture, a mio parere, sono da prodotto di altro livello, cosi come il gommino anti graffio, il velcro ha un “filo” che facilità l’estrazione del velcro di fissaggio dall’asta dell’ombrellino.

Finiture pratiche ed intelligenti. Particolare del "filo" che aiuta ad estrarre il velcro di fissaggio dall'ombrellino.

Nel pacco mi sarei aspettato un piccolo manuale su come “installare” e magari utilizzare lo StroBella. Questa non vuole essere una critica ma un suggerimento per Davide affiché possa migliorare il prodotto. Ovviamente tutte le informazioni si cui sopra, oltre ad alcuni pratici suggerimenti,  li trovate (ahime soltanto in inglese, altra piccola critica) sul sito dello StroBella, nella sezione How To Use. Se posso permettermi direi che già stampare la pagina web ed includerla nella confezione spedita potrebbe essere più che sufficiente allo scopo.

Ma alla fine…come và? Le prove, due semplici foto (grazie Andrea per la gentile collaborazione), sono state eseguite con il mio Nikon SB-900 in remoto con impostazione della potenza in manuale a 1/64. Era posto in alto a sinistra di Andrea.

Nikon SB-900 con StroBella montato

Be, giudicate voi dalle due foto, la prima senza StroBella sul flash e la seconda con.

Foto SENZA StroBella
Foto CON StroBella

Siccome si sarà, come in genere accade, una abbattimento della luce, ricordatevi, se lavorate in TTL, di compensare di 1 o due stop, come suggerito fra l’altro dallo stesso Davide.

Altro suggerimento che dà Davide, molto prezioso, è quello di impostare il flash a 28mm affinché illumini tutta la superficie dell’ombrellino ed aumenti cosi la sua efficacia. Con il Nikon SB-900 potete ad esempio impostare lo schema di illuminazione su EVEN.

Impostazione Schema di Illuminazione su Nikon SB-900
Nikon SB-900 impostazione Schema di Illuminazione (preso dal manuale)

Le mie considerazioni, mi riservo di utilizzare in campo lo StroBella per darne di più approfondite, per ora sono positive.

L’impressione che ho avuto è quella di un ottimo prodotto, sopratutto se ci si trova all’improvviso nella necessità di dover ammorbidire la luce del flash.

Trovo lo StroBella sicuramente più efficace dei cupolini “stardard” (detti stofen) utilizzati in genere. Certo non è un bank o un ombrellino da 85 o 115 cm ma fa il suo lavoro e lo fa egregiamente. Io lo consiglio per macro, ritratti e fotografia di reportage per foto ravvicinate o dove serve rapidità.

Ah, per tutti i miei lettori e per quelli di Analogica.it c’è uno sconto del 10% !!!

Come fare per ottenerlo? basterà al momento del pagamento via paypal scrivere  nelle note del pagamento che avete letto di StroBella sul mio blog o su Analogica.it.

Macro Fotografia: pillole di…

da Fotografia Digitale

Introduzione

Gli spazi che ci circondano sono ricchi di particolari che ad occhio nudo spesso passano inosservati; la macrofotografia si pone, a tal proposito, come strumento ideale per la ricerca di un punto di vista insolito ed inaspettato nel quotidiano.
Possiamo sintetizzare questa tecnica come l’arte di osservare la realtà da vicino

Definizioni
Prima di esporre i principi ottici alla base di questa ricerca del particolare, è opportuno fare una distinzione tra le varie terminologie di uso corrente:

Fotografia Close-Up, immagine che va da almeno 1:10 delle dimensioni effettive a circa 1:2 della grandezza naturale del soggetto;
Macrofotografia, l’immagine va da un rapporto di 1:1 fino a 10 volte la dimensione originale;
Microfotografia, tecnica che spinge il fattore di ingrandimento oltre il precedente 10x .

Principio fisico

Di solito gli obiettivi fotografici producono un’immagine ridotta della scena; tuttavia con un’estensione sufficientemente lunga fra l’obiettivo e il piano della pellicola (o il sensore) i soggetti vengono riprodotti a grandezza naturale e persino maggiore.

Possiamo sintetizzare tutta l’arte dell’ingrandimento come la ricerca di un’estensione maggiore.

Partendo da questa osservazione descriveremo ora tutte le apparecchiature classiche per la macrofotografia.

Attrezzature
In questo articolo verranno presi in considerazione i seguenti strumenti
Opzione Macro
Presente in molte fotocamere, è tipicamente contrassegnata con un fiorellino. La sua funzione è quella di permettere di ridurre la distanza oggetto anche fino a 1-2 cm (ma varia molto a seconda della macchina). Rappresenta quindi un’utile opportunità per iniziare i primi esperimenti nel “mondo piccolo” senza dover spendere ulteriori soldi.

Per chi non si accontentasse delle prestazioni raggiunte solo con questa impostazione, risultano d’obbligo le seguenti apparecchiature.

Lenti Addizionali
Rappresentano il primo approccio alla macrofotografia; il loro utilizzo è particolarmente semplice infatti è sufficiente montarle sugli obiettivi delle reflex per ottenere immediatamente un incremento del fattore moltiplicativo.
Per le macchine digitali compatte è spesso richiesto l’acquisto di opportuni anelli adattatori.

Il vantaggio di questo ausilio alla fotografia close up consiste nell’avere lenti che non assorbono luce e aumentano l’avvicinamento al soggetto.
Se quindi da un lato si ha una leggera riduzione della lunghezza focale, si ha d’altra parte una forte riduzione di quella che abbiamo chiamato distanza oggetto.


Esempio approssimato della diminuzione “distanza oggetto” grazie a ottiche aggiuntive

Tubi di estensione
A differenza delle lenti addizionali i tubi di estensione aumentano l’ingrandimento del soggetto andando ad incrementare la distanza obiettivo-pellicola (sensore).

E’ necessario precisare che, aumentando la lunghezza del tubo, si incide sulla quantità di luce in arrivo sulla pellicola; questo comporta una maggior difficoltà della messa a fuoco.

L’uso del treppiede è suggerito anche perché a tali ingrandimenti si ha una forte riduzione della profondità di campo.

Esempio approssimato dell’aumento di “estensione” grazie a tubi aggiuntivi
Obiettivo Macro
Sono Ottiche dedicate alla fotografia ravvicinata; hanno tipicamente rapporti di ingrandimento di 0,5x.>

Gli obiettivi macro possono essere utilizzati anche su tubi di estensione e soffietti.

Si segnala l’esistenza di obiettivi macro a zoom, ma questi non danno risultati soddisfacenti.

Inversione dell’ottica
Perché molti fotografi montano l’obiettivo in posizione invertita?
Per rispondere è necessario osservare come gli obiettivi ordinari (persino quelli macro) siano calcolati e corretti per distanze obiettivo-soggetto più lunghe di quelle obiettivo-film.

Quando si entra nel campo della fotografia ravvicinata la distanza obiettivo-soggetto diventa sempre più piccola e, d’altra parte, si tende ad aumentare l’estensione al fine di ottenere un ingrandimento desiderato.

Capito questo risulta facile comprendere come, girando i nostri obiettivi, noi si vada a ricostruire le condizioni ottimali per il sistema ottico ma, attenzione, nel campo del ravvicinato!
Con l’operazione di inversione abbiamo infatti invertito anche il funzionamento della lente e pertanto avrò la messa a fuoco non appena la distanza obiettivo-film diventa maggiore della lunghezza obiettivo-soggetto.

Ultima osservazione, con l’inversione dell’ottica si aumenta oltre la possibilità di avvicinarsi al soggetto, anche l’ingrandimento!
Abbiamo quindi un’ottima soluzione applicabile a macchine reflex e alle digitali compatte attraverso apposite ghiere.

Soffietto
La loro funzione è molto simile ai tubi d’estensione, tuttavia permettono grande versatilità grazie alle differenti regolazioni applicabili.
Il soffietto deve essere accoppiato a particolari obiettivi da macro oppure con l’inversione dell’ottica. L’uso a questo punto è molto semplice: fissato il rapporto d’ingrandimento allunghiamo l’estensione finché la nostra scena non appare nitida.
Macrofotografia con la digitale, alcuni consigli.

Regolazione della macchina
Come primo accorgimento che mi sento di suggerirvi: utilizzate sempre il manual focus.
Questo perché una volta bloccato il fuoco, è possibile fare delle piccole oscillazioni, in avanti ed in dietro, con la camera finché l’immagine sul monitor LCD non risulta perfetta. Per raggiungere una buona dimestichezza con questa tecnica sono necessari parecchi scatti, ma, appunto, anche questo è un vantaggio per chi possiede una digitale.
Un secondo consiglio riguarda l’apertura: questa dovrebbe essere piccola (F grande) per aumentare la profondit�
di campo e poter mettere a fuoco tutta la scena d’interesse.
Si ricorda a tal proposito che con l’aumento dell’ingrandimento inevitabilmente si incorre in una diminuzione della profondità di campo.
Flash ed Illuminazione
Punto di partenza è la luminosità della giornata:
ovviamente se il tempo è clemente e vi concede una buona luce, potrete scegliere delle alte velocità dell’otturatore e fissare meglio i piccoli soggetti in movimento.
L’utilizzo del flash è comunque sempre consigliato in particolare con l’accorgimento della diffusione. Alle piccole distanze l’uso del flash diretto porterebbe alla sovraesposizione del soggetto, quindi è un buon trucco quello di mascherare la propria lampada con una pezza.
Io personalmente ho fatto molte prove con dei fazzoletti bianchi di tela fino a trovare il numero giusto di strati che mi consentisse una buona illuminazione.
Un altro metodo più professionale prevede di far giungere la luce attraverso un riflettore bianco esterno alla scena.
Treppiedi
Il vantaggio di una digitale per la macrofotografia è rappresentato dall’ottimo supporto dato dal monitor LCD; questo permette di avere tempestivamente un’idea della composizione e del controllo della profondità di campo.

In commercio esistono anche treppiedi che permetto lo spostamento in orizzontale della camera attraverso incrementi molto piccoli; grazie a queste apparecchiature, è possibile fissare il fuoco e variare con molta precisione la distanza della camera dalla scena.

Per chi si affidasse alle proprie mani si ricorda che un buon appoggio per i gomiti e una presa salda sulla macchina possono scongiurare il mosso.

Come fotografare
I soggetti della macrofotografia sono molteplici… ma i più ricercati sono sicuramente gli insetti.
Penso tutti siano rimasti sbalorditi dal film “Microcosmos-Le peuple de l’herbe”… ebbene ora cercherò di darvi qualche consiglio per “catturare” qualche immagine da quel “piccolo mondo”.
La cosa più importante è muoversi lentamente, senza fretta, senza arrecare nessun disturbo al soggetto.
La seconda regola è avere MOLTA pazienza… aver paura di non riuscire a scattare la foto porta inevitabilmente a commettere qualche movimento brusco col risultato di far scappare l’insetto o di ottenere un brutto mosso.
Detto questo analizziamo l’approccio all’insetto:
una volta avvistato vi consiglio di regolare la vostra macchina in anticipo; questo perché spesso capita di aver a disposizione solo uno scatto. A questo punto avvicinatevi molto lentamente cercando di non far cadere la vostra ombra sulla scena.
Man mano che acquistate confidenza con la tecnica vi risulterà naturale scegliere non solo il soggetto ma anche l’ambientazione e la composizione stessa della fotografia.
Composizione della scena
Possiamo dire che le regole base sono quelle viste per la composizione in generale, ma non solo…
essendo la macrofotografia incentrata su profondità di campo molto piccole, è sempre un’ottima idea cercare di ritrarre i soggetti non frontalmente. Questa soluzione porta inesorabilmente ad un’appiattimento della fotografia!
Cercate quindi di conferire alla scena tridimensionalità con una opportuna scelta dell’inquadratura.

Con questo è tutto, buon viaggio nel “mondo piccolo”!

nonnoGG: Costruiamo mini-bank a costo ridottissimo

Vi riporto un pezzo dello spettacolare post inserito sul forum della NiKonClub da nonnoGG (geniale) nel quale ci suggerisce come realizzare un diffusore per il flash.

Guardate qui che spettacolo!!!

Stavolta, invece di un solo coperchio alluminato (da 25 cent) ne ho usati quattro, con una spesa esagerata: se la nonnaLL scopre che ho sprecato un euro per questo giocattolino:

…un attimo di pazienza per caricarlo nella cache, poi lasciatelo “girare”!

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Non lo trovate semplicissimo? Ho capito, volete anche le dimensioni, eccole, in millimetri:

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Con due coppie di “facce”, un minimo di pazienza ed un po’ di voglia di fare… otterrete un bank da 31×31 cm. Per il foglio diffusore ho in mente vari spessori: carta master bianca da 75 gr/mq, carta glossy da plotter 90 gr/mq, carta da disegno sui 100-105 gr/mq. La carta lucida o pergamena che dir si voglia è troppo trasparente e non diffonde a sufficienza.

Rispetto a quello precedente ha una superficie illuminante quasi doppia ed è più profondo, permettendo di sfruttare maggiore potenza del flash.

Le attrezzature utilizzate sono sempre le stesse:
– riga trasparente da 40 cm e matita per tracciare
– forbici, tagliabalsa o bisturi (attenti alle dita)
– una penna a sfera scarica per segnare i solchetti delle piegature
– fermagli per “imbastire”
– spillatrice a mano per “cucire” lungo gli spigoli
– nastro adesivo e qualche goccia di colla uhu.

Buon lavoro.

nonnoGG

Aggiornamento del 5 Aprile 20009, ecco la foto della mia personale realizzazione:
DIY : diffusire per flash