Attenzione Selettiva

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IL POTERE DEL CERVELLO!

Il tuo cervello ha il potere di INGANNARTI quando guardi l’immagine qui sopra. Infatti è PROVATO che il 99% degli uomini, ad un primo sguardo, non pensa subito ad un semplice divano. Perché? E’ tutta questione di “cosa sei stato programmato a vedere”, oltre al fatto che siamo dei maiali ^_^

Questo piccolo esperimento dimostra che il cervello utilizza quella che in gergo si chiama…

ATTENZIONE SELETTIVA

Ovvero il cervello NOTA ciò che è programmato per notare e NON NOTA ciò che non è programmato per notare. Dunque vale la pena chiedersi:

  • cosa ti hanno PROGRAMMATO a vedere e cosa a NON vedere?
  • quante opportunità non stai vedendo ora, che sono proprio sotto i tuoi occhi?
  • Sei proprio sicuro che il mondo, come lo conosci, sia la realtà?
  • E’ davvero cosi difficile trovare l’anima gemella?
  • Davvero è faticoso stare in forma?
  • Che ore sono?
  • Non credi anche tu che sia cosa giusta mandarmi 50 euro?

Sono tutte domane lecite a cui sarebbe opportuno dare risposta! Ma perché vi dico tutto questo? Fondamentalmente perché oggi non ho un cazzo da fare, ma, anche per farvi riflettere su un concetto basilare.
Come diceva Fontana, se fotografi quello che tutti vedono stai fotografando il nulla. Riflettiamo.

Workshop di Marco Olivotto – Correzione del colore in Photoshop

ColorCorrection

Sabato 19 e Domenica 20 giugno 2016 con l’associazione “Diritti & Rovesci Eventi Fotografici” abbiamo ri-organizzato un corso intensivo di due giorni con uno dei maggiori esperti italiani di correzione del colore, Marco Olivotto. Il corso è destinato a fotografi (professionisti e amatoriali) e ritoccatori ed affronta problematiche di gestione del colore, lettura numerica del colore, correzione del colore, ritocco veloce del ritratto.

Location:

Diritti & Rovesci Eventi Fotografici – Via Morosina, 48 – Ciampino (Roma)

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Programma:

Il corso si divide in quattro segmenti indipendenti ma collegati tra loro. Ciascun segmento affronta un problema specifico, ma tutti assieme delineano un possibile flusso di lavoro che comprende anche la conversione delle immagini in bianco e nero.

Sabato 18 giugno – mattina:
1. Elementi di gestione del colore: come ottenere colori coerenti in un flusso di lavoro.

• Il problema di base: i dispositivi sono diversi
• Cos’è uno spazio colore
• Cos’è un profilo colore
• Cos’è il gamut
• Come si crea un profilo colore
• Gli spazi standard: una lingua comune
• Come gestire i profili colore nelle immagini
• Come impostare la fotocamera
• Scegliere lo spazio colore di sviluppo del RAW
• Le impostazioni colore in Photoshop

Sabato 18 giugno – pomeriggio:
2. Il colore nelle immagini digitali: tecniche base di regolazione e ottimizzazione.

• La gamma dinamica
• Come ottimizzare la gamma dinamica
• Come impostare Photoshop
• Le regolazioni a disposizione
• La regolazione Valori tonali
• La regolazione Curve
• Altre regolazioni utili


Domenica 19 giugno – mattina:
3. Il metodo Lab: lettura del colore e interventi sulle immagini.

• La natura del metodo Lab
• Cosa rappresentano i canali Lab
• Luminosità e colore
• Il gamut di Lab
• Cosa sono i colori noti?
• I colori noti in Lab
• Valutazione del colore
• Leggere in Lab, correggere in RGB
• Leggere e correggere in Lab
• Le maschere realizzate dai canali Lab (cenni)

Domenica 19 giugno – pomeriggio:
4. La conversione in bianco e nero

• Un originale, infinite versioni in b/n
• La conversione in scala di grigio
• La desaturazione
• Un metodo di conversione semplice e non convenzionale
• La regolazione Miscelatore canale
• La regolazione Bianco e nero
• Il viraggio
• Il metodo di Gorman-Holbert


Prezzi:

€ 150,00 per entrambe le giornate€ 120,00 a chi si iscrive fino a 2 settimane prima

Per info e iscrizioni contattare Paola Ravagni: paola@marcoolivotto.com

Per chi viene da fuori Roma, abbiamo la possibilità di fare booking in strutture alberghiere confortevoli a noi vicine.
Qualora e laddove è necessario, possiamo organizzare dei trasporti da e per la struttura dell’Associazione.

INVITO AL PORTFOLIO – di Sergio Magni (copia spudorata)

Esibizione del 2009 dedicata alle opere di Robert Mapplethorpe
Esibizione del 2009 dedicata alle opere di Robert Mapplethorpe

Alcune volte, per paura che vengono rimossi, riporto sul mio blog a mo di “cassaforte” alcune chicche come quella che vi sto presentando ad opera di Sergio Magni.

Mi perdoneranno gli amici del Circolo Fotografico Milanese se l’ho fatto ma penso che questo post vada preservato ^_^

INVITO AL PORTFOLIO – di Sergio Magni

in questi giorni parliamo spesso di portfolio in vista dell’appuntamento mensile con ospiti esterni che verranno ad analizzare i nostri lavori, quale occasione migliore per pubblicare il volantino che Sergio ci diede nel 2014?

Ho trattato in tanti modi questo argomento senza trovare – e temo sarà così anche questa sera – il modo giusto per farlo. Piccola giustificazione: è sicuramente un argomento complesso, che in più richiede un po’ di fiducia nella bontà della didattica che andrò a esporre, e la buona voglia di applicarla. Comunque ci provo.

Definizione di portfolio. Un racconto fatto di immagini.
La differenza con il racconto fatto di parole sta ovviamente nel segno scelto (immagini al posto delle parole) e nelle relative differenti capacità espressive che sono:
* Nel linguaggio concettuale delle parole, la convenzione, che è imposta dall’ ‘interno’ (struttura grammaticale o sintattica)
* Nel linguaggio contornuale della fotografia, la connaturalità, dovuta alla giustapposizione dei singoli elementi visibili, e quindi proveniente dall’ ‘esterno’, e con modalità non facili da intuire. Ma se di queste considerazioni un po’ strampalate possiamo anche fare a meno, non possiamo evitarci altre analogie o confronti, e dobbiamo decidere che per mettere insieme un portfolio fotografico occorrono cinque scelte precise. Non complicazioni concettuali, scelte precise.

1) Intenzione. Intendo realizzare un portfolio di tipo artistico, oppure realistico, oppure tematico. Mi sembrano evidenti le analogie con racconti fatti di parole, e nella ricerca di motivazioni serie: il libro giallo sarà scritto in modo diverso (argomento a parte) dal libro di fantasia, dal libro storico, dal racconto poetico, ecc. Sarà quindi l’ ‘intenzione’ a decidere il ‘modo’ con cui realizzare il mio portfolio (ci ritorno sopra tra poco) contribuendo così a renderlo credibile e comprensibile.
2) Idea centrale. L’argomento che intendo trattare, e che dovrà avere caratteristiche precise (le vedremo meglio più avanti; per ora annotiamo l’importanza di questa scelta).
3) Vicenda. Per vicenda intendo l’insieme dei singoli soggetti delle fotografie; una specie di trama, di punti fermi attorno ai quali il portfolio si sviluppa.
4) Racconto. Per racconto intendo l’insieme delle scelte operative (tempi, diaframmi, ottiche, punti di ripresa, contesti, colori) che effettuerò allo scopo di rappresentare la ‘vicenda’ in modo coerente con l’ ‘intenzione’ e con l’ ‘idea centrale’.
5) Significato. Per significato intendo ciò che voglio far capire. È il risultato dell’aver bene ‘assemblato’ le precedenti quattro scelte, il motivo per cui ho ‘scritto’ il mio racconto fatto di immagini.

Se non ci convinciamo che queste scelte sono insostituibili fattori espressivi e non ci concentriamo sulla loro validità e sulla necessità di tenerne conto, temo sarà molto difficile mettere insieme portfolio comprensibili, dove il termine ‘comprensibili’ indica l’operazione di linguaggio per cui ciò che l’autore intende comunicare risulti chiaro a livello di lettura (leggere = capire).
Non confondiamo però ‘lettura’ con ‘valutazione’. Posso leggere (e di conseguenza capire) un portfolio e poi valutarlo negativamente (la valutazione – ovviamente – seguirà un percorso particolare e diverso che non è argomento di questa serata), ma non potrò mai valutare una cosa che non ho capito. Evidenzio quindi la fondamentale importanza della ‘lettura’ come primaria funzione conoscitiva.
E per capire bene è indispensabile che il fotografo mi aiuti con le sue scelte. Voglio dire: il portfolio è di tipo realistico? A cosa serviranno sfuocati, mossi, controluce, costruzioni estetiche ordinate a forme classiche? A niente. Serviranno costruzioni estetiche di tipo ‘descrittivo’, per far vedere bene ciò che voglio realisticamente descrivere.
Il portfolio è di tipo artistico? Dovrò strutturarlo in modo che il lettore capisca il mio privilegiare la ‘rappresentazione’ rispetto al ‘rappresentato’, quindi accurate scelte compositive fatte non con l’intenzione di ‘indagare’ i miei soggetti, ma con l’intenzione di suscitare emozioni (il tipico modo espressivo dell’arte).
Il portfolio è di tipo tematico? Dovrò far capire ciò che il soggetto mi ha suggerito, ma non con una inutile, complicata e lunga didascalia simile a un’opera letteraria, ma utilizzando composizioni che rendano evidente e credibile la mia personale impronta narrativa.
Certamente queste scelte sono facili a dirsi e difficili a farsi, ma sono quelle che distinguono un portfolio significativo da uno banale.
Forse una sola parola le comprende tutte: coerenza. Decidiamo un percorso e seguiamolo – mi ripeto – con estrema coerenza, con tanta pazienza, con l’umiltà di chi vuole farsi capire. Noi possiamo destreggiarci tra le difficoltà che abbiamo scelto. Il lettore no; semplicemente non capirà. Elenco alcune considerazioni che a mio avviso vanno tenute in conto sia pure in una traccia concisa e schematica come questa:

Scritte di accompagnamento. Brevissime (e con utilizzo molto limitato di aggettivi). Se un portfolio, per essere capito, ha bisogno di tante parole, temo non sia un buon portfolio.
Possibilità privilegiate dei portfolio. 1) idea dello scorrere del tempo (le foto singole hanno solo il tempo dell’istante in cui sono state scattate). 2) portfolio che diventano ‘documentazione’ acquistando importanza di tipo storico (quindi grande attenzione al contesto che deve contribuire a valorizzare il concetto: ‘è successo così, in quel modo, quel giorno’).
Come raccontare con un portfolio. Utilizzare quattro modalità codificate che evidenziano – chiarendolo – il ‘campo espressivo’ in cui ci muoviamo:
Ciclo chiuso (un fatto raccontato dal principio alla fine);
Ciclo aperto (un fatto raccontato con cadenze libere, non legate al suo svolgimento temporale);
Analogia (situazioni presenti in una realtà sufficientemente delimitata come per esempio una città);
Contrasto (situazioni tra loro stridenti messe direttamente a confronto).
Come esprime un portfolio. Ricordare che significati si ‘aggiungono’ in base alla scelta, agli accostamenti, e quindi alla successione delle immagini.
Possibilità di utilizzare immagini scattate in precedenza. Pensiamo alle foto di viaggio. Abbiamo magari ‘mescolato’ argomenti che invece – tolti dal contesto generale e bene inseriti e riordinati in un unico argomento – consentono di ‘mettere insieme’ portfolio coerenti.
Controllo ‘peso’ delle situazioni rappresentate. Evitare squilibri tra importanza di situazioni e numero foto dedicate a ciascuna.
Controllo numero foto. Niente ripetizioni. Solo foto essenziali. Meglio un portfolio di poche immagini che faccia dire all’osservatore: ‘Già finito?’ piuttosto di uno in cui l’osservatore ritrovi situazioni già viste.
Attenzione al titolo. Solamente indicazioni utili alla comprensione (sicuramente il cosa/dove/quando; eventualmente qualche notizia in più, ma non ulteriore racconto fatto di parole).

Termino con qualche consiglio relativo alla scelta degli argomenti (ne ho accennato all’inizio elencando le cinque scelte da fare per la realizzazione di un portfolio):
* Scegliere argomenti che abbiano qualche oggettivo motivo di interesse. Bisogna avere una ‘base’ per costruirci sopra qualcosa. Costruire portfolio su basi scontate o banali è molto complicato.
* Scegliere argomenti, magari limitati, ma ben definiti. È molto difficile raccontare in un portfolio un popolo o una città: meglio raccontarne un aggettivo, una caratteristica, un singolo aspetto.
* Scegliere argomenti di cui abbiamo opinioni personali e quindi qualcosa da dire.
* Scegliere argomenti – ed è assolutamente la cosa fondamentale – che si possono sviluppare e risultare credibili attraverso il linguaggio della fotografia, cioè attraverso un linguaggio che parte dalla rappresentazione dei contorni visibili delle cose.

La teoria è per fortuna finita, adesso vediamoci alcuni portfolio. Non sono portfolio scelti come esempi da valutare positivamente nel loro significato, ma per attirare l’attenzione sulla loro eventuale chiarezza espressiva e quindi sulla facilità di lettura e comprensione.

settembre 2014

FLASH: numero guida

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Il numero guida (NG) di un flash serve ad indicarne la potenza e quindi la quantità di luce con la quale illuminerà un soggetto ad una certa distanza.
Lo so, detta cosi non si capisce un cazzo. Facciamo cosi, paragoniamo il numero guida alla cpacità di illuminare di una lampadina .. una da 50 candele illumina meno di una da 100, meglio cosi?
Per misurare la potenza con le lampadine si usano (usavano) le candele e con il flash il numero guida.
Ai tempi dell’analogico, ma anche adesso volendo, attraverso il numero guida si poteva determinare il giusto valore di apertura del diaframma per illuminare correttamente un soggetto chessò a 2 metri da noi (sempre tenendo conto della sensibilità della pellicola).
Non penserete mica che i reporter andassero in giro a calcolare il numero guida ogni volta vero? cosi come non avendo l’autofocus usavano l’iperfocale per mettere correttamente a fuoco, allo stesso modo sapevano (conoscendo il NG del loro flash) che impostando il flash su F4 ad esempio un soggetto a 2 metri sarebbe stato correttamente illuminato (sto dando dei numeri a cazzo tanto per discutere).
Certo, con l’avvento dei sistemi TTL di tutto questo se ne potrebbe anche fare a meno ma, conoscere la formuletta per ricavare il diaframma è sempre cosa buona sopratutto quando se ne deve comperare uno, almeno se si vuole evitare di farsi prendere per il culo.

Allora, dopo tutta questa manfrina, passiamo alla formuletta che è:

Formula del Numero Guida

Ci sono alcune cose da notare, la prima è che nonostante abbia parlato di ISO poi alla fine nella formula non ci sono, come mai direte voi.
Semplice, si è stabilito che per la misurazione del numero guida la sensibilità di riferimento è 100 ISO. Punto
Ma attenzione, nelle tabelle di riferimento Americane, ad esempio, il riferimento è talvolta 400 e non 100 ISO, ve ne accorgete perché magari un SB900 ha un NG pari a si leggono per lo stesso flash potenze assurde ^_^

Un esempio sul sito Kenrockwell dove si legge

“Rated Guide Number (flash power): 131/40 in feet/meters at ISO 100, rated with zoom set to 35mm/FX in normal evenness mode. With all this hoopla, it’s only one sixteenth of a stop brighter than the SB800, which has a GN of 125 in the same setting.”

In pratica in america l’SB900 ha NG pari a 131 mentre in Italia 40 (in verità 34 secondo Nikon).

Se fate caso in questo caso la diversa misura è data dall’uso non dei metri come unità di misura della distanza ma i piedi (feet), altra particolarità americana.
E a proposito di distanza, fate attenzione che per distanza si intende quella fra flash e soggetto e non quella fra soggetto e fotocamera (le distanze potrebbero essere diverse per lampeggiatori non montati sulla fotocamera come nello schema di esempio).

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Ma facciamo un’esempio: flash con numero guida 15 e soggetto a 3 metri dal flash. Secondo la nostra formuletta si otterrebbe un valore di diaframma di 15/3 = f5. Solitamente si arrotonda ad f/4.5, ossia il valore intermedio tra f/4 ed f/5.6 ma con il display delle moderne macchinette si fa prima a giudicare con gli occhi.

Sarà chiaro, spero, che se aumento gli ISO e quindi la sensibilità la conseguenza più immediata è che aumenta anche il Numero Guida (sempre se si mantiene costante l’apertura del diaframma). Se per assurdo volessimo mantenere il valore di NG fisso aumentando gli ISO sarà necessario ridurre l’apertura.

In pratica se la sensibilità raddoppia, il numero guida deve essere moltiplicato per 1,4 (ossia la radice quadrata di 2); se la sensibilità si dimezza, il numero guida deve essere moltiplicato per 0,7.
Se la sensibilità si quadruplica, il numero guida va solo raddoppiato, visto che corrisponde a una lunghezza mentre il flash illumina un’area.

Infine, se si usano pellicole di sensibilità di 125 ISO o 160 ISO, il numero guida va moltiplicato rispettivamente per 1,125 (la radice sesta di 2) o per 1,26 (la radice cubica di 2).

Perché questa cosa “strana” semplice per la legge del cosa del quadrato…no spetta per la…ehm … mica me ricordo. A si, per questo: L’inverso del quadrato della distanza!

La prima foto alla Luna

Moon first Daguerreotype

Sarebbe meglio dire dagherrotipo dato che di quello si tratta. Infatti la prima immagine fotografica della luca, si dice, fu fatta dallo stesso inventore del dagherrotipo, Daguerre appunto, il 2 gennaio 1839. Purtroppo, nel marzo dello stesso anno, il suo laboratorio fu raso al suolo, distruggendo gran parte del suo lavoro e con esso l’immagine storica della luna. Un anno dopo, John William Draper, un medico e chimico americano fece il suo dagherrotipo della luna.

Fu un astronomo che coniò il termine di fotografia nel 1839, quando Johann Heinrich von Madler combinò “foto” (dalla parola greca che significa “luce”) e “grafia” (“scrivere”). Gli astronomi hanno abbracciato rapidamente l’uso di lastre fotografiche a causa della loro buona risoluzione e la capacità di rendere le immagini molto più grandi.

p.s.: Il nome di Daguerre è tra i 72 iscritti sulla Torre Eiffel.

Il primo fotolibro della storia

Anna Atkins - Photographs of British Algae Cyanotype_Impressions
Anna Atkins – Photographs of British Algae Cyanotype_Impressions

Lo sapete da chi è quando è stato fatto il primo libro esclusivamente fatto di fotografie della storia? Ebbene lo ha fatto la pioniera della fotografia Anna Atkins. Atkins è nata 216 anni fa (16 marzo 1799), ed è una delle prime, se non la prima, donna fotografo.

Ritratto di Anna Atkins, 1861
Ritratto di Anna Atkins, 1861

 

La Atkins è risaputo che ebbe accesso ad una “macchina fotografica” nel 1841. Cosi molte fonti ritengono che la Atkins sia la prima donna fotografo. Ma altre fonti attribuiscono questo onore a Constance Talbot, la moglie di William Fox Talbot. Ma siccome nessuna fotografia con “macchina fotografica” di Anna Atkins e neppure di Constance Talbot è giunta a noi,  la questione rimarrà ahime irrisolta.

Torniamo al  libro in questione che fu realizzato con il metodo della cianotipia (stampa a contatto), processo inventato da John Herschel, nel 1842. Anna Atkins apprese direttamente da Talbot delle sue due invenzioni nel campo fotografia: la tecnica “photogenic drawing” (disegni fotogenici in cui l’oggetto da ritrarre veniva posizionato direttamente sopra il foglio sensibilizzato alla luce ed esposto alla luce diretta del sole per produrre l’immagine finale) ed il calotipo.

“John Herschel fu il primo a utilizzare il calendario giuliano nell’astronomia, portò importanti contributi al miglioramento dei procedimenti fotografici del periodo (dagherrotipia, calotipia e antotipia), scoprendo la proprietà del tiosolfato di sodio, al tempo iposolfito di sodio, nel fissaggio dell’immagine. Coniò inoltre i termini fotografia, negativo e positivo.” [wikipedia]

Nel giro di un anno , Atkins applico il processo inventato da Herschel alle sua alghe (in particolare alghe marine) facendo per ogni pagina del libro una cianotipia (stampe a contatto) “by placing the unmounted dried-algae original directly on the cyanotype paper.” creaò un vero capolavoro ancora non eguagliato. [wikipedia]

Le immagini sovrastanti sono (prese da wikipedia) sono alcune di quelle contenute nel libro, intitolato Photographs of British Algae: Cyanotype Impressions, che è considerato il primo libro mai pubblicato ed interamente realizzato con la fotografia.

Date un’occhiata a questo video:

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=ekUUuU7whe0[/youtube]

Alla Atkins è stato dedicato da Google un bellissimo Doodle.

p.s.: questo NON è il primo fotolibro commerciale ^_^

Link interessante: http://www.bl.uk/catalogues/photographyinbooks/record.asp?RecordID=3048

DIRITTI&rovesci Fotografi – Corso di Photoshop per Fotografi

corso

DESCRIZIONE
Questo corso, specialistico per fotografi, è rivolto a tutti gli operatori del settore
della  fotografia  e  agli  appassionati  che  abbiano  la  specifica  esigenza  di
apprendere le tecniche di sviluppo del negativo digitale RAW o DNG attraverso
le funzioni di Camera Raw e la successiva ottimizzazione in Photoshop.
Durante  le  lezioni  verranno  trattati  tutti  i  principali  argomenti  relativi  al
fotoritocco,  quali:  regolazione  dei  parametri  di  contrasto,  nitidezza  e
saturazione,  lavorazione  su  più  livelli,  operare  selezioni  semplici  e complesse
all’interno dell’immagine, filtri e maschere di livello, strumenti per la rimozione
delle imperfezioni, opzioni di salvataggio, etc sino ad arrivare ai vari formati di
salvataggio per la stampa (jpg, tif) e per il web (png, jpg, gif) ed anche l’uso dei
profili colore.
Adobe  Photoshop  è  un  programma  estremamente  semplice  e  complesso  nello
stesso  tempo.  Semplice  nell’utilizzo  delle  funzioni  di  base,  estremamente
articolato  e  complesso  nell’utilizzo  delle  funzioni  professionali.  Per  questo
abbiamo deciso di “semplificare” il suo apprendimento andato a creare un corso
specifico per fotografi, pensato da fotografi e costruito insieme a Voi.
Sarete Voi infatti ad aggiungere o togliere particolari tecniche che vorrete o non
vorrete trattare, ad esempio scontorno, conversione in bianco e nero, HDR e via
discorrendo.
GLI OBIETTIVI
L’approccio  sarà  molto  diretto,  operando  a  partire  da  situazioni  concrete  di
scatto  nonché  sulle  immagini  fornite  dai  docenti  e perché  no dai partecipanti
stessi.  Al  termine  del  corso  tutti  i  partecipanti  dovranno  essere  in  grado  di
gestire  in  maniera  autonoma  il  proprio  flusso  di  lavoro  (dalla fotocamera  al
computer),  saper  apportare  le  giuste  regolazioni  al  tipo di  file  di  volta  in  volta
utilizzato  (Raw,  Tiff  e  jpeg),  applicare modifiche  alle  immagini  e  presentare  il
proprio lavoro attraverso il web o la stampa.
ARGOMENTI DEL CORSO
Qui  sotto  trovi  l’elenco  degli  argomenti  trattati  durante  il  corso.  La sequenza
degli argomenti trattati tuttavia va intesa in maniera indicativa: ampio margine
verrà  lasciato  alla  discussione  di  singoli temi  o  aspetti  in  funzione  alle  reali
esigenze che si presenteranno durante lo svolgimento del corso.
:: Considerazioni preliminari su gestione e fotoritocco delle immagini
:: Immagini 8 bit, 16 bit, 32 bit
:: Il profilo colore: Adobe RGB e sRGB
:: I formati di salvataggio delle immagini digitali
:: Archiviazione delle immagini all’interno del computer
:: Il file RAW
:: L’organizzazione del flusso di lavoro
:: Apertura del file Raw in Photoshop
:: Regolazione del file in Camera Raw
:: Il concetto di “meta-dati” e il file XMP
:: Il file DNG
:: Integrazione Photoshop e altri programmi
:: Conversione delle immagini da un formato all’altro
:: Impostare correttamente lo spazio di lavoro
:: Corretta gestione del colore in Photoshop
:: Panoramica sulle funzionalità e gli strumenti di Photoshop
:: Lavorazione sui livelli (Layers)
:: Un accenno ai canali
:: La storia
:: Le curve ed i livelli (Levels)
:: Gli strumenti per la regolazione dei colori
:: Strumenti di selezione rettangolare ed ellittica
:: Selezione sfumata
:: Lo strumento lazo
:: Lo strumento selezione rapida
:: Modifica e trasformazione di selezioni
:: Selezioni basate sul colore
:: Miglioramento della selezione
:: Salvataggio e caricamento di una selezione
:: Maschere veloci
:: I canali Alfa
:: Allineamento e fusione dei livelli
:: I metodi di fusione
:: Maschere di livello
:: Salvataggio su più livelli
:: Uso del timbro clone
:: Uso del pennello correttivo
:: Uso dei pennelli (brush)
:: Galleria Filtri
:: Filtri avanzati
:: Oggetti avanzati (Smart Objects)
:: Eliminazione di elementi estranei nella foto
:: Conversione in Bianco e Nero: panoramica su diverse tecniche
:: Controllo delle sfumature (Gradient map)
:: Archiviazione delle immagini ad alta risoluzione
:: Conversione delle immagini per il Web
:: Stampa di un’immagine attraverso Photoshop
:: Scorciatoie da tastiera (stampa su A4)

Ci saranno 4 lezioni di 3 ore ciascuna con la possibilità, dipenderà dalla adesioni, di una ulteriore data divisa in scatto e post produzione.

Per qualsiasi informazione non esistate a contattarci. La pagina dell’evento è questa: http://www.facebook.com/events/1608197699394522/

Rosetta, Philae e la foto più lontana dalla Terra

Rosetta’s OSIRIS narrow-angle camera captured this parting shot of the Philae lander after separation (cropped).
Rosetta’s OSIRIS narrow-angle camera captured this parting shot of the Philae lander after separation (cropped). Credit: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

Una riflessione che faccio insieme a voi. Una delle più importanti foto della storia è stata fatta ieri da una sonda spaziale.

La sonda si chiama Rosetta che ha usato il suo OSIRIS imaging system (non ho idea di cosa sia ma mi informerò) per fotografare il suo modulo (lander) da abbordaggio Philae mentre andava verso la cometa (o astro vagante)  67 P/ Churjumov-Gerasimenko.

Rosetta’s OSIRIS narrow-angle camera captured this parting shot of the Philae lander after separation.
Rosetta’s OSIRIS narrow-angle camera captured this parting shot of the Philae lander after separation. ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA.

Anche Philae ha restituito il favore alla sua “amica”, come potete vedere qui sotto.

Farewell_Rosetta
Rosetta’s lander Philae took this parting shot of its mothership shortly after separation. The image was taken with the lander’s CIVA-P imaging system and captures one of Rosetta’s 14 metre-long solar arrays. It was stored onboard the lander until the radio link was established with Rosetta around two hours after separation, and then relayed to Earth.

Fra le altre cose stiamo parlando (almeno credo) della fotografia scattata nel posto più lontano dal pianeta terra ad oggi disponibile! Almeno credo (ndr: non è cosi come potete verificare dai commenti a questo post ^_^).

L’ultima foto è quella della cometa, sarebbe stato ingiusto non metterla ^_^

Comet_67P_on_19_September_2014_NavCam_mosaic