Darkroom Locator 2.0

Oggi vi presento un interessante progetto dal nome “darkroom locator 2.0

Il progetto è una “costola” del più ampio progetto “analogica.it – Passione per la fotografia ai sali d’argento”.

Analogica.it nasce nel 2009 da un’idea dell’amico “etrusco” (http://www.pensando.it/wp/index.php/chi-sono) come Forum dedicato alla condivisione e divulgazione delle conoscenze legate alle tecniche di camera oscura, ossia a tutte quelle pratiche e metodologie che ruotano attorno al mondo della fotografia tradizionale dai più conosciuta come “fotografia analogica” o “fotografia chimica“.

Conta anche un blog e presto potrebbe veder nascere una wiki dedicata proprio alla fotografia tradizionale o chimica, anche se la cosa è ancora in una fase di studio e discussione sul forum.

Tornando invece a darkroom locator pochi giorni fa l’amico etrusco ha rilasciato la versione 2.0, cerchiamo di ricostruirne la genesi e capire a cosa serve.

Era esattamente un anno fa quando venne rilasciato darkroom locator V1.0 e io stesso ne parlai qua sul blog.

A distanza di un anno le segnalazioni sono diventate quasi cento, sono state raccolte numerose richieste da parte degli utenti del forum analogica.it e così è nata la versione 2.0 di darkroom locator.

Cosa fa darkroom locator 2.0?

Permette a tutti gli utenti della rete (iscritti o no al forum) di segnalare :

– una camera oscura privata (in garage o in cantina o in bagno … )

– dove abita un utente del forum

– dove si trova un mercatino fotografico di oggetti analogici

– dove si trova un circolo fotografico

tramite un tool grafico su mappe google.

Queste segnalazioni andranno a determinare un network di utenti e “point of analog interest” attraverso il quale sarà possibile:

– Sapere quante camere oscure private ci sono in italia.

– Sapere quante camere oscure private ci sono nelle vicinanze di un determinato punto geografico.

– Sfruttare il network di analogica.it per contattare gli altri utenti ed organizzare privatamente sessioni di CO multiutente; questo per eventualmente risparmiare e sfruttare le conoscenze di tutti.

– Sapere dove si trova un utente del forum per organizzare sessioni fotografiche o workshop gratuiti

– Sapere dove si trova un mercatino di oggetti fotografici analogici ed eventualmente organizzare incontri, fiere e mostre.

– Sapere dove si trovano altri circoli fotografici provvisti di materiale analogico per organizzare workshop a tema sulle tecniche di camera oscura.

e tanto altro ancora…

Tutto questo è darkroom locator.

Cosa c’è di nuovo in darkroom locator 2.0?

Molto, oserei dire tutto …

1 – E’stato riscritto per intero il motore grafico che gestisce le google maps; si è passati da una gestione “Cloud” via fusion tables (http://www.google.com/fusiontables/Home/) ad una più classica e personalizzata gestione delle segnalazioni tramite jquery/json/php

2 – Sono state migrate tutte le segnalazioni dal db cloud su fusion tables ad un data base mySql

3 – E’ stata inserita la gestione di più tipologie di segnalazione, per la precisione ora è possibile segnalare:

– camera oscura privata

– utente forum

– mercatino fotografico

– circolo fotografico

4 – E’ stata inserita la possibilità di filtrare per :

– tipologie di segnalazione

– regione

– provincia

5 – E’ stata migliorata la gestione della selezione di un punto sulla mappa; ovvero è stata ottimizzata la geolocalizzazione della segnalazione con l’ausilio della funzionalità di reverse geocoding oferta dalle google maps. Ora viene mostrata la regione/provincia/città/via/civico del punto che l’utente ha scelto come “segnalazione” (camera oscura, utente, mercatino, …)

6 – E’ stata inserita la possibilità di condividere il tool sui principali social network

Queste le principali modifiche apportate dall’etrusco con la versione 2.0

Come funziona darkroom locator 2.0?

All’apertura della pagina appaiono tutte le segnalazioni fatte fino ad oggi:

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Sulla sinistra abbiamo il pannello di inserimento della segnalazione

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Mentre sulla destra abbiamo quello di gestione dei filtri e di visualizzazione dei totali:

3

In basso, iconizzabile, un ulteriore pannello per la condivisione del tool sui vari social:

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Cliccando su un punto qualsiasi della mappa google viene mostrato il reverse geocoding della coordinata scelta:

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A questo punto è possibile inserire i propri dati e registrare la segnalazione:

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Per maggiori informazioni su come inserire una segnalazione vi consiglio di dare uno sguardo a questi due video tutorial.

1 – Come filtrare sulla mappa

 

2 – Come inserire una nuova segnalazione:

VENDO: Condor Timer “E” per Camera Oscura

Visto l’arrivo del nuovo inquilino di appena 4 mesi e mezzo vendo un po di cosine che per un po di tempo non avrei potute usare. Inizio con questo timer “da paura”, casomai dovesse servirvi andate su eBay e compratelo ^_^;

“Vendo su Ebay per scambiare piccoli beni usati non a scopo di lucro. Come per molti altri utenti anche per me si tratta di un piccolo ed utile hobby. Per questo mi sforzo di dare sempre, quando è necessario, una esatta descrizione di ciò che vendo perché ci tengo che l’acquirente sia alla fine soddisfatto, così come vorrei essere soddisfatto io, se fossi nei suoi panni. Fatemi domande se nelle mie inserzioni qualcosa non è chiara, o non siete d’accordo su qualcosa. Vi invito inoltre a dare un’occhiata ai miei feedback costruiti su transazioni reali e basati sulla comunicazione e fiducia reciproca. “

Oggetto della Vendita

Temporizzatore elettronico CONDOR TIMER E per la stampa b/n con tempi di esposizione da 0,5 a 119 secondi.

Visualizzazione dei tempi facilitata da una scala illuminata da una luce rossa inattinica.

Ingranditore collegabile direttamente con potenza max. della lampada di 1.000 W.

Relé a contatti d’argento, per l’inserimento elettrico dell’ingranditore, al posto di un Triac in maniera da evitare disturbi sulla rete e per una migliore affidabilità.

Trimmer interno per eventuale taratura.

Possibilità di applicare anche a muro l’apparecchio.

Tasto “FOCUS” per il posizionamento della carta o la messa a fuoco del negativo sul piano di ingrandimento.

Precisione della temporizzazione ± 2% su tutte le scale.

Protezione: totale con fusibile interno.

Carrozzeria: ABS nero antiurto.

Nella vendita sono compresi, oltre la macchina il timer il foglietto di spiegazioni e la scatola originali e null’altro.

Condizioni dell’oggetto

I Timer sono in perfette condizioni, perfettamente funzionanti con segni d’uso estetici molto limitati (solo la scatola un pochino rovinata), dovuti soltanto alla loro età anagrafica ed al normale uso degli stessi.

Pagamento

Sono accettate le seguenti formule di pagamento: Pay-Pal, Bonifico Bancario ma NON sono accettate spedizioni in contrassegno.

Spedizione

L’oggetto verra’ spedito entro 48/72 ore dalla verifica del pagamento. L’oggetto verra’ imballato nel migliore modo possibile, ma si declina ogni responsabilita’ per danni causati durante la spedizione. E’ possibile assicurare la spedizione con un costo aggiuntivo di 3 euro.

E’ prevista la consegna a mano cosi da potervi far risparmiare le spese di spedizione!

Garanzia

La legislazione vigente nell’Unione Europea prevede che anche i privati siano tenuti a dare garanzia sugli oggetti venduti, salvo che tale garanzia non sia esplicitamente esclusa al momento della vendita. In conseguenza di ciò anche se l’oggetto è del tutto funzionante, esso è venduto “così com’è”, con esclusione esplicita di qualsiasi forma di garanzia data dalla parte venditrice, quindi chi farà offerte per gli oggetti proposti, con la propria offerta accetta incondizionatamente l’esclusione di qualsiasi garanzia per l’oggetto stesso. 

Buona asta a tutti, per qualsiasi dubbio o richiesta non esitate a contattarmi.

Pensando.it: Darkroom Locator

Dal blog del nostro caro amico Etrusco un’iniziativa interessantissima: Darkroom Locator!

Hai una camera oscura privata in garage, in bagno od in soffitta?

Segnala la tua camera oscura ad analogica.it tramite il tool grafico “Darkroom Locator“.

Attraverso il network di “Darkroom Locator” ed analogica.it sarà possibile:

– Sapere quante camere oscure private ci sono in italia, quindi CONTARCI.

– Sapere quante camere oscure private ci sono nelle tue vicinanze

– Sfruttare il network di analogica.it per contattare gli altri utenti ed organizzare privatamente sessioni di CO multiutente; questo per eventualmente risparmiare e sfruttare le conoscenze di tutti.

Il resto su Pensando.it

Scatto, Sviluppo e stampa: le tre fasi della fotografia sono davvero cambiate?

La post produzione è davvero una "invenzione" moderna? Guardate che effetti strabilianti fatti in camera oscura nel 1941!

Oggi vi svelerò un segreto, la post produzione delle immagini, al contrario di quanto si possa pensare, non è una scoperta dei tempi “digitali”.

Ora come allora il processo fotografico passa attraverso tre fasi:

  • Lo Scatto.
  • Lo Sviluppo del negativo.
  • La “Stampa”.

Per quanto riguarda lo scatto le cose sono si cambiate soltanto marginalmente, le foto si continuano a fare usando tempi e diaframmi con il vantaggio che gli ISO nel digitale si possono variare per ogni scatto. La vera ed ovvia differenza è nel supporto di registrazione. La pellicola per l’analogico ed il sensore per il digitale. I due supporti implicano una diversa strategia di esposizione, argomento già trattato in questo post, ma nulla di stravolgente.

Per molti il processo fotografico, ora come allora, finisce qui. Scatta la foto poi basta scaricarla ed è pronta (oppure porto dal fotografo e ci pensa lui).

Ricordate da bambini come facevamo? Si scattava e poi si portava tutto al fotografo (all’epoca in cui ero bambino identificato spesso come “artigiano della fototessera”) e si aspettava sia lo sviluppo del negativo sia la stampa delle foto.

Era lui (programma interno alla reflex o persona fisica con negozietto all’angolo) che sceglieva al nostro posto se e come ottenere un certo risultato, a noi non restava che prendere quello che ci consegnava cosi com’era molte volte senza nemmeno sapere che si poteva fare altro.

Questa è una possibile scelta. A mio parere questo tipo di “passività” alla nostra creatività grossi limiti.

Come ho avuto modo di dire altrove, la fotografia parte da un’idea, da una sensazione a cui noi diamo concretezza con la nostra fotocamera, ma è in “camera chiara/oscura” che l’immagine prende vita. Far finta che la post produzione non esista o che non serva rappresenta un errore che non ci permette di esprimerci al meglio.

Le immagini che scattiamo sono nostre creature e così, come le creature, anche le nostre immagini hanno bisogno di cura e attenzione.

Pensate che i fotografi del passato non sistemassero le foto dopo lo scatto? Dovreste cercare su internet cose del tipo tirare un negativo oppure la mascheratura o bruciatura in fase di stampa (sotto vi faccio un piccolo riquadrino per spiegare le cose un pochino nel dettaglio).

Ecco come era una "vecchia" Camera Oscura, adesso l'avete dentro il vostro hard disk. da Foto-grafica.

La differenza fra un professionista ed un amatore a mio parare verte anche sulla considerazione che ha della post produzione, sia essa digitale o analogica. Le scelte La finisco qui…era soltanto per stimolare una eventuale discussione sull’argomento, magari vi va di lasciare la vostra idea a riguardo.

Ah, date un’occhiata al sito da cui ho preso l’immagine di apertura e vedrete che anche senza Photoshop si cercava di dare effetti “straordinari” alle foto.

La mascheratura del negativo si può effettuare sia proiettando ombra e luce grazie alla posizione delle mani, che interferiscono con il cono di luce dell'ingranditore, sia con piccole mascherine di cartone, fissate in cima a un'asticciola.

Mascherare e bruciare sono due tecniche complementari che hanno la stessa finalità: migliorare il contrasto locale delle stampe.

Bruciare significa allungare il tempo di posa quindi sovraesporle. Mascherare significa sottoesporre alcune parti della stampa.

Queste tecniche sono necessarie in tutte le situazioni in cui un valore medio di esposizione non è sufficiente a riprodurre in modo soddisfacente la gamma tonale in tutte le parti dell’immagine.

Un esempio tipico di bruciatura/mascheratura è quella richiesta da un cielo sovraesposto in ripresa; senza adeguati interventi: in stampa il cielo si presenterà come una zona bianchissima che tenderà a confondersi con il bianco della cornice. Per aumentare la leggibilità dei dettagli si dovrà effettuare una bruciatura facendo una seconda esposizione locale sul cielo, mascherando il resto dell’immagine, che ha già raggiunto la corretta esposizione.

Ci si può facilmente costruire da sé gli strumenti per mascherare, i cosiddetti sfumini, adattandoli alle proprie esigenze. Basta procurarsi del cartoncino nero opaco e del filo di ferro.

• Si ritaglieranno delle sagome di forma e grandezza proporzionale all’area che si desidererà mascherare, ma leggermente più piccole.
• Se le aree da mascherare sono grandi si prepareranno delle sagome con un’apertura al centro, di forma e grandezza proporzionale all’area da bruciare.
• Si applicherà poi il filo di ferro alla sagoma per poterla tenere posizionata sulla stampa senza che la mano finisca per produrre una mascheratura indesiderata..
• Durante l’esposizione bisognerà muovere continuamente il cartoncino in modo che la sagoma non produca bordi netti.
• La posizione della maschera è importante: più sarà vicina al foglio di carta, più il contorno sarà visibile.
• Attenzione al diaframma dell’obiettivo: tenetelo piuttosto chiuso per aumentare la durata dell’esposizione. Avrete più tempo a disposizione per muovere la maschera.
• Per effettuare buone mascherature occorre una certa pratica; conviene quindi provare l’effetto su un provino prima di passare alla stampa finale.
• Anche nel caso della mascheratura e della bruciatura bisogna comunque fare delle scelte: non è possibile infatti salvare tutte le alte luci o le zone di ombra profonda alternando bruciature e mascherature, pena una stampa dal sapore molto falsato.
• Bisognerà quindi decidere prima dove e come intervenire, evitando le esagerazioni. Gli stampatori esperti riescono a bruciare e mascherare a istinto e spesso utilizzano le mani per creare delle forme in continuo cambiamento, utilizzandole come degli sfumini. In questo caso però non si parla più di procedure ripetibili.
• Ricordatevi di prendere nota delle mascherature e delle bruciature sul retro della stampa o nel quaderno d’appunti per rendere la procedura ripetibile. Andranno indicate le zone della stampa che hanno subito gli interventi; l’ideale è disegnare in modo sommario l’immagine definitiva ed evidenziare le zone che sono state mascherate o bruciate e l’intensità dell’intervento.

La stessa cosa adesso la facciamo comodamente e senza creare strumenti “strani” tramite le apposite iconcine di Photoshop.

Il trattamento forzato (tiraggio della pellicola)
A volte ci si può trovare in situazioni di luce molto precaria in cui è necessario ottenere il massimo dalla pellicola; in questi casi è possibile esporla per una sensibilità superiore a quella nominale, ed effettuare uno sviluppo prolungato. In questi casi si dice che la pellicola è “tirata”.
Occorre tenere presente che aumentano anche grana e contrasto. Alcune pellicole sono progettate per questo trattamento e lo reggono meglio.

In questo caso nel processo digitale abbiamo varie possibilità, alzare gli iso in fase di scatto od aumentare l’esposizione nella fase di post produzione. Sono possibilità, ne buone ne cattive…diventano buone o cattive a seconda di come noi le applichiamo.

Una cosa che dico sempre quando tengo dei corsi è che Photoshop non è una macchina fotografia e non serve a fare belle fotografie. Le belle fotografia le facciamo nel momento in cui scattiamo! Per come la penso io la post produzione deve essere un processo atto al raggiungimento della immagine che abbiamo previsualizzato i fase di scatto e non una correzione degli errori fatti in ripresa.