L’importanza del cielo

© 2011 by adolfo.trinca

Stamattina mi sono imbattuto in un interessante post su CultorWeb scritto da Tom Dinning sull’importanza del cielo in una fotografia diciamo panoramica :-)

Tom parla di come una visita alla Tate Gallery di Londra e la relativa scoperta circa l’abitudine di William Turner, un pittore, di “appuntare” con la tecnica dell’acquerello i cieli più belli che vedeva per poi riutilizzarli nei suo quadri più grandi gli fece fare una semplice considerazione…perché non farlo anche io?

Insomma, vedete un bel cielo? fotografatelo e mettetelo da parte, potrà servirvi poi … leggete come “difende” questa tesi e fatemi sapere cosa ne pensate!

Nell’articolo, oltre a belle foto, ci sono anche dei bei consigli su come fotografare il cielo appunto.

Un anno fa

Esattamente un anno fa, erano le 19.30, atterravo a Fiumicino proveniente da Tripoli dove la situazione non era delle migliori. Ricordo la cosa rileggendo l’email che il 25/2/2011 un’amico con il quale ho condiviso l’esperienza delle Libia mando a tutti noi (per questioni di privacy ho cambiato i nomi originale con nomi di fantasia).

Grazie ragazzi.

Per quelle ore che seppure drammatiche non sono riuscite a scalfire i vostri nervi nè ad abbattere lo spirito, ognuno mostrando il meglio di sè, ognuno aprendo il cuore e i pensieri a tutti gli altri. Pensieri che sembravano sincronizzati, decisioni unanimi, desiderio di preoccuparsi degli amici prima che di sè stessi. Telefonate incessanti dall’Italia dai colleghi che per programma erano ripartiti prima della crisi ma vicini come se fossero nella stanza affianco. Si sentiva nella voce la volontà di stare con noi e un desiderio frenetico di organizzare, telefonare, preoccuparsi, chiederci notizie, fare una battuta per sdrammatizzare … Grazie a Eva, iron-lady che a vederla prima di partire pareva uno scricciolo e ha tirato poi fuori una grinta e una combattività sorprendente quando poi si è trattato di agire.

Parola d’ordine: felafe ! i cerniotti, il blog di Adolfo, la pioggia incessante che rendeva tutto cupo e disperato, le cariche dei poliziotti, la marea disperata di profughi ammucchiati in attesa di un improbabile imbarco, una madre sconsolata che si tirava dietro un bambino terrorizzato e due valige pesandi come il piombo, il caposcalo Alitalia rosso in viso di affanno e randellate, il pressing da pacchetto di mischia verso l’entrata dell’aeroporto, un italiano che s’ostinava a portarsi dietro valigie grosse come una casa e bloccava tutti. “Spingi quel vecchio di merda … !!” gridato da un Antonino esasperato. Uno zaino giallo da dove uscivano quantità incredibili di cose da mangiare, banane e datteri, cioccolata, mandorle e uva sultanina, emmenthal, litri d’acqua e un ombrello che s’è fatto il giro di mezzo aeroporto …

Grazie ragazzi, mi resterete nel cuore.

Carmine

La notizia è che il 16 febbraio scorso abbiamo riavuto la valigia, la vedete in foto, malandata e piena di batteri ma finalmente a casa.

Gianni Berengo Gardin: il fascino “artistico” della fotografia

Apprendo da ArtOfLux, il sito anzi uno dei siti del nostro amico Antonio, di questa breve intervista al maestro Gianni Berengo Gardin, buona visione.

TG1 PERSONE DEL 14 FEBBRAIO 2012
Andato in onda il: 14/02/2012

Gianni Berengo Gardin: il fascino “artistico” della fotografia

[flv width=”384″ height=”288″]https://www.adolfo.trinca.name/public/2012/02/GianniBerengoGardin.flv[/flv]

Non è persona di mezze parole Gianni Berengo Gardin e quando afferma che la fotografia non è un’arte lo fa senza nessuna esitazione. “Sono un testimone della mia epoca e tutto ciò che faccio è improntato ad etica e sensibilità sociale ma non chiamatemi artista!” Opinione perentoria la sua, probabilmente condizionata da un eccesso di modestia. E’ difficile infatti non avvertire la componente creativa e visionaria delle sue “istantanee” (un milione e mezzo dal 1954 ad oggi), per quanto tutte molto attente alla realtà quotidiana dell’uomo e delle sue comunità. Perchè il bianco e nero? La risposta, anche qui, è netta: “I colori distraggono. L’attenzione di chi osserva tende a perdersi, confondersi.” Su questa scelta Gianni Berengo Gardin segue la lezione di Henri Cartier Bresson, il precursore del fotogiornalismo, autore di straordinari ritratti della complessità umana rigorosamente privi di colore. Anche sulla natura non artistica della fotografia i loro punti di vista non differiscono molto: negli ultimi anni della sua vita Cartier Bresson abbandonò la proverbiale Leica per riprendere in mano colori, cavalletto e pennelli.

[via ArtOfLux]

Riecco la tenda di Ikea stavolta come softbox

Vi ricordate l’articolo nel quale vi proposi la realizzazione di un set per still life usando la IKEA – KOJA Tenda € 5,99 (tenda per bimbi)? Bene, adesso ci facciamo un bel softbox!

Oggi vi propongo, dopo aver visto la foto di Latente e il post su riazmissaghi.com di usarlo come softbox da 120 x 120. Ovviamente parliamo sempre di oggetti amatoriali, non spererete mica di usarli per un servizio di moda vero?

© 2008 by Latente

Ecco invece la soluzione, un po “pecoreccia”, trovata da Lactose come cavalletto. Ma tenete conto che potete usare una sedia, una scala, uno stativo economico di quelli che trovate sulle bancarelle del mercato. Basterà anche solo utilizzare del nastro telato ed un po di fantasia.

© 2008 by Lactose

Fatemi vedere che combinate ^_^

Professionisti o Professionali?

Ultimamente, sarà la vecchiaia, sto diventando sempre meno tollerante verso chi, per “diritto di IVA”, si permette di accusare gli altri di poca professionalità o peggio di plagio, che può avvenire in varie forme: dal “furto” di immagini altrui fino alla scopiazzatura delle idee, spesso talmente originali che in confronto la scoperta dell’acqua calda meriterebbe il nobel per la fisica.

Il tutto salvo scoprire,  ne parleremo più avanti, che questi stessi personaggi,  si sarebbero macchiati delle stesse “colpe” per cui si sentono in dovere di accusare gli altri!

Dopo aver avuto  a che fare, ve lo ricorderete, con persone riconducibili a 4 o 5 profili facebook, uno come modella, uno come fotografa, una come assistente e via dicendo, oppure dopo aver assistito alla pubblicazione di articoli, parlo di Clickblog, sui quali venivano scritte, con la scusa della traduzione di articolo altrui, emerite cazzate ( ed ancora stanno li!!!)… insomma dopo aver assistito a tutto ed il contrario di tutto ho deciso di dire la mia senza più tanti scrupoli, ora ed ogni volta che assisterò ad un comportamento del genere.

Anzi vi invito a segnalarmeli che magari apriamo una sezione del blog apposita, che ne dite?

Da qui in poi soltanto fatti, lascio a Voi le considerazioni. Per meglio dire, rubando a Claudia Rocchini (a mia volta ^_^) l’apertura di un suo articolo su Reflex di febbraio, dedicato a una riproduzione non autorizzata di suoi contenuti pubblicati sulla rivista, fatta addirittura da un avvocato!!!:

Mettendo assieme dati pubblici, accessibili da chiunque, ho esercitato il semplice diritto di cronaca”

Andiamo alla questione per cui mi sono “scandalizzato”. La questione è in apparenza semplice, c’è da una parte Giovanna Griffo, fondatore e amministratore di Maxartis, nonché “fotografa e Photoshop Instructor” (definizione tratta dalla sua pagina Facebook), che prima ha accusato Daniele di Stanio, leggete il post in cui riporta il tutto, di aver copiato il format “sfide di post produzione”. Non solo, l’ha accusato di offrire corsi a pagamento laddove lei i consigli li dà gratis…  poi, date le risposte civili, argomentate e soprattutto assai cortesi di Di Stanio,  ha schiesto scusa ironizzando sui “casi” ma, al posto di permettere uno scambio di idee e opinioni sul fattaccio e magari farne anche un esempio di come si gestiscono situazioni critiche sui social network, ha cancellato tutta la conversazione, bannando dalla propria pagina Facebook chi non la pensava come lei.  Vi consiglio vivamente di leggere il post di Daniele ed i commenti allo stesso.

A parte i modi e le implicazioni che non sta a me giudicare, vi voglio riportare il mio commento prima di continuare tanto per chiarire il mio pensiero:

Ritengo la professionalità, che ritengo un modo di essere, molto più importante dell’essere professionisti (dotati di partita IVA).
Detto questo gratis vuol dire GRATIS. Se ci sono banner pubblicitari e se usi la lezioncina gratis per offrire, giustamente e lecitamente, corsi a pagamento stai solo offrendo un campioncino di profumo in attesa dell’acquisto della confezione grande altro che gratis.
Sulla censura poi mi vien da ridere, oramai si sa tutto in un nano secondo e poi esiste anche la cache di google e non ultimo cancellare, bannare e altri metodi a senso unico non solo tolgono la possibilità ai terzi di farsi un’idea e alla contro parte il diritto di replica ma ritengo siano un grande autogol.
Un consiglio, in questi casi conviene catturare le schermate ( prima che democraticamente vengano cancellate ) e copiarle su un supporto non riscrivibile, quale può essere un cd-rom. In questo modo si hanno le “prove” caso mai, a titolo di esempio, si voglia fare causa a qualcuno per danno di immagine.
my 2 cents

Passiamo ora a quello che ho scoperto o meglio a quello che la vicenda in questione mi ha fatto tornare in mente. Procediamo con ordine. Non so se lo sapete, ma iscrivendosi alla newsletter di MaxArtis si ha la possibilità di scaricare guide e manuali in formato pdf. Buono, comodo ed istruttivo.

Una di queste guide è:

Come realizzare uno scontorno di una modella con capelli svolazzanti e vestito trasparente su sfondo non omogeneo in 5 minuti?? 

Potete voi stessi scaricarlo gratuitamente, addirittura senza iscrivermi da questo link. Tutto senza trucco e senza inganno, basta inserire il testo in neretto su un motore di ricerca ed il gioco è fatto.

Proprio in quell’opuscolo c’è una bellissima foto di una ragazza altrettanto bella su sfondo verde. Questa foto aveva un’aria … conosciuta ecco. Diciamo che non era la prima volta che la vedevo. Rimugina e rimugina….ahhhhhhhhhhhhhhhhhhh adesso ricordo!

L’ho vista su un dvd della linea venduta su Lynda.com, quello di Chris Orwig, a cui per inciso la foto appartiene… (si nota dagli exif). La cosa strana è che tuttavia non c’è traccia del suo nome nella guida distribuita su Maxartis a firma della Griffo.

Ma noi non vogliamo pensar male anzi, ci permettiamo di usare le parole della Griffo nella discussione con Di Stanio quando, a proposito del presunto plagio del suo format, ha così risposto a Daniele: “…sarà un caso? sarà un caso!”