IL MIO WORKFLOW di elaborazione: dal RAW al JPG

Dopo aver postato sulle (mie) strategie di backup mi sono state chieste delucidazioni su quale fosse il mio flusso di lavoro. Per flusso di lavoro intendo dal ritorno a casa con i RAW nelle schede fino ad arrivare al jpeg finale ed alla consegna e conservazione delle foto.

Anche stavolta lo condivido volentieri cosi posso ragionarci su e magari beccarmi qualche vostra dritta.

Inizio in maniera molto schematica. Vi ricordate com’ero messo in fatto di dischi?

Ma andiamo con ordine:

1. Arrivo a casa.
Come vedi nell’immagine qui sopra ho un disco che si chiama WORKING dove scarico immediatamente le schede e da li poi vanno su MASTER (8Tb) + SLAVE_1(8Tb) + SLAVE_2019 (4Tb). Prima di ogni cosa copio soltanto i RAW, ben 4 copie. Li copio su Working non a caso ma con questo schema:

Anno -> Data -> Titolo Lavoro

Ogni cartella di lavoro contiene/conterrà almeno 2 cartelle:

– provini (nell’immagine sopra non la vedete perché è una cartella già congelata)
– consegna (o elaborate)
– la cartella con il catalogo Lightroom (nell’esempio sopra è la cartella Sara)
– se richieste anche stampe c’è anche la cartella stampa con dentro i vari formati

In questo modo copiando tutta la cartella si sposta tutto il lavoro catalogo LR compreso. Come vi ho anticipato la alla fine dei giochi la cartella provini viene buttata cosi come quella della consegna ma non prima di essere copiata sul cloud per la “consegna” delle foto. Faccio cosi perché se mai me le richiedessero le ri-esporto da LR senza problemi avendo il catalogo con le modifiche memorizzate.

2. Lavorazione delle foto

Una volta messe in sicurezza copio le foto da lavorare sul disco C perché è una M.2 nvme (una disco solido che sembra un banco di RAM e che ha prestazioni elevatissime).

La prima cosa che faccio è la creazione dei provini in formato 1200px lato lungo a 72dpi. Per fare questo utilizzo FastStone Image Viewer, comodo e veloce. Nei provini, in basso a destra, faccio scrivere dal programma in nome del files cosi da avere sempre chiaro qual’è la foto.

Appena finito di generare i provini li carico sul cloud dove c’è una cartella che ho condiviso con la persona che dovrà avere le foto in modo che possa avere l’idea di massima di quello che abbiamo fatto anche se i provini senza elaborazione sono lotanti anni luce dalla foto finale. Ma ho visto che questa cosa fa piacere.

La selezione della foto la faccio LR utilizzando le stelline. In genere se non ho fretta faccio tre passaggi, la prima selezione è di pancia ovvero se ho dubbi la foto è dentro. La seconda è più cattiva ovvero se ho dubbi la foto è fuori. La terza è quella spietata e tiene conto di molti fattori fra cui il numero di foto che devo/voglio consegnare.

3. Consegna foto

Per la consegna foto utilizzo il mio cloud (una installazione sul mio dominio dell’open source Nextcloud) dove ho cartelle con nome “cliente” e lavori fatti. Esistono app di Nextcloud per qualsiasi sistema operativo sia per cellulare che pc/mac e si usa esattamente come usereste Google Drive.
Uso questo e non i vari Drive Box ecc perché con il contratto che ho con Aruba, per il blog ed altro, hanno fatto la cazzata di darmi spazio disco illimitato. Non è velocissimo ma a me va bene cosi (soluzione economica).

Altra opzione è il classico Wetrasfer (o alternative). Molti preferiscono cosi.

4. da RAW a DNG per le foto non consegnate per risparmiare spazio.

Quando ho finito la consegna ed ho quindi selezionato e consegnato le foto ed ovviamente il “cliente” è soddisfatto faccio una conversione dei NEF (il formato RAW della mia Nikon D800) nel formato open source DNG. Questo non per motivi etici o chissà ma semplicemente cosi posso compressione (con perdita perdita) i miei files risparmiando un bel po di spazio. Questo porta i negativi a pesare dai 40 anche a soli 10 Megabyte. Per i lavori meno importanti o che non me ne frega poi cosi tanto lo faccio su tutte le foto per quelli a cui tengo di più la conversione la applico soltanto alle foto NON consegnate.

Lo si può fare sia con Lightroom oppure utilizzando AdobeDNG Converter che lo fa per intere cartelle ed in modalità batch. Il vantaggio di farlo in LR è che posso selezionare le foto come mi pare ad esempio, è cosi che faccio, quelle NON valutate ovvero scartate. Nel mio caso quelle con valutazione minore di 3 stelle.

Con DNGConverter non hai la possibilità di discriminare nulla e lo uso soltanto in alcuni casi. Ah, un trucco se non avete LR e volete essere comunque selettivi è quello di spostare i RAW “buoni” in una sotto cartella e processare le altre foto.

5. Cancellazione cartelle “inutili”

Sempre nell’ottica di risparmiare spazio, quando la situazione è congelata ovvero la consegna è andata a buon fine, cancello dai miei hard disk tutte le cartelle non necessarie ovvero quelle dei provini, delle consegne e delle eventuali stampe (delle quali avrò comunque una copia sul cloud a disposizione mia e dei destinatari).

6. Sincronizzazione dei vari hd

Durante la lavorazione (vi ricordo che la faccio su C) sincronizzo soltanto il catalogo con quello contenuto nel disco WORKING per avere un backup delle lavorazioni. Una volta finito tutto (lavoro consegnato) ho 1 copia di lavoro ed un suo backup su WORKING, tramite FreeFileSync allineo i vari dischi ed alla fine cancello la cartella sia su C che su WORKING perché ne lascio “soltanto” tre copie.

OCCHIO a questa fase. Non fate danni e prima di cancellare assicuratevi che la sincronizzazione sia come vi aspettate.

7. Caricamento mensile delle foto su Amazon Photo o simili

Questo step è legato molto alla quantità di dati che avete da backuppare ed alla qualità della vostra connessione ad internet. Senza dettagliare troppo io ogni tanto allineo il MASTER con lo spazio su Amazon tramite il loro client che va capito bene ma alla fine fa il suo dovere. Non dettaglierò lo step perché ci sono delle ottime guide in giro.

8. HD per mamma

Questo step può essere considerato facoltativo, secondo me, se utilizzate tre copie + cloud che di fatto è una delocalizzazione di uno dei backup. Potreste addirittura avere 2 HD locali ed il cloud se la vostra rete lo permette. Comunque se avete l’ansia ogni 3-5-6 mesi a Natale, vedete voi, copiate tutto quello che avete di prezioso in un hd e portatelo da mamma. Fine.

Porta le tue foto nel futuro con la DeLorean

E già, 500 Gbyte di spazio in questo bellissimo HD esterno in scala 1:18 che custodisce al suo interno un Seagate. Con 250 dollari potrebbe essere un bel regalo per il vostra amoruccio fotografo, capito ?!

Via | PetaPixel

Adebis Photo Sorter: sistema le foto in sottocartelle leggendo gli EXIF

Se non si è naturalmente una persona organizzata, molte volte andare a cercare delle foto sull’hard disk diventa un problema.

Potrebbe essere utile organizzare le stesse in cartelle con ANNO/MESE ad esempio. La soluzione più semplice è quella di farlo a mano (che non si sbaglia mai) oppure affidarci a dei programmi appositi.

Adebis Photo Sorter è un programma gratuito per Windows che utilizza i dati EXIF per rinominare in modo automatico e / o organizzare i tuoi file immagine in sotto directory, lasciando comunque intento il file originale. Supporta quasi tutti i formati di immagine, JPEG, TIFF, DNG (Adobe), NEF, NRW (Nikon), CR2 (Canon), ARW (Sony), PEF (Pentax), ORF (Olympus); RW2, RAW (Panasonic).

Pensate che potete scegliere di rinominare i files con dei valori letti dai dati EXIF.

Workflow del fotografo di matrimonio (e non)

Ho avuto da Matteo Cuzzola (http://www.matteocuzzola.com/), fotografo matrimonialista e non solo, il permesso di riportare qui un suo post, essattamente questo.

Workflow fotografico del fotografo di matrimonio (e non)

Implementare un workflow fotografico consistente, per un fotografo professionista è una parte importante del lavoro.
Infatti solo organizzando in maniera strutturata tutte le fasi del lavoro si può lavorare in maniera efficiente e sicura.
I parametri di lavoro fondamentali per un fotografo di matrimonio, ma non solo di matrimonio, siano le seguenti:
– efficienza (ottimizzazione di tempo e risorse)
– qualità (risultato finale)
– efficacia (raggiungimento degli obiettivi)
– sicurezza dei dati (backup!)
– downtime minimi (tempi di fermo lavoro)
Una volta compreso come implementare un sistema di backup consistente ed un workflow efficiente si può garantire un prodotto di
grande qualità con alti margini di garanzia.
Il workflow fotografico che rispetta le prerogative di un professionista della fotografia, deve coprire tutte le fasi del lavoro:
– Import dei file
– Catalogazione e rating
– Sviluppo delle immagini
– Export dei file finali
– Pubblicazione/presentazione web
– Stampa
– Backup! Backup! Backup!
La soluzione che ho scelto per il mio workflow ruota tutta intorno al software Abobe Photoshop Lightroom che mi permette di seguire quasi in toto
le fasi di lavoro. Usare un software unico per tutte le fasi del mio lavoro è la chiave che mi da consistenza e razionalità al flusso di lavoro.
Meno tempo devo dedicare alla fasi noiose e routinarie, più tempo posso dedicare alla parte creativa ed alla cura delle immagini che produco per i miei clienti.
A questo punto vediamo nel dettaglio qual’ è il workflow che ho elaborato per gestire un servizio fotografico.
Le risorse a mia disposizione sono le seguenti:
Computer:
[MacBook PRO 17″] – macchina per l’elaborazione delle immagini
HardDisk esterni:
RAID Western Digital (2 hdd fisici da 1TB in mirror)- contiente tutti i file originali ed elaborati
HDD Esterno con backup completo dell’ hardisk del MacBook (TIME MACHINE)
A questo punto come approcciare un servizio di matrimonio ?
Presupposti:
– durante la lavorazione di un servizio tengo una copia dei file RAW sul MacBook e una copia nel RAID, questa scelta mi da l’ elasticità di poter elaborare le immagini in qualunque posto io sia, senza essere legato al RAID.
– non uso un catalogo unico per tutte le mie immagini, sia per ragioni di prestazioni (catalogo grande=catalogo più lento) che per ragioni di sicurezza (avere tutte le informazioni e modifiche in un unico file mi fa venire la pelle d’oca solo a pensarci) ma ho scelto di creare un catalogo per ogni servizio fotografico quindi ho creato un catalogo LR di default (vuoto) con tutte le impostazioni che preferisco, dall’ interfaccia alle impostazioni per l’ export in modo da avere sempre pronto un Catalogo LR preimpostato da cui partire con un nuovo servizio.
A dire il vero la vera esigenza di un catalogo di default sta solo nella configurazione di alcuni plug-in.
Al lavoro:
In una directory WIP (dove metto tutti i “Work in Progress” solo per il tempo di lavorazione) del MacBook copio il catalogo di default e lo rinomino con le indicazioni del servizio es.: Cat_Wedd-X1.cat
Importo con LightRoom nel catalogo i file dalla memory card copiando i file originali in un subfolder di WIP che chiamerò Wedd-X1, e contemporaneamente (lightroom lo permette facilmente) creando una copia dei RAW nel RAID.
A questo punto i miei file originali si trovano in 3 hdd fisici differenti:
– 1 HDD del MacBook
– 2 HDD del RAID
il livello di sicurezza mi sembra già abbastanza buono.
Ma per non saper ne leggere ne scrivere, lancio un backup, incrementale con il software TIME MACHINE (compreso con OS X) in modo da avere le copie del WIP (RAW e Catalog) immediatamente accessibili con un restore.
La particolarità di TIME MACHINE sta nel fatto che memorizza varie versioni dei file, quindi nel caso remoto che il file del catalogo di corrompa, sono sicuro di ridurre al minimo la perdita di lavoro, in quanto potrò accedere a tutte le diverse versioni precedenti del catalogo stesso, questo mi potrà far perdere al massimo l’ ultima ora di elaborazione.
Non male no ?
Riepilogando la situazione delle copie dei file è la seguente:
– MAC\WIP\Wedd-X1: RAW + Catalogo LR
– RAID\Weddings\2010\Wedd-X1: RAW + Catalogo LR
– TIMEMACHINE backup con verioning dei file di MAC HDD
Ora sono tranquillo e posso cominciare a scegliere le foto.
Di solito, in questa prima fase seleziono solo le foto da elaborare e cancello quelle sbagliate, in modo da preparare il successivo lavoro di elaborazione in maniera pulita, lo faccio con LR, naturalmente quindi dopo o durante questa fase devo ricordarmi di innescare TIMEMACHINE per il backup del catalogo.
Poi, una volta elaborate tutte le immagini arriva il momento dell’ export con LR dei file ad alta definizione pronti per la stampa, questa fase non presenta particolari criticità, esporto i file direttamente nel RAID senza consevare copie in quanto avendo il catalogo e gli originali in più copie di backup sono facilmente recuperabili.
Creati il file ad alta risoluzione, preparo la web gallery per il miei clienti, sempre con LR uso il plugin SlideShow PRO che mi permette di pubblicare direttamente su una pagina del mio sito uno slideshow di grande qualità, con la musica di sottofondo e personalizzabile con molti effetti.
Date un’ occhiata al sito http://slideshowpro.net è eccezionale.
A questo punto il lavoro è quasi finito.
Il folder WIP sul MACBook è solo temporaneo e a fine lavoro verrà svuotato, quindi va spostato il catalogo (contenente tutte le modifiche ai file) nel folder corrispondente sul RAID (RAID\Weddings\2010\Wedd-X1).
Lightroom a questo punto non troverà più le immagini, ma basta fare un RELOCATE deo file e dirgli che sono nel path del RAID.
Magicamente tutte le modifiche saranno portare sui file RAW presenti nel disco esterno.
Manca solo il backup finale su DVD come segue:
DVD Backup:
– NEF
– Jpeg ad alta risoluzione
– Jpeg a bassa risoluzione
– Cat_Wedd-X1.cat
Ancora non è finita…
Ogni fotografo di matrimonio che si rispetti ha un ALL THE BEST da mostrare ai suoi clienti, ma come fare se le immagini di ogni matrimonio sono catalogate su diversi cataloghi ?
Ho creato un catalogo dove importo, alla fine di ogni lavoro solo le foto che hanno un rating superiore o uguale a 4 stelle.
Questo catalogo lo tengo nel MacBook in modo da averlo sempre con me, naturalmente in questo caso non copio i file in locale ma lascio che LR li tenga referenziati sul RAID. Per visionarli non è necessario essere connessi al disco esterno, quindi è utilizzabile per le presentazioni quando vado da un cliente.
Ecco, credo che siamo arrivati alla fine, il workflow, una volta metabilizzato è abbastanza semplice, l’importante è posizionare i dati sensibili in più copie su diversi dispositivi fisici (HDD) e in ultimo anche ottici.
La legge di Murphy è sempre in agguato, specialmente per i fotografi di matrimonio!

Fotobounce: scaricare gli album fotografici di FaceBook con un click

Come al solito Maestro Alberto è una fonte inesauribile di informazioni e di notizie utili. Come quella che riguarda Fotobounce.

fotobounce

Fotobounce è un software gratuito che consente di scaricare gli album fotografici di FaceBook e Flickr in modo semplicissimo e veloce con un click.

In questo modo potremo visualizzare ed usare le nostre foto direttamente sul computer senza doversi connettere ad internet. Oppure effettuare un backup prima di chiudere un account.

L’utility dispone del riconoscimento facciale e ci consente dunque di etichettare al volo le immagini.

Permette anche di scaricare gli album fotografici dei nostri amici di FaceBook e funziona come uploader. Vale a dire che tramite il software possiamo caricare le immagini dal computer nei nostri account di FaceBook e Flickr.

Ciò consente di trasferire facilmente le foto da un servizio all’altro.

Fotobounce al momento gira solo in Windows.

Via | Digital inspiration

da maestroalberto

Fotografie digitali per tutta la vita?

Ho letto un interessantissimo articolo di Michael Zhang su PP ovvero Peta Pixel che affrontava il problema della conservazione delle fotografie digitali e non. Ne prendo volentieri spunto per fare anche io alcune considerazioni a riguardo.  Il mio post sarà, come vedrete, una traduzione/addattamento/spunto dove inserirò ogni tanto qualche considerazione. Ecco perché vi consiglio comunque di andare anche a leggere l’originale.

Barcellona da bere

Per farla breve Michael, ma anche io sono daccordo, racconta di come molta gente pensi che la conservazione delle foto in digitale sia più sicuro e durevole in termini di durata della pellicola. Anzi, pensano che un file una volta scritto starà li per sempre. In realtà è vero tutto il contrario. Una volta sviluppato un rullino, il degrado fisico della pellicola sarà (se ben conservata) nullo in confronto a quello dei file digitali che vanno inevitabilmente incontro al (termine tecnico) bit rot:

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Questo degrado non riguarda soltanto i  Floppy disk e/o i nastri magnetici ma come vedremo vale anche per i CD ed i DVD. In questo ultimo caso si fare qualche cosa in più conservando i dischi in un luogo buio, fresco e senza umidità. Un altro consiglio che vi dò io è quello di comperare sempre supporti di qualità, io utilizzo i Verbatim AZO ma credo che Kodak e TDK (per sentito dire, non ho dati scientifici) vadano bene. Michael racconta ancora di come egli effettui due copie di backup delle foto, una su un hard disk esterno e una su un DVD-R. Questa, come lui stesso ammette,  non è certo la soluzione migliore ne tanto meno quella definitiva, tant’è che lui stesso è costretto ad effettuare periodicamente controlli sui supporti di backup e per sicurezza, periodicamente, effettuarne ulteriori copie.  Ovviamente non aspettate che il supporto inizi a rovinarsi.

Per farla breve, quali sono le precauzioni da prendere per effettuare un backup sicuro dei nostri lavori digitali?

Quali sono i metodi possibili per l’archiviazione delle nostre foto?

Dischi ottici

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I costruttori sostengono che l’attuale qualità dei loro supporti fà si che i CD-R e DVD-R possano durare  fra i 50 e 100 anni, ma questo presuppone di aver acquistato i dischi più costosi sul mercato e di averli utilizzati in condizioni favorevolissime. In realtà la maggior parte degli esperti, dice Michael, ritengono che la durata dei CD-R si aggiri intorno ai 6 anni mentre i DVD-R arrivino al massimo 15.  La verità, sempre secondo Michael, è che la maggior parte dei nostri dischi non durerà cosi tanto perchè molti di noi sono molto più attenti ed informati circa il costo dei supporti che non sulla loro qualità/”aspettativa di vita”. Questo ci/vi porta ad acquistare dei supporti non sempre al top, anzi. Aggiungiamo poi una cattiva conservazione ed il guaio è fatto. Un’altra cosa a cui nessuno o quasi bada è quella di utilizzare la più bassa velocità di masterizzazione possibile. Ma ecco alcuni consigli:

  1. Qualità: acquistate soltanto dischi di altissima qualità se possibile
  2. Masterizzazione: masterizzate i dischi alla velocità più bassa disponibile
  3. Conservazione: Conservare i dischi in custodie di plastica, meglio se dura e riponeteli in un luogo buio con temperatura costante ed al riparo dalla luce diretta e fonti di calore
  4. Utilizzo: Assicuratevi sempre di aver cura dei vostri dischi. Evitare di toccarne il fondo e nel caso pulitelo. Se il disco ha un brutto graffio potrebbe non essere più leggibile, verificatelo e comunque fatene un’altra copia.
  5. Etichettatura: Non etichettate i dischi con etichette adesive o marcatori permanenti, ci sono dei pennarelli appositi che non contengono sostanze che possono rovinare il disco. Il vi suggerisco di non scivere nulla sul supporto ma soltanto sulla custodia anche se sarete costretti, cosi facendo, a stare molto attenti a non michiare i DVD.
  6. Mantenimento: Se siete paranoici sul serio, potreste valutare l’ipotesi di effettuare nuove copie di tutti i vostri supporti periodicamente, per questo i consiglio di scrivere sulla custodia la data di masterizzazione e quella della presunta “scadenza”.

Io, Adolfo, non vi consiglio di utilizzare questo tipo di supporto per le cose davvero importanti. Almeno non solo questo.

Hard Disk

Diciamocelo, anche gli hard disk non sono eterni come ci piacerebbe fossero. Molti produttori offrono garanzie di “soli” 3/5 anni.

Una considerazione che voglio fare è di tener presente che la durata di unità che restano sempre accesi è maggiore di quelli che vengono accesi e spenti più volte al giorno. Le rotture dei dischi avvengono quasi sempre in fase di accensione.

Un modo “semplice” per stare tranquilli, come per i CD DVD, è quello di memorizzare gli stessi dati su hard disk diversi. Questo perché è altamente improbabile che si rompano contemporaneamente ( senza tener conto della legge di Murphy ).

Questo “semplice” concetto è alla base dei sistemi RAID, una tecnologia sviluppata per garantire maggiore sicureza ai dati aziendali e poi “calata” come il suo prezzo fra i comuni mortali.

Ci sono vari livelli di RAID, ma la strategia della doppia copia (RAID 1) è quella che probabilmente conoscete.

In pratica, faccio il mio caso, comperate un aggeggio (LinkSys NAS200, ci ficcate dentro 2 dischi da 500Gbyte (totale 1 Tbyte) lo “installate” ed ottenete all’apparenza “soltanto” 500 Gbyte. Come mai? Ne vedete la metà perché ogni volta che scriverete o cancellerete un file sull’aggeggio si occuperà lui di farne una replica sull’altro hard disk. Se ne guasta uno? nessun problema, ci infili un’altro disco uguale e lui fà immediatamente una replica dei dati su esso.

Oggi come oggi poi è possibile acquistare anche pc desktop dotati di controller RAID.

Alcuni consigli disco rigido:

  1. Acquisto: Risparmiare prendendo dischi grandi a buon mercato non è sempre una buona idea. Cercate su internet e nei forum quali sono i dischi più validi e di cui si parla meglio.
  2. Manipolazione: movimenti bruschi o urti possono significare la fine dei vostri dati, soprattutto se questo accade durante la fasi di avvio del disco. Fate sempre attenzione, io ho scelto una unità di rete, più lenta, per non doverla spostare mai.
  3. Mantutenzione: Come per i CD DVD anche i dishi rigidi con il tempo si romperanno. Se non avete i suddetti sistemi RAID che hanno la possibilità di avvisarvi anche via email, usano un sistema di diagnostica chiamato SMART  (da cui deriva sto a smarti ^_^ ) dovrete effettuare un controllo periodico dei dischi ed in caso di necessità sostituirli. Esistono molti programmi anche gratuiti che vi possono aiutare, cercate su internet.

Stampe

Diciamo la verità, se vogliamo essere sicuri che i nostri nipoti vedano le foto che abbiamo fatto, l’unico modo è quello di stamparle! Tenete presente che anche in questo caso ci sono delle grandi differenze. Se ve la stampate a casetta con la carta da pacchi e le cartucce da 1,40 euro mi sa che non arriveranno molto lontano. Dopo un’anno (ho fatto delle prove) diventano sempre più rosse fino a sparire del tutto! Anche qui, affidatevi ad un buon laboratorio che usi carta e macchinari di alta qualità, magari le vostre foto dureranno tutta una vita.

Alcuni suggerimenti:

  1. Carta e inchiostro: Sia l’uno che l’altro sono importantissimi per una stampa che sia bella e sopratutto che diri nel tempo. Fate anche stavolta una ricerca cosi da fare una scelta oculata. Anche io mi incazzo quando le cartucce originali mi costavo 4 volte quelle commerciali (per la carta vale lo stesso), ma alla fine ho sperimentato che quelle fatte a risparmio di foto sono da buttare dopo qualche tempo!
  2. Come conservare le stampe: Come e sopratutto dove conserverete le vostre stampe è fondamentale per la durata delle stesse. Il classico album con i contenitori in plastica vanno anche bene ma mi raccomando aspettate che le stampe si siano asciugate per bene, qualche ora 8-9 va bene! Anche un’album tipo matrimonio è perfetto e quando le sfogliate niente dita sopra!
  3. Dove conservarle: indovinate? dovete conservare le fotografie in un luogo fresco, asciutto e magari buio. Calore, umidità ed anche la luce possono causare effetti disastrosi sulle stampe. Ah, se le appendete da qualche parte, mi raccomando evitate che siano esposte alla luce solare diretta. Fate un’esperimento. Stampate due copie della stessa foto, conservatene una ben benino mentre la’ltra mettetela per una settimana esposta al sole diretto. Poi fate un confronto.
  4. Maneggio: Evitare di toccare la superficie delle stampe, poiché le dita, ovviamente, non sono chimicamente inerti e se proprio dovete lavatevi zozzi ^__^

Online

Visto che il cloud computing sta diventando un affare piuttosto grosso, non sarebbe da sottovalutare la soluzione di acquistare un’hard disk online dove scaricare i propri dati. Un esempio è quello di AmazonS3La questione è, dovresti fidarti di loro?  In teoria essendo un servizio professionale con sistemisti pronti ad intervenire e con backup periodici dire di si. Se la mia/nostra connessione ad internet non facesse cosi cagare un pensierino io ce l’avrei già fatto.

Volete sapere una cosa? io penso che Atlantide era tecnologicamente avanzatissima e conservava qualsiasi cosa in digitale. Ecco perché non se ne hanno più tracce!