Claudia Rocchini presenta: Come proteggersi dal furto di fotografie online

Oramai non vi dico più nulla su Claudia Rocchini, che conoscete benissimo. Vado dirtto alla notizionA !!!

Un bel Webinar in collaborazione con Manfrotto sul come proteggersi dal furto delle imamgini, e si, avete capito benissimo! Claudia scrisse già sull’argomento ma avere l’occasione di poterle fare domende ed avere le giuste risposte be … fesso chi manca ;-)

Il webinar è fissato per l’8 Novembre 2011 alle ore 20.00 e durerà fino alle 21.00, quindi aperitivo prima di iniziare cosi non morirete di fame ;-)

Ma ecco il comunicato stampa:

Il furto delle immagini sul web è sempre più frequente. Anche da parte dei giornali on line. Ecco come difendersi con i consigli degli avvocati specializzati in tema di proprietà intellettuale

Il furto di fotografie, tecnicamente definito come “riproduzione non autorizzata di immagini altrui”, non è un fenomeno nuovo, certamente non è nato con il web. La tecnologia digitale e i relativi strumenti di diffusione delle immagini, vedi social network fotografici, album e siti, hanno però contribuito ad amplificare un malcostume che sta assumendo proporzioni sempre più preoccupanti, soprattutto per l’importanza dei soggetti coinvolti. Rubare una fotografia su Internet è facile, perlopiù è sufficiente un semplice copia e incolla, ma se inizialmente a rendersi responsabili di queste azioni nella maggior parte dei casi erano soggetti privati e con superficiali conoscenze della legislazione sul diritto di autore, di recente si sono moltiplicati i casi in cui a rendersi responsabili di comportamenti illeciti sono grandi gruppi editoriali, proprio coloro che, per primi, dovrebbero dare ben altri esempi.

Quali sono i comportamenti più diffusi di chi è vittima di un furto? 
In molti casi ci si limita a salvare una schermata della pagina web che contiene la fotografia rubata per poi ricorrere alla cosiddetta “diffida informale”, scrivendo ai titolari del sito responsabile del prelievo e chiedendo la rimozione dell’immagine pubblicata. Molti professionisti, invece, procedono direttamente con l’invio di una fattura, o di un avviso di fattura, indicando un tempo minimo per il pagamento, riservandosi eventuali azioni legali.
Non solo comunicazioni di questo tipo molto spesso non hanno alcun seguito, ma rischiano di danneggiarci nel caso in cui si decida, in un secondo momento, di ricorrere a un legale: infatti, nel frattempo con ogni probabilità la nostra foto sarà stata rimossa senza un cenno di riscontro. Inoltre, non è detto che la semplice schermata sia sufficiente a provare la paternità di una fotografia: ciò che conta non è avere ragione, ma poter dimostrare di averla.
Infine, non tutti sanno che anche se un’immagine viene rimossa, si ha comunque diritto a un risarcimento per tutto il tempo in cui è stata pubblicata.

Quali le giustificazioni spesso addotte?
Tra le scusanti più utilizzate da chi ruba una fotografia vi è il “principio della corretta citazione”, secondo cui il diritto di paternità verrebbe rispettato principalmente tramite la citazione della fonte, a patto che venga utilizzata per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro. Tuttavia è sufficiente la presenza di un qualsiasi riferimento pubblicitario, (che sia un banner, un testo, un elemento grafico o altra soluzione di web advertising poco importa), nella pagina Internet che ospita fotografie altrui, perché si configuri il cosidetto “lucro indiretto”.

Prevenire è meglio che intervenire
In questo webinar, grazie anche alla consulenza di avvocati specializzati in diritto d’autore e in diritto penale inforatico, affronteremo sia gli step più opportuni su come comportarci in caso di furto di nostre fotografie sia le indicazioni per capire cosa dobbiamo sapere, e fare, prima di pubblicare una fotografia on line ed essere certi di poterne eventualmente dimostrare la paternità.

Per registrarsi: https://www1.gotomeeting.com/register/559292768

Ecco perché i fotografi professionisti non possono lavorare gratis

Un parere di Tony Wu. Tradotto da Patrizia Corriero www.patriziacorriero.it

Gentile potenziale acquirente di foto,

Se sei stato indirizzato a questa pagina, è probabile che hai richiesto l’utilizzo gratuito o per un minimo compenso di una o più immagini.

Come fotografi professionisti, riceviamo regolarmente richieste di immagini gratuite. In un mondo perfetto, ognuno di noi vorrebbe essere in grado di rispondere in modo positivo e aiutare, in particolar modo, progetti o attività relative a settori come l’istruzione, le questioni sociali, e la conservazione delle risorse naturali. E ‘giusto dire che in molti casi, vorremmo avere il tempo e le risorse per fare di più, per aiutare e non solo inviare delle semplici fotografie.

Purtroppo, visti i numerosi aspetti pratici della vita,non siamo spesso in grado di rispondere, o ancche quando lo facciamo, le nostre risposte sono brevi e non forniscono adeguate spiegazioni in supporto alla nostra risposta.

Le circostanze variano per ogni situazione, ma abbiamo scoperto che ci sono una serie di temi ricorrenti, che abbiamo indicato di seguito, con l’obiettivo di comunicare in modo più chiaro con te, e speriamo di evitare fraintendimenti.

Ti invitiamo a considerare i seguenti punti in modo costruttivo. Noi certamente speriamo che dopo aver avuto la possibilità di leggere questo, saremo in grado di tornare a parlare e stabilire un rapporto reciprocamente vantaggioso di lavoro.

Le fotografie sono il nostro sostentamento
La creazione di immagini convincenti è il nostro modo di guadagnarci da vivere.Se diamo via le nostre immagini gratis, o trascorriamo troppo tempo a rispondere alle richieste di immagini gratis, non sapremmo di che vivere.

Sosteniamo cause nobili con le immagini

La maggior parte di noi contribuisce con fotografie, a volte facendo di più, per sostenere certe cause.In molti casi, possiamo avere partecipato direttamente in progetti che sosteniamo con le immagini, oppure possiamo avere un pre-esistente rapporto personale con le persone chiave coinvolte con nelle cause in questione. In altre parole, ognuno di noi può e deve fornire immagini senza alcun compenso, dietro però un’attenta analisi dei problemi sociali.

Abbiamo vincoli di tempo
Passare da sostenere selettivamente al rispondere positivamente ad ogni richiesta che riceviamo per fotografie gratis, tuttavia, è poco pratico, se non altro per l’enorme quantità di tempo necessario per rispondere alle richieste, scambio di risposte, preparare ed inviare file, e poi il follow-up per scoprire come le nostre immagini sono state utilizzate e quali obiettivi, se del caso, sono stati raggiunti.Ci vuole un sacco di tempo per rispondere alle richieste, e il tempo scarseggia sempre.

Scuse tipo “Non abbiamo soldi ” sono spesso difficili da comprendere
La logica primaria fornita in quasi tutte le richieste di fotografie gratis è il vincolo di bilancio, nel senso che il richiedente dichiara una mancanza di fondi per il pagamento delle fotografie.

Tali richieste provengono spesso da organizzazioni hanno un sacco di denaro a portata di mano, sia che siano aziende quotate, enti pubblici o parastatali, o anche le ONG .Spesso, se date un’occhiata a ad un archivio pubblico o altro documento informativo simile potete vedere che il soggetto interessato ha accesso a ingenti finanziamenti, più che sufficienti per pagare ragionevolmente i fotografi ed ecco perché dovrebbero scegliere di farlo.

A peggiorare le cose, è evidente che troppo spesso, di tutte le parti coinvolte in un progetto o sforzo particolare, i fotografi sono gli unici chiamati a lavorare gratis.Tutti gli altri vengono regolarmente pagati.

Considerando dati come questo, si può forse capire perché spesso ci sentiamo trascurati quando ci viene detto che: “Non abbiamo i soldi.” Tali affermazioni possono avvenire attraverso un cinico stratagemma allo scopo di trarre vantaggio da persone credulone.

Dobbiamo tenere a bada il nostro bilancio

Con alcune eccezioni, la fotografia non è una professione altamente remunerativa. Abbiamo scelto questa strada in gran parte per la passione che abbiamo per la comunicazione visiva, arti visive, e le materie in cui siamo specializzati.

L’aumento sostanziale di fotografie disponibili via Internet negli ultimi anni, assieme ad un budget ridotto di molti compratori di foto, ha comportato che i nostri già scarsi redditi si sono ridotti ancora di più.

Inoltre, essere un fotografo professionista comporta notevoli investimenti in termini di denaro.

La nostra professione richiede, per sua natura, attrezzature costose. Abbiamo bisogno di comprare macchine fotografiche, obiettivi, computer, software, dispositivi di storage e, altri strumenti in maniera regolare. Inoltre le cose si rompono e necessitano di essere riparate. Abbiamo bisogno di archiviare tutti i nostri dati, poiché come un tazza di caffè messa nel posto sbagliato, si potrebbero letteralmente cancellare anni di lavoro. Per tutti noi, gli investimenti in hardware e software essenziali comportano spese di migliaia di euro l’anno, così come abbiamo bisogno di essere costantemente aggiornati sulle nuove tecnologie e best practise.

Inoltre, il viaggio è una grande parte di molte della nostra professione. Spendiamo un sacco di soldi per il trasporto, alloggio e altri costi legati ai viaggi.

E, naturalmente, forse più importante, vi è una somma di denaro da considerare per il tempo e l’esperienza che abbiamo investito per diventare esperti in quello che facciamo, così come i rischi personali che spesso ci assumiamo. Scattare fotografie può richiedere solo il premere il pulsante di scatto della fotocamera, ma la creazione di immagini richiede abilità, esperienza e giudizio.

Così la verità è che, anche se capiamo le esigenze economiche , da un punto di vista pratico, semplicemente non possiamo permetterci di aiutare tutti coloro che chiedono.

Fare “credito” non significa molto
Premessi i vincoli economici,parte integrante delle richieste di immagini gratuite è spesso la promessa di dare “credito” e di “esposizione”,del nostro nome sovrimpresso sulla fotografia,un link, o forse anche una menzione specifica, come una forma di compensazione in sostituzione di remunerazione economica.

Ci sono due grossi problemi con questo.

In primo luogo, ottenere credito non è uguale a ricevere un compenso .Abbiamo fatto, di tutto, per creare le immagini in questione, e quindi la remunerazione economica dovrebbe essere automatica. Non è qualcosa che speriamo una terza parte sarà così gentile da concederci.

In secondo luogo, il credito non paga le bollette.Mentre si spera di averlo chiarito precedentemente, lavoriamo duro per ottenere il denaro necessario da reinvestire nelle nostre apparecchiature fotografiche e per coprire le spese di business correlate.Oltre a questo, abbiamo bisogno di lavorare abbastanza per pagare per beni di prima necessità come cibo, alloggio, trasporti, ecc

In breve, ricevere un credito per l’immagine che abbiamo ideato è un dato di fatto e il credito non sostituisce il pagamento.

“Sei l’unico fotografo irragionevole”

Nel caso in cui abbiamo il tempo di impegnarci con persone ed enti che richiedano foto gratis, il dialogo a volte degenera in una dichiarazione concitata diretta a noi in cui si afferma, in sostanza, che tutti gli altri fotografi, che la persona fisica o giuridica, ha contattato sono ben disposto a fornire fotografie gratuitamente, e che in qualche modo, siamo noi ad essere “irragionevoli”.

Sappiamo che non è vero
Sappiamo anche che nessun fotografo ragionevole e competente sarebbe disposto ad accettare condizioni irragionevoli. Teniamo conto del fatto che alcuni fotografi inesperti o persone a cui capita di possedere macchine fotografiche possano accettare di lavorare gratis, ma come dice un detto popolare: “Ricevi quello per cui hai pagato.”

Le notifiche sono importanti
Un’altra esperienza che ci accomuna è che quando forniamo foto gratis, spesso non riceviamo alcun aggiornamento, commento o qualunque altra forma di riscontro per farci sapere come l’evento o progetto si svolgeranno, quali sono gli obiettivi (se presenti) che sono stati raggiunti, e cosa c’è di buono (se c’è) nelle nostre foto.

Troppo spesso, non abbiamo otteniamo neppure le risposte alle email che inviamo in risposta ai vari riscontri, fino, naturalmente, alla prossima volta che qualcuno vorrà nuovamente fotografie gratis.

In primo luogo,se si accetta di lavorare gratis, si prega di avere la cortesia di darci un riscontro e farci sapere come sono andate le cose. Una vostra considerazione, seppure piccola, ci renderà più disponibili nel fornire ulteriori immagini in futuro.

Riepilogo

Speriamo che i punti sopraesposti possano contribuire a spiegare perché i fotografi in questione, elencati qui di seguito, ti hanno inviato a questo link. Tutti noi siamo professionisti appassionati del nostro lavoro e saremmo lieti di lavorare con voi, in modo tale che entrambi possiamo trarne vantaggi.

Creative Commons License

 

link originale: http://photoprofessionals.wordpress.com/italian/

 

 

 

 

Giorgio Benni

La cosa bella di questo blog, almeno per quando mi riguarda, è la possibilità che mi ha dato in questo anni di conoscere gente del mestiere, persone in gamba, veramente forti. Gente come Claudia Rocchini o Monica Silva oppure Giorgio Benni di cui parleremo stasera.

Giorgio l’ho conosciuto per per alcuni commenti lasciati proprio qui su questo blog ed alla fine, come spesso accade, l’ho conosciuto di persona mentre era a fare compere da Ikea.  Prima di allora ci eravamo sentiti “soltanto” in tutti i modi che la tecnologia moderna consente.

Ma cosa fà Giorgio Benni? Ma il fotografo ovviamente, ma non un fotografo normale…uno che ha studiato, uno che ha praticato, uno che sa di cosa parla e sopratutto sa sempre cosa sta facendo.

Potrebbero sembrare tutte cose scontate ma non è cosi, in un momento in cui tutti sono dei professionisti basta avere la reflex nuova e magari non sapere neanche cos’è un banco ottico avere la possibilità di parlare con gente come Giorgio vi assicuro che può risultare quanto meno interessante.

Basterebbe chiedergli che flash utilizza per rendersi conto che non siamo di fronte al fighetto di turno oppure basterebbe, cosa che vi consiglio, leggere l’intervista fattagli dalla rivista Fotografare (credo sia ancora in edicola).

Io sono rimasto colpito da come è partito e da come si passi nell’intervista dai Pink Floyd alla metro A di Roma. Io non riesco a non citare alcune frasi di Giorgio che dice:

Pian Piano quello che avevo cercato in me, lo iniziai a trovare negli altri. Un lavoro continuo al servizio dell’arte: mettere la mia tecnica a disposizione, senza protagonismi. Cercando di mediare il meno possibile, diventando un fotografo trasparente. Perché se ami qualcuno o qualcosa lo lasci libero.

Oppure quando gli è stato chiesto se fotografasse al di fuori del lavoro:

Si, spesso. Ritratti di amici ed amiche, familiari, semisconosciuti che me lo chiedono. Gratis ovviamente. Si guardano ritratti sul display, sono felici. Regalare la felicità con un gesto mi viene naturale. E’ straordinario. Poi fotografo i miei figli, la mia famiglia, i matrimoni dei parenti, amici campestri sulla spiaggia, una foto che terranno per sempre è un dono che faccio volentieri. Vado a casa di conoscenti e vedo le mie foto sul muro, sul comodino con loro che sorridono…Perché i talenti si usano, non si sotterrano.

 

Questo fa capire molto su chi è. E prendete carta e penna oppuro no, meglio, fatevi tatuare sull’avambraccio questa frase:

Per me le macchine fotografiche sono uno strumento di lavoro, le uso e le intendo cosi, una vale l’altra se rispondono ai miei standard, non sono un feticista.

Scioccane vero? E guardate come conclude l’articolo, dopo che a Giorgio è stato chiesto cosa consiglierebbe ai giovani, mai capito perché fanno sempre questa domanda.

Vorrei dire ai giovani di stare attenti, ragazzi non perdetevi in cose poco concrete. Il tempo passa e alle 21 la metro A chiude per lavori. C’è un’autobus sostitutivo ma è sempre pieno.

Ovviamente l’articolo è molto molto più interessante e completo di questo piccolo post ma spero di aver reso almeno il giusto a Benni.

Come firmare le foto con Gimp

Abbiamo parlato di come firmare le foto con Photoshop e adesso passiamo a Gimp. Anche in questo caso ricorreremo all’uso di un pennello a forma di “firma”.
Per prima cosa create una nuova immagine in scala di grigi, ovvero impostare nelle opzione avanzate, spazio colore : scala di grigi, e nello sfondo: Trasparenza. Continue reading “Come firmare le foto con Gimp”

Come firmare le foto con Photoshop

Sei un appassionato di fotografia, vuoi pubblicare i tuoi scatti su Internet ma hai paura che qualcuno possa rubarteli violando il tuo copyright? Non temere, è impossibile evitare che te le rubino !!! Ma puoi semrpe renderle più fighe aggiungendo una bella firma, che ne dici? In passato ho spiegato come farlo ad esempio con FastStone Image Viewer su una serie di immagini, ma vediamo come possiamo farlo con l’aiuto di Photoshop.

Per prima cosa dovrete avere a disposizione una firma da inserire, tipo quella che vedete nell’immagine sopra. In quel caso la firma è stata fatto con l’utilizzo di un font e dello strumento testo ma nulla vieta di scannerizzare una vostra firma vera.

La prima cosa da fare è quella di definire un nuovo pennello, andiamo su edit (modifica) e poi su define brush preset (definisci pennello), diamo un nome al nostro pennello. Continue reading “Come firmare le foto con Photoshop”